Addio a Eleonora Puntillo, conosciuta da tutti come Nora, giornalista, scrittrice e saggista napoletana, una delle firme storiche d’impegno civile nel Mezzogiorno.
La sua attività professionale è stata strettamente legata alla cronaca di Napoli, alle trasformazioni urbanistiche della città e alle battaglie ambientaliste.
Nata il 29 agosto del 1938: tra poco più di un mese avrebbe compiuto 88 anni. Laureata in Filosofia, iscritta sin da giovanissima studentessa del liceo classico G.B. Vico alla Federazione giovanile comunista, i suoi esordi come giornalista avvennero su Il Vomero, pubblicazione di protesta che vantava, tra le sue firme più significative, quella del pittore e intellettuale antifascista Paolo Ricci, intimo amico di Eduardo De Filippo.
Dall’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso, Puntillo approdò a L’Unità, il quotidiano fondato da Antonio Gramsci e organo del Pci. Giornalista professionista dal 1965, fu cronista, caposervizio e inviata de L’Unità fino al 1979. Caposervizio e inviato di Paese Sera fino al 1989. Collaborò con La Repubblica dal 1990 al 1992. Diresse poi le pagine di cronaca cittadina e provinciale del quotidiano Roma quando, per breve tempo, ebbe un orientamento progressista. Fu anche a capo della redazione de Il Giornale di Napoli con l’ex storico caporedattore centrale di Repubblica, Franco Magagnini.
Negli ultimi anni ha collaborato al Corriere del Mezzogiorno e alla rivista mensile Polizia e Democrazia, oltre che con periodici quali Noi donne, Vie Nuove, L’Europeo, Panorama, Epoca.
Per le incalzanti campagne di stampa sugli scempi edilizi a Napoli, che le fecero meritare la stima di tanti ambientalisti, a partire da Antonio Cederna, fu nominata componente del Direttivo INU-Campania (Istituto Nazionale di Urbanistica, che la annovera tuttora nel suo annuario “Urbanisti Italiani”). In virtù del suo attivismo e delle sue battaglie, salvò la Vigna di San Martino, ai piedi della Certosa, dai progetti predatori di speculazione edilizia, propiziandone il vincolo paesaggistico e il futuro riconoscimento come Monumento Nazionale dal Ministero per i Beni Culturali.
Le sue battaglie non si limitarono al contrasto alla cementificazione, rilevante fu anche la campagna stampa promossa per il conferimento della grazia, da parte dell’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, a Frank Mannino, condannato all’ergastolo nel processo per la strage di Portella della Ginestra: evento al quale egli, ai tempi diciannovenne, affermò sempre di non aver partecipato, pur essendo vicino a Salvatore Giuliano. Attivista, giornalista, scrittrice, è lunghissimo anche l’elenco delle pubblicazioni a firma sua.
Oltre ad articoli e saggi giornalistici, Puntillo ha dato alle stampe, negli anni, le seguenti monografie: Felice Ippolito, una vita per l’atomo, Napoli, edizioni Sintesi, 1987; Grotte e Caverne di Napoli, La città sotto la città, Napoli, Newton Compton, 1994; Storia delle voragini di Napoli, Napoli, Tullio Pironti editore, 2001. Diario 1799, Napoli, Tullio Pironti, 1999; Jeanne racconta, Napoli, Colonnese, 2003, biografia della scrittrice e gastronoma Jeanne Caròla Francesconi; Capri. Storia case e personaggi attraverso la vita e l’opera di Carlo Talamona, Napoli, Grimaldi & C., 2010; infine Sorrento. Storia personaggi e ricordi del ‘900 raccontati da Nino Cuomo, Napoli, Grimaldi & C., 2013.
Domani, lunedi 13 luglio, presso la Sala del Commiato in via Terracina 481 a Napoli, dalle 10.30 alle 15 sarà allestita una camera ardente dove poter porgere un saluto alle spoglie mortali di Nora Puntillo.
Il vertice dell’Ordine dei giornalisti della Campania l’ha ricordata oggi attraverso le parole di Ottavio Lucarelli. «Nora Puntillo – ha commentato – rappresenta un pilastro del giornalismo politico nazionale, un esempio di altissima professionalità che ha alimentato in tanti giovani il desiderio di cimentarsi in un settore sempre più complicato. Le sue note di politica sono pezzi che ogni giornalista dovrebbe leggere e rileggere per comprendere come un articolo può essere profondo e allo stesso tempo comprensibile, di facile lettura. Come Ordine dei giornalisti della Campania siamo vicini al figlio Paolo Grassi, responsabile del Corriere del Mezzogiorno».
«Sono davvero grandi il dispiacere e la tristezza per la scomparsa di Nora Puntillo – ha detto l’ex ministro e già sindaco di Napoli, Antonio Bassolino – giornalista di straordinario valore, da sempre in prima linea sulle grandi questioni urbanistiche, bellissima persona. Un bacio, cara Nora»
«La scomparsa di Eleonora “Nora” Puntillo, una cronista straordinaria e una delle figure più autorevoli del giornalismo napoletano, ci lascia addolorati. Per tanti di noi Nora ha rappresentato un punto di riferimento straordinario. Cronista di razza. Era un punto di riferimento per rigore, passione e serietà». Così, invece, l’europarlamentare Sandro Ruotolo, responsabile Informazione, Cultura, Culture e memoria nella segreteria nazionale del Pd.
«Non si accontentava mai delle prime risposte, non era mai superficiale: cercava sempre di approfondire, di capire, di andare oltre l’apparenza. È questo il giornalismo che ci ha insegnato. Alla sua famiglia, alla comunità del giornalismo campano e a tutti coloro che le hanno voluto bene va il nostro abbraccio più sincero. Un pensiero particolare a suo figlio, Paolo Grassi, che ha raccolto con competenza e passione l’eredità professionale della madre. Il ricordo di Nora Puntillo continuerà a vivere nell’esempio che ha lasciato a intere generazioni di giornalisti».
«Esprimo le mie più sentite condoglianze per la scomparsa di Nora Puntillo, una figura di assoluto rilievo e un punto di riferimento importante per il mondo del giornalismo campano e guida per tantissimi giovani» sono invece state le parole di Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra. «In questo momento di dolore, rivolgo la mia sincera vicinanza al figlio Paolo Grassi e a tutti i familiari», ha concluso il parlamentare.



