Assunzioni nelle imprese, che si occupavano dei rifiuti, in cambio dei voti alle ultime amministrative del 2024 ad Avellino. E’ilpotesi, che emerge da un’inchiesta della Dgos di Avellino coordinata dalla Procura di Avellino, che vede iscritti nel nel registro degli indagati per corruzione elettorale due dipendenti di IrpiniAmbiente e l’ex assessore all’Ambiente del Comune di Avellino, che nello stesso procedimento è indagato e anche parte offesa. La richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura coinvolge quattro persone, accusate a vario titolo di tentata tentata estorsione aggravata, usura e corruzione elettorale.
Il fascicolo, coordinato dal sostituto procuratore Fabio Massimo Del Mauro, ricostruisce la vicenda avvenuta alle elezioni amministrative di giugno del 2024.
Gli imputati
Tra gli imputati figura P.S. accusato di tentata estorsione aggravata, usura e voto di scambio, suo figlio G. S. imputato per usura in concorso, con tassi indicati nell’atto di accusa come non inferiori al 65% annuo e P.C. accusato di tentata estorsione. Compare nel procedimento anche un ex assessore all’Ambiente del Comune di Avellino. La sua posizione è duplice: persona offesa per le presunte condotte estorsive e coimputato nel capo relativo al voto di scambio. Gli imputati sono difesi dagli avvocati: Claudio Frongillo, Gerardo Di Martino e Francesco Maiello.
La ricostruzione degli inquirenti
Tra gennaio e febbraio 2025 P.C e P. S. si sarebbero presentati più volte a Piazza del Popolo, durante le sedute del Consiglio comunale, per avvicinare l’ex assessore. Gli incontri indicati negli atti sono datati 21 e 27 gennaio e 28 febbraio. Occasioni durante le quali, gli imputati avrebbero rivolto all’assessore richieste e pressioni, accompagnate – secondo l’accusa – da espressioni minacciose. In uno degli episodi, l’ex assessore si sarebbe allontanato trovando riparo nella stanza del sindaco.
Le minacce
“Non mi hai voluto aiutare con mio figlio! A questo punto ti devi dimettere altrimenti ti faccio passare un guaio! Ho nulla da perdere!” Il 28 febbraio, sempre secondo quanto riportato negli atti, le richieste sarebbero state esplicitate in modo diretto: “ti veniamo a prendere fino a casa, devi sistemare i nostri figli, ti sei comprato i voti per uscire Assessore, abbiamo le prove sui telefonini che ci hai costretto a votarti in cambio dell’interessamento per i nostri figli per un posto di lavoro”. L’intervento della polizia avrebbe interrotto l’episodio.
Le accuse di voto di scambio sulle elezioni comunali 2024
Un ulteriore capo d’imputazione riguarda le elezioni amministrative del giugno 2024. L’ex assessore – allora candidato al consiglio comunale – avrebbe promesso a P.C. e a P. S. di impegnarsi per far assumere i figli in cambio del sostegno elettorale. Secondo l’accusa, la promessa sarebbe stata accettata e avrebbe trovato riscontro nell’espressione del voto.



