Un viaggio nel cuore della politica campana postunitaria. E’ l’appuntamento in programma il 4 maggio, alle ore 17.00, presso il Circolo della Stampa di Avellino, con la presentazione del volume “I protagonisti della politica. Notabili, elezioni e sistema politico in Campania (1861-1919)”, pubblicato da Fedoapress nel 2024.
L’iniziativa è promossa dal Centro di Ricerca Guido Dorso, in collaborazione con l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano – Comitato di Avellino e l’Ordine dei Giornalisti della Campania. L’incontro rappresenta un’importante occasione di approfondimento storico-politico sul ruolo delle élite locali e sulle dinamiche elettorali nella Campania post-unitaria.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Nunzio Cignarella, vicepresidente del Centro di Ricerca Guido Dorso, e di Alessandra Aufiero, direttivo del Comitato irpino dell’ISRI.
Seguiranno gli interventi di Marco Meriggi, docente dell’Università di Napoli “Federico II”, e dell’autore del volume, Ermanno Battista, membro del comitato scientifico del Centro Dorso e vicepresidente del Comitato irpino dell’ISRI.
Il volume analizza i meccanismi di formazione della classe dirigente nel Mezzogiorno tra Ottocento e primo Novecento, offrendo una lettura articolata del rapporto tra notabilato, consenso elettorale e costruzione del sistema politico locale. “Ci troviamo di fronte – spiega Battista – a una classe dirigente che cerca di imporsi a livello nazionale per poi sfruttare questo potere a livello locale, utilizzando la macchina amministrativa per fini personali. Un potere consolidato attraverso una rete di relazioni parentali e amicali, utilizzando, ad esempio, i familiari alla guida di enti benefici e comunali. Sono uomini come Michele Capozzi che sarà per tanti anni parlamentare del Regno Unitario, partecipando pochissimo al dibattito parlamentare e presidente del Consiglio provinciale, fulcro del potere locale, poichè fonte di finanziamenti. Un potere, quello di Capozzi, costruito grazie a rapporti familiari, a partire dal prozio Mario che aveva portato avanti scaltre azioni finanziarie per acquistare terreni e incamerare ricchezza. Un personaggio a cui si contrappone a Napoli una figura come quella dell’avvocato Antonio Ranieri, amico di Leopardi che riesce, grazie al suo ruolo, ad intrecciare rapporti con differenti settori della società, grazie al potere clientelare legato alla propria professione. E’ una politica che è, in qualche modo, al di là del potere costruito sui territori, attenta anche al benessere della comunità. Basti pensare alla disputa tra Michele Capozzi e Luigi Amabile sulla localizzazione della stazione. Capozzi voleva che sorgesse ad Atripalda, guardando anche alla provincia, a quella che sarebbe stata la linea dell’Avellino Rocchetta, Amabile chiedeva, invece, che sorgesse in centro. Sarà Capozzi a vincere la disputa. Lo stesso De Sanctis, pur lontano dal modo di Capozzi di intendere la politica, in qualche modo si servirà del suo sostegno nel suo Viaggio Elettorale, desideroso di farsi eleggere nel collegio di Avellino, dove non era mai stato eletto”.
L’appuntamento si inserisce nel quadro delle attività di promozione culturale e di ricerca storica portate avanti dal Centro Dorso, da sempre impegnato nello studio del pensiero meridionalistico.


