Arriva da Gianluca Capra, segretario Risorgimento Socialista una nota alla vigilia delle elezioni comunali. “Avellino non è in crisi – scrive Gianluca Capra, segretario di Risorgimento Socialista – perché è stata mal gestita. Avellino è in crisi perché è stata governata nell’interesse di pochi, dentro un sistema economico che distrugge lavoro, suolo, comunità e futuro per estrarne profitto privato.
Il nostro programma non propone di fare meglio le stesse cose. Propone una rottura: rimettere sotto controllo collettivo le risorse fondamentali — acqua, energia, terra, servizi — e costruire un’economia che rispetti i limiti ecologici del pianeta mentre garantisce lavoro dignitoso, casa, salute e istruzione a tutte e tutti.
L’ecosocialismo non è un’utopia lontana. È la risposta concreta e urgente alla crisi climatica, alla precarietà e alla diseguaglianza. Inizia nei municipi, nelle fabbriche, nei quartieri. Inizia qui”.
Si ribadisce come “la democrazia liberale ha separato il voto dalla decisione. Noi vogliamo ricucire questo strappo. Il Comune di Avellino deve diventare uno strumento nelle mani della comunità, non un apparato nelle mani di partiti e lobbies.
Controllo popolare diretto
- Istituzione di Assemblee di quartiere con potere deliberativo reale su bilancio, urbanistica e servizi locali — non semplici momenti consultivi.
- Bilancio partecipativo vincolante: almeno il 20% degli investimenti comunali deciso direttamente dai cittadini, con processo aperto, trasparente e accessibile a chiunque.
- Comitati di controllo civico su ogni grande appalto, nomina e concessione pubblica, con accesso agli atti in tempo reale e potere di sospensiva.
- Referendum consultivo abbassato a 1.000 firme. Le petizioni popolari discutibili in Consiglio entro 30 giorni, non 60.
Trasparenza radicale
- Portale pubblico con tutti gli atti, appalti, incarichi, consulenze, spese e patrimoni comunali aggiornato in tempo reale.
- Nessuna nomina senza avviso pubblico, curriculum pubblicato e motivazione scritta. Zero porte girevoli tra politica e affari privati.
- Commissione permanente antimafia e anticorruzione con poteri istruttori reali, non solo simbolici. Adesione ad Avviso Pubblico come primo atto.
Urban Center — Casa della Città
Uno spazio fisico stabile, gestito insieme ai cittadini, dove si progetta, si controlla e si decide la città. Non un ufficio del Comune: un luogo del conflitto democratico e della costruzione collettiva.
Grande attenzione è rivolta ai servizi pubblici che “non sono attività economiche da ottimizzare per il profitto. Sono diritti da garantire universalmente. Ogni privatizzazione è un furto ai cittadini. Ogni esternalizzazione incontrollata è un abbandono dei lavoratori.
Reinternalizzazione e controllo operaio
- Verifica immediata di ogni servizio esternalizzato. Dove i costi pubblici superano quelli di una gestione diretta, si rienternalizza senza deroghe.
- I lavoratori dei servizi reinternalizzati entrano nell’organico comunale con contratti a tempo indeterminato e tutele piene.
- Istituzione di Comitati misti lavoratori-utenti per la gestione e il controllo di mense scolastiche, asili nido, raccolta rifiuti, manutenzione urbana.
- Nessun profitto privato sull’acqua, sui rifiuti, sui trasporti pubblici locali. Queste risorse appartengono alla collettività.
Welfare come infrastruttura, non assistenza
- Piano di zona sociale dell’Ambito A04 completamente ristrutturato: più personale stabile, meno cooperative al ribasso, più diritti per chi lavora nella cura.
- Asili nido pubblici gratuiti per redditi sotto la soglia ISEE 20.000 euro. Apertura di almeno due nuove strutture nei quartieri periferici nei primi 18 mesi.
- Casa delle donne gestita in co-programmazione con le associazioni femministe. Consultori rafforzati, Centro antiviolenza finanziato strutturalmente.
- Sportello unico per persone con disabilità: accesso ai servizi, barriere architettoniche, lavoro, mobilità. Piano straordinario di accessibilità universale.
- Servizi per dipendenze e disagio psicologico potenziati, con approccio di riduzione del danno e nessuna stigmatizzazione.
Centrale anche il tema della transizione ecologica “Il cambiamento climatico non è un problema tecnico: è il risultato di un sistema economico fondato sull’estrazione e sul profitto infinito su un pianeta finito. La transizione ecologica non può essere gestita dal mercato. Deve essere pianificata democraticamente, deve tutelare i lavoratori e deve trasformare la struttura produttiva — non solo aggiungere pannelli solari agli edifici esistenti.
Avellino città dei limiti planetari
- Piano Comunale per il Clima con obiettivi vincolanti, verificati ogni anno da una Consulta ambientale indipendente con poteri di controllo e proposta.
- Zero consumo di nuovo suolo agricolo e naturale. Ogni intervento edilizio sul nuovo deve essere compensato da demolizione e rinaturalizzazione equivalente.
- Pubblicazione semestrale di dati ambientali pubblici: qualità dell’aria, qualità delle acque del Fenestrelle, monitoraggio falde, livelli di rumore urbano.
Energia: dalle bollette alle comunità
- Costituzione di almeno 5 Comunità Energetiche Rinnovabili pubbliche entro il 2027, partendo da scuole, palestre e edifici comunali. Tariffe calmierate per famiglie in povertà energetica.
- Il Comune diventa soggetto attivo nella transizione: non incentiva solo i privati, ma produce energia pubblica, la distribuisce e ne ridistribuisce i proventi.
- Piano di efficientamento energetico degli edifici pubblici con priorità assoluta. Stop ai riscaldamenti a gas nelle nuove costruzioni pubbliche entro il 2028.
Acqua pubblica, Parco del Fenestrelle
- L’acqua è un bene comune. Osservatorio civico dell’acqua con accesso pubblico ai dati su falda, consumi, scarichi e qualità. Nessuna privatizzazione parziale o totale della rete.
- Parco urbano del Fenestrelle: pulizia, rinaturalizzazione, percorsi ciclabili e pedonali, orti urbani comunitari, nessuna cementificazione residua.
- Fontanelle pubbliche gratuite in ogni quartiere. Piano per l’eliminazione delle microplastiche nelle acque superficiali entro il 2028.
Ex Isochimica: giustizia ambientale e memoria
- Bonifica completa e trasparente con partecipazione attiva degli ex lavoratori e dei comitati di quartiere. Nessun accordo al ribasso con i soggetti responsabili dell’inquinamento.
- Monumento permanente alle vittime dell’amianto. L’area bonificata diventa spazio pubblico: verde, memoria, ricerca. Zero nuova speculazione commerciale.
- Riconoscimento formale del diritto alla salute degli ex lavoratori e dei residenti esposti. Collaborazione con ASL e Azienda Moscati per monitoraggio sanitario continuativo”.
Una nota in cui torna anche il tema del lavoro “Non esiste transizione ecologica giusta senza tutela del lavoro. Non esiste piena occupazione senza rottura con la precarietà strutturale. Il Comune non è l’unico attore, ma è un attore decisivo: negli appalti, nella formazione, nella pianificazione industriale del territorio.
Contro il lavoro povero e precario
- Salario minimo di 12 euro lordi l’ora in tutti gli appalti comunali, rivalutato annualmente. Nessun appalto al ribasso che rompa i contratti collettivi nazionali di categoria.
- Clausole sociali vincolanti in ogni appalto: assunzione di disoccupati di lunga durata, donne, giovani, lavoratori in transizione da settori in crisi.
- Tavolo permanente per il lavoro e le crisi aziendali: il Comune interviene attivamente, non aspetta le chiusure. Accordi di programma per la reindustrializzazione.
- Piano straordinario contro il lavoro nero e irregolare in raccordo con INPS, Ispettorato del lavoro e sindacati confederali.
Polo dell’Innovazione Irpina — Pianodardine
- Riconversione ecologica dell’area industriale: non si attrae qualsiasi impresa, ma si pianifica verso agroalimentare di qualità, economia circolare, energie rinnovabili, riparazione e riuso.
- Incubatore pubblico per cooperative di comunità, imprese sociali e start-up green. Il Comune torna protagonista nel Consorzio ASI con una visione industriale alternativa al modello estrattivo.
- Patto per restare, tornare e costruire: studentato diffuso, co-housing giovanile, coworking pubblici, borse lavoro per under 35 che aprono attività a carattere sociale o ecologico ad Avellino”A concludere la nota la riflessione su casa e salute con una serie di proposte:
Casa come diritto sociale
- Mappatura completa del patrimonio abitativo pubblico e censimento degli alloggi sfitti privati. Registro pubblico degli immobili inutilizzati con meccanismi di pressione fiscale progressiva.
- Agenzia comunale per il diritto all’abitare: mediazione affitti, fondo calmierato, contrasto agli sfratti per morosità incolpevole.
- Piano straordinario di edilizia residenziale pubblica nei quartieri periferici. Comitati degli inquilini con potere di controllo su lavori, manutenzioni e assegnazioni.
- Relazione pubblica entro sei mesi sullo stato dei prefabbricati post-terremoto, con cronoprogramma vincolante di messa in sicurezza o sostituzione.
Scuola pubblica e città educativa
- Edifici scolastici sicuri, salubri, accessibili. Piano straordinario di manutenzione e adeguamento sismico con priorità assoluta nel bilancio.
- Apertura pomeridiana delle scuole come centri di quartiere: doposcuola, biblioteche, aule studio, laboratori digitali, sale prove musicali.
- Educazione ecologica, antifascista, antimafiosa e alle differenze integrate nei percorsi scolastici in raccordo con il Comune.
- Trasporto scolastico adeguato, gratuito per fasce ISEE basse, con veicoli elettrici entro il 2028.
Sanità territoriale contro la privatizzazione
- Il Comune si batte con Regione, ASL e Moscati per rafforzare la sanità di prossimità: ambulatori di quartiere, servizi domiciliari, medicina di base.
- Valorizzazione dell’ex ospedale Moscati di viale Italia come Distretto sanitario, Ospedale di Comunità e Casa della Salute pubblica — non cessione a privati.
- Defibrillatori in ogni spazio pubblico rilevante. Accesso gratuito ai farmaci salvavita per chi è sotto soglia di povertà relativa.
Un discorso che non dimentica la “cultura non è intrattenimento da vendere. È il modo in cui una comunità si racconta, elabora il conflitto, trasmette memoria, immagina alternative. Il patrimonio pubblico non è un asset da valorizzare sul mercato: è un bene comune da restituire ai cittadini.
Spazi pubblici come beni comuni
- Ex Cinema Eliseo, Dogana dei Grani, Villa Amendola, Piazza Castello e Collina della Terra restituiti alla città con gestione partecipata, non affidata a privati o fondazioni.
- La Dogana dei Grani diventa Centro di documentazione viva sulla storia di Avellino: terremoto del 1980, Isochimica, lotte del lavoro, antifascismo, trasformazioni urbane.
- Almeno un immobile pubblico ogni anno restituito a uso gratuito e cogestito da associazioni, collettivi e gruppi di cittadini con criteri trasparenti.
Cultura come diritto e come produzione
- Bando annuale trasparente per la cultura, con giuria mista pubblico-operatori, criteri di utilità sociale e accesso gratuito o a prezzi politici agli eventi finanziati.
- Festival diffusi nei quartieri, non solo nel centro storico. Il decentramento culturale è anche redistribuzione del territorio urbano.
- Sostegno alla produzione culturale locale: artisti, musicisti, teatranti, cineasti. Non solo eventi, ma residenze, laboratori, spazi di produzione.
A concludere la nota il Piano urbano della mobilità sostenibile
- Trasporto pubblico locale ogni 15 minuti sulle tratte principali, con corse serali fino a mezzanotte. Tariffe calmierate per studenti, disoccupati e pensionati.
- Piste ciclabili sicure e connesse — non pittoriche. Ciclovia del Fenestrelle come asse verde della città. Bike sharing e car sharing pubblici.
- Parcheggi di interscambio alle porte della città, biglietto unico parcheggio-bus, ZTL ampliata nel centro storico.
- Colonnine di ricarica elettrica in ogni quartiere. Flotta comunale completamente elettrica entro il 2028.
- Accessibilità universale: marciapiedi, attraversamenti, mezzi pubblici e spazi pubblici pienamente fruibili da persone con disabilità.
Connessione con l’Irpinia e l’Alta Velocità
- Collegamento rapido con la Stazione Hirpinia dell’Alta Velocità Napoli-Bari: il Comune si batte per renderlo reale, non solo promesso.
- Patto istituzionale con i comuni dell’Irpinia su trasporti, sanità, rifiuti, acqua, energia, turismo e formazione. Avellino torna a fare da capoluogo reale, non solo formale.
- Villa Amendola e spazi pubblici come vetrine permanenti dei prodotti e delle culture irpine. Piano turistico integrato con infopoint stabile e itinerari della memoria, del gusto e del paesaggio.
Per ribadire come “Non chiediamo fiducia in cambio di promesse. Chiediamo partecipazione in cambio di potere reale. Questo programma non appartiene a una lista: appartiene a chi lo costruisce e lo difende ogni giorno.
Avellino può diventare una città giusta. Non perché qualcuno la governa bene — ma perché i suoi cittadini la controllano, la decidono e la trasformano. La transizione ecologica e la giustizia sociale non sono obiettivi separati: sono la stessa lotta”


