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«Accuse irricevibili, costruite su fotografie vecchie di quasi un decennio». Il candidato a sindaco del campo largo, Nello Pizza smentisce le ombre sulla coalizione

Avellino – «Non ho mai utilizzato le questioni giudiziarie per strumentalizzare la campagna elettorale, ma le accuse di Zinzi sono irricevibili. A lui rispondo, nel merito, dimostrando ancora una volta che sul piano della legalità noi siamo inattaccabili. A differenza, invece, dei suoi alleati». Così il candidato a sindaco di Avellino del centrosinistra Nello Pizza. Un’affermazione chiara e decisa, quella dell’avvocato penalista Pizza, a seguito dell’articolo pubblicato in data odierna dalla testata “Il Giornale”.

Nel testo del quotidiano vengono gettate ombre sulla coalizione a sostegno del candidato alla fascia tricolore del campo largo. In particolare, vengono delineati presunti legami personali tra due membri dei partiti cittadini di Pd e M5S, nonché attuali candidati al consiglio comunale di Avellino, e gli esponenti del Nuovo clan Partenio. Di fatto la compagine di Pizza viene accostata addirittura all’ambiente di camorra. E prova documentale, emerge ancora dall’articolo, ne sarebbero alcuni scatti fotografici che ritraggono, durante cene private, i candidati consiglieri di centrosinistra con il fratello degli esponenti del clan. Di tutti viene messo, nero su bianco, nome e cognome. Ma tutto, per chi conosce i fatti, si rivela frutto di mere congetture. Così come la dichiarazione che conclude l’articolo, affidata al deputato Giampiero Zinzi, – in quota Lega e membro della Commissione bicamerale antimafia – appare totalmente strumentale alla destabilizzazione del clima politico in vista delle imminenti amministrative. Nell’articolo il deputato leghista afferma, testualmente: “Grave se questi legami dovessero rivelarsi veri, si rischia di condizionare il voto” – e poi – “Porteremo subito il caso all’attenzione dell’Antimafia”.

Non si sottrae, dunque, il candidato sindaco Pizza, che entra con chiarezza nel merito della questione. «Si tratta di fotografie che risalgono a circa sei anni. E la persona ritratta nella foto – continua – è effettivamente il fratello di due esponenti del Nuovo clan Partenio. Anzi, dei capi del Nuovo clan Partenio. Ma questo fratello – evidenzia – non è mai stato indagato, è un incensurato e non è mai stato coinvolto in alcun modo nelle vicende a cui si fa riferimento. Inoltre – fa sapere Pizza – è un avvocato. Un professionista che ad Avellino è conosciuto, stimato e benvoluto. Non è, ribadisco, assolutamente coinvolto nelle vicende dei fratelli». Ma c’è di più. «Da penalista – ricorda – proprio io sono stato avvocato di Parte civile quando il Comune di Mercogliano si è costituito contro il Nuovo clan Partenio. Ottenendo, così, anche la condanna di questo clan. Per giunta, la delibera per la costituzione di parte civile dell’ente contro il clan è stata votata da uno dei due consiglieri che, oggi, vengono ingiustamente tirati in ballo. Al tempo era membro dell’assise di Mercogliano».

 

E prosegue: «Per noi – ribadisce Pizza – quello della legalità è un campo sul quale siamo pienamente inattaccabili. Vorrei invece ricordare al deputato Zinzi che è lui ad essersi alleato con il candidato a sindaco di Avellino che ad oggi risulta imputato in un procedimento penale. Un candidato che è stato dichiarato “impresentabile” proprio dalla Commissione antimafia. Perciò, sul piano delle questioni giudiziarie, probabilmente prima di guardare la pagliuzza nell’occhio altrui Zinzi farebbe bene ad accorgersi della trave che sta nel suo».

Pizza, infine, ci tiene a cristallizzare il concetto. «Evidenzio, inoltre, che resto garantista, nei confronti di tutti. Ma pure che nella mia campagna elettorale non ho mai strumentalizzato le questioni giudiziarie per utilizzarle contro gli avversari politici. Tuttavia adesso mi sento chiamato a rimarcare le questioni giudiziarie, per rispondere nel merito e con i fatti, ad accuse irricevibili. Arrivate, perdipiù, all’indomani del report stilato dalla Commissione antimafia che, nelle liste avellinesi, ha contato ben cinque “impresentabili”. Nominativi che non rientrano nella mia coalizione, ma proprio in quella sostenuta dal centrodestra».

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