“La montagna ha partorito il classico topolino – l’attacco del Presidente del Coordinamento Nazionale dei Piccoli Comuni, Virgilio Caivano – risorse risibili, inadeguate, che provano ancora una volta a mettere la polvere sotto il tappeto”. Il Consiglio dei ministri ha stanziato, per far fronte al disastro appenninico, a causa del maltempo di questi giorni, 50 milioni di euro: 20 al Molise, 15 all’Abruzzo, 10 alla Puglia e 5 alla Basilicata.
“Non presa in considerazione la condizione di estremo disagio irpino e sannita – infatti, continua Caivano – . La Campania è stranamente fuori dall’intervento di messa in sicurezza a seguito degli eventi calamitosi che hanno
colpito l’intero Appennino italiano”. La domanda che si pone, il coordinatore la gira al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci che, evidentemente, conclude il Presidente di Piccoli Comuni “non conosce il territorio
appenninico e le arterie stradali di connessione che riguardano i piccoli Comuni molisani, dauni, sanniti e irpini lungo la dorsale appenninica meridionale. Un disastro dietro l’angolo con le Regioni al palo”. I piccoli Comuni, le aree interne di Irpinia e Sannio vengono, sistematicamente, dimenticate. E Caivano, questo, lo ribadisce con forza. Intanto, a riprova di quanto sta accadendo, proprio a causa delle numerose frane, dovute agli eventi atmosferici degli ultimi giorni, nel Comune di Savignano Irpino si sono verificate tre rotture in altrettanti giorni. Con la conseguente interruzione del servizio idrico. “Da dodici anni – dice il sindaco Fabio Marra -non si è mai verificato”. Questo vuol dire che il terreno comincia a frenare. E il tecnici stanno alacremente lavorando per ristabilire le condizioni di normalità.


