Mercoledì, 29 Aprile 2026
21.01 (Roma)

Ultimi articoli

Dall’Italia alle aree interne della Campania: il caso Irpinia-Sannio. Fragilità strutturale: il lavoro spesso non basta più.

Di Franco Fiordellisi

C’è un elemento che oggi pesa sulle famiglie italiane più di qualsiasi statistica: il ritorno dell’inflazione indotta dalla geopolitica.
Dopo lo shock energetico legato alla guerra in Ucraina e alle sanzioni contro la Russia, il 2026 si apre con una nuova fiammata dei prezzi, alimentata dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. I mercati dell’energia sono entrati nuovamente in tensione. Non è solo un dato economico: è una pressione diretta sui redditi reali, sui consumi, sulla qualità della vita. E colpisce in modo diseguale: chi ha meno paga di più.
Dentro questo quadro si inseriscono i dati Istat 2025, che raccontano un’Italia solo apparentemente in ripresa.
C’è un numero che più di altri fotografa la condizione del Paese Italia: 13,2 milioni di persone a rischio povertà o esclusione sociale. Quasi un italiano su quattro. Non una marginalità, ma una struttura. È ben sapere che i lavoratori poveri sono definiti quelle persone che percepiscono un salario inferiore al 60% della linea mediana dei salari o inferiore al 50% della linea media dei salari.
È vero: il reddito medio familiare è salito a 39.501 euro, e la crescita dell’occupazione ha ridotto alcune fragilità. Ma sotto la superficie resta una contraddizione profonda: il lavoro non basta più.
Un occupato su dieci è povero. È una frattura storica. Il lavoro, che avrebbe dovuto garantire emancipazione, non assicura più una vita dignitosa. E non è un fenomeno transitorio: è stabile, radicato.
Il reddito reale delle famiglie resta inferiore ai livelli del 2007, inizio crisi sistemica e shock dei sub prime. Vent’anni dopo, non abbiamo recuperato. E oggi quella distanza si somma a una nuova inflazione energetica dei combustibili fossili che erode ulteriormente il potere d’acquisto e si abbandonano investimenti in rinnovabili.
Se questo è il quadro nazionale, nelle aree interne della Campania la situazione diventa ancora più evidente. Irpinia e Sannio rappresentano una vera linea di faglia. Qui il lavoro povero è più diffuso, i salari medi più bassi, la discontinuità occupazionale più marcata. Le retribuzioni da lavoro dipendente si concentrano nelle fasce basse, mentre le pensioni seppur molto spesso sotto i 1.000 euro diventano una componente essenziale del reddito familiare.
Non è solo una questione di quantità di lavoro, ma di qualità del lavoro e di struttura economica. Settori a basso valore aggiunto, poca industria, e quelle che abbiamo sono in sofferenza per mancanza di politiche industriali strategiche, vedi automotive ed IIA bus, servizi fragili. Il risultato è una economia domestica costruita su
equilibri precari: più redditi deboli che si sommano per raggiungere una soglia minima di sostenibilità.
Nelle aree interne, però, la fragilità non è solo economica. È territoriale. Meno servizi, più distanza, meno opportunità. Sanità di prossimità fragile, mobilità difficile, offerta formativa ridotta. E soprattutto spopolamento: i giovani partono, il capitale umano si riduce, il territorio invecchia.
Il Mezzogiorno registra già un rischio di povertà del 38,4%. Ma nelle aree interne questo dato assume una dimensione ancora più radicale.
Quando il lavoro non protegge, quando il reddito non basta, quando l’inflazione erode e i servizi arretrano, la fragilità diventa normalità. Non è più emergenza è struttura. Serve una politica che rimetta al centro il lavoro come qualità, non solo come quantità. Che intervenga sui salari, sulla stabilità occupazionale, sulla contrattazione. Che investa nelle aree interne come spazio strategico e visione delle politiche industriali e manifatturiere delle filiere locali nella prospettiva della “grande trasformazione” in essere.
Perché senza questo passaggio, quei 13,2 milioni a rischio poverta, con circa 5milioni in povertà, non diminuiranno. Cambieranno solo forma. E continueranno a raccontare un Paese in cui si lavora, in maniera precaria e mal retribuito, quindi non si vive davvero e il disagio aumenta.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Il Tribunale del Riesame di Napoli, accogliendo il ricorso dell’Avvocato Vittorio Fucci e dell’Avvocato Sabato Graziano, ha scarcerato il noto…

Tragedia questa mattina in via Manzoni, a Perrillo, frazione di Sant’Angelo a Cupolo, dove Guido Catilino, di 18 anni ha…

Aggressione nel parcheggio supermercato di via Tagliamento: individuati i tre aggressori di Nello Malinconico. Gli agenti hanno sequestrato anche del…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

– di Egidio Leonardo Caruso – Si è insediata ieri, 28 Aprile 2026 la nuova Consulta Regionale per la Mobilità, organismo voluto dalla Giunta Regionale della Campania per rilanciare il dialogo permanente tra istituzioni, territori, associazioni, sindacati e utenti, sui temi del trasporto pubblico e della mobilità. L’obiettivo come dichiarato...

Il teatro come spazio di comunità, di confronto e di visione per il futuro dei territori. Con questo spirito nascono gli Stati Generali del Teatro delle aree interne in programma il 5 maggio al Teatro d’Europa di Cesinali, in provincia di Avellino. L’evento rappresenta il primo tavolo di coordinamento nazionale...

“Le aree interne non sono un problema da gestire, ma una risorsa strategica su cui investire. Con questa proposta di legge scegliamo di affermare un principio chiaro: la Campania non può crescere lasciando indietro il suo entroterra”. Lo dichiara Maurizio Petracca, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale della Campania,...

“In Sicilia il governo continua a perdere tempo mentre famiglie, imprese e amministrazioni locali affrontano una situazione drammatica senza risposte adeguate. Di fronte a un’emergenza gravissima con 2 miliardi di danni a causa del ciclone Harry, è surreale che l’unica priorità di questo esecutivo resti il Ponte sullo Stretto. L’assenza...

Ultimi articoli

Attualità

Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 29 aprile 2026, al Comune di Avellino si è svolto un incontro istituzionale tra il…

Un traguardo importante verso l’apertura del Centro per l’Autismo. Questa mattina il Comune di Avellino ha consegnato il Centro per…

In seguito alla tragica scomparsa del 19enne Guido Catilino, è stata sospesa la presentazione della lista Cervinara Rinasce: “E’ un…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy