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VIDEO/Dogana, lo scrittore Festa: “Se si vuol aprirla lo si può fare da subito. Il problema è che manca questa volontà”

“Ciò che si può fare subito è semplice: bastano un custode e 200 sedie per rendere fruibile alla città il grande salone del pian terreno. Per presentazioni di libri, convegni, incontri, attività che oggi si svolgono altrove e che potrebbero finalmente trovare lì un punto di riferimento. Il problema è che, al momento, sembra mancare questa volontà”

“Preferisco tenermi lontano dalle polemiche e dagli equilibrismi che hanno caratterizzato quest’ultima fase. Una fase in cui prima si annunciava che la Dogana fosse pronta per l’apertura, poi, a causa della pioggia, non si è aperta; la settimana successiva non si è più capito il motivo, e improvvisamente sono emersi problemi legati all’ascensore”.
Così Franco Festa, del Comitato Salviamo la Dogana, a margine dell’incontro che si tiene questo pomeriggio all’Angolo delle storie, iniziativa organizzata per discutere del futuro della storica struttura di Avellino.
“È quantomeno singolare che, con una grande impresa coinvolta, non ci si sia accorti prima di problematiche così elementari”, osserva Festa. “Preferisco – continua lo scrittore Festa – non entrare in queste dinamiche, perché mi sembra che, in quest’ultima fase, la Dogana sia diventata altro: una sorta di merce di scambio tra gruppi contrapposti, di cui non si comprendono fino in fondo finalità e progetto. Questo non ci riguarda e non ci interessa. Siamo probabilmente troppo vicini alle elezioni, e per questo preferiamo fare un passo indietro: non è questo il modo in cui abbiamo lavorato per tanti anni per raggiungere il risultato ottenuto”.
Festa sottolinea “un primo risultato, di cui si parla troppo poco: lì c’è un monumento. Non è un bene pubblico come gli altri, ma innanzitutto un monumento restituito alla città. Il passo successivo sarà quello di definirne gli usi e le funzioni, ma intanto riconosciamo il valore di ciò che è stato fatto.
Vogliamo ragionare in termini semplici. Abbiamo compreso che esistono molte difficoltà, a partire dal fatto che il Comune non è in grado, da solo, di gestire un bene così grande. Tuttavia, proponiamo una soluzione immediata per evitare che resti chiuso”.
Ad oggi, infatti, secondo Festa, “non sono disponibili informazioni chiare: la progettazione non è accessibile, e nessuno sa davvero come sia organizzato lo spazio. Sappiamo solo che esiste una grande sala al piano terra e un camminatoio in alto.
Ebbene, ciò che si può fare subito è semplice: basta un custode e alcune sedie per rendere fruibile alla città quel grande salone. Si potrebbero organizzare iniziative basilari come presentazioni di libri, convegni, incontri, attività che oggi si svolgono altrove e che potrebbero finalmente trovare lì un punto di riferimento.
Non si porrebbe nemmeno il problema dell’ascensore, essendo il piano terra già accessibile. Se davvero si vuole aprire la Dogana alla città, lo si può fare da subito. Il problema è che, al momento, sembra mancare questa volontà, mentre circolano idee poco concrete.
Le nostre proposte, invece, sono sempre state reali, praticabili e indipendenti da interessi particolari. Sono legate a un obiettivo più ampio: ridare vita al centro storico.
Questa è la prima proposta concreta: rendere immediatamente fruibile il piano terra. Il resto verrà dopo. Già questa sera alcune associazioni avanzeranno ulteriori proposte su come organizzare gli spazi, ma questo riguarda il futuro.
Se davvero si vuole fare della Dogana un cuore vivo della città, si cominci ad aprirla, partendo da ciò che è già utilizzabile: quel grande spazio al piano terra. È vero, mancano arredi, perché, a quanto pare, le risorse sono state destinate alla struttura, ma non servono grandi investimenti iniziali: duecento sedie e un custode possono rappresentare un primo passo concreto.
Tuttavia, proprio per il clima attuale, abbiamo scelto di restare fuori da certe dinamiche elettorali. In questo periodo si sentirà di tutto, com’è normale. Forse è meglio lasciare ‘riposare’ questa struttura, che oggi tutti cercano di tirare per la giacca. Ma subito dopo, già da giugno o luglio, si potrà aprire davvero, in modo semplice e concreto. Poi si discuterà del resto”.

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