di Virgilio Iandiorio
Il Comitato Centrale Ampelografico era stato fondato nel 1872, dopo l’Unità ma in un periodo di decadenza per la viticoltura italiana. Il Comitato aveva lo scopo di rilanciare la viticoltura nazionale caduta in un disordine di varietà di vitigni; doveva dirigere e coordinare i lavori di descrizione e classificazione dei vitigni italiani (ampelografia). La monumentale “Ampelografia Italiana” venne pubblicata tra il 1879 e il 1890.
Il Comitato nelle adunanze del 1° e 2 giugno 1875, tra i vari provvedimenti:
“Approvò la proposta del Cav, Prof, Frojo [Giuseppe Frojo] di compilare un Atlante Ampelografico che rendesse più facile il determinare certi dati caratteri e certe date forme che si riscontrano nelle varietà di viti sottoposte allo studio, rendendo così uniforme il linguaggio, ed evitando descrizioni inesatte per diversità di apprezzamenti”.
Il fascicolo III del Bollettino Ampelografico, contiene una relazione intorno agli studi ampelografici dei Principati Citeriore (provincia di Salerno) e Ulteriore (provincia di Avellino), con la descrizione di ben 88 vitigni, suddivisi in Uve nere, Uve bianche e Uve rosse. Di quest’ultima qualità ci sono riferimenti soltanto a due vitigni della provincia di Principato Citra.
Nel Bollettino vengono indicati il nome del vitigno e quello diverso con cui viene chiamato in alcuni comuni delle due Province. Qui riporto i nomi dei vitigni riguardanti i comuni della Provincia di Principato Ultra.
Per le Uve Nere l’Aglianico è indicato ad Altavilla Irpina con il nome di Aglianichello, e di Ellenico a Taurasi.
L’Aglianicone è indicato ad Altavilla, Montella ed Ariano, ma a Santo Stefano si chiama Aglianico Bastardo e Ruopolo a San Mango.
Il vitigno chiamato ad Avellino Piede di Colombo o Piede di Palumbo, è detto Fasulo Nero a Montella e Piedi Rosso a Salza Irpina, Mercogliano, S. Stefano del Sole, Solofra e Prata.
L’Olivella di Palma è detta semplicemente Olivella a Nusco, Avellino, Lauro.
La Coda di Volpe è detta Oliarpa a Castelfranci e Due Code a Mercogliano e Coda di Volpe Rossa a Solofra.
Il vitigno, chiamato Agostina, ad Avellino è detto San Lorenzo, Olivella e Fiano Rosso.
Il vitigno Sanguinosa ad Avellino, S. Stefano del Sole, Mercogliano è detto Sciascinosa.
L’Arnopolo ad Avellino è Gralluopolo e Ropola a Salza
Per le Uve Bianche ci sono nomi locali caratteristici.
Greco Bianco è il vitigno di Altavilla, Tufo, Montella, Ariano. La Marrocca Bianca è detta Malvasia a Calitri, Moresi invece a Montella e Bagnoli.
Il Fiano è così chiamato ad Avellino, Salza Irpina, Lapio, Mercogliano, Altavilla; ma a Calitri è detto Santa Sofia.
Leggendo quei nomi, mi sono ricordato della filastrocca che gli anziani del mio paese mi recitavano quando si parlava di uve: Santo Vito Aglianico, Gralluoppolo e Pieri Russo/ se cari ‘n terra ti rumpi o musso. Facevano riferimento a vitigni che erano a me sconosciuti, ma a loro molto familiari.



