Dall’avvicinamento al socialismo democratico all’esperienza parlamentare nel Pci tra il 1946 e il 1948. E’ un ritratto inedito di Umberto Nobile quello che consegna Maurizio Erto ne “Il compagno generale. Umberto Nobile, l’Unione Sovietica e il partito Comunista italiano”, D’Amico edizioni, presentato all’Archivio di Stato nell’ambito dei Giovedì della lettura. A confrontarsi con l’autore, Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato, Antonio Ventre, Direttore del Museo “Umberto Nobile” di Lauro, e lo storico Paolo Speranza. “E’ un libro – spiega l’autore – in cui si intrecciano politica e scienza, vi troviamo il fermento che caratterizzo’ la Russia Sovietica e i tanti volti dell’Italia fascista. Ho cercato di ricostruire attraverso fonti inedite la storia di un generale dell’aeronautica, un intellettuale finissimo, un uomo d’azione che cercherà un costante riconoscimento per le sue azioni, commettendo tanti errori ma pagandoli sempre in prima persona. Ho scelto di concentrarmi sulla dimensione politica su cui esistono pochissimi studi. Tante furono le polemiche che accompagnarono la sua candidatura come indipendente del Partito Comunista nel ’46, anche perchè l’eroe delle trasvolate al Polo Nord era legato al mondo cattolico ed era uomo simbolo del regime mentre partecipava alla prima tornata elettorale dell’Italia liberata ,con un partito accusato di essere illiberale e antinazionale. Una scelta da lui giustificata con la maggiore libertà d’azione offertagli dal Partito Comunista rispetto alla Dc.
Del resto, la sua caduta in disgrazia con il governo fascista si spiega anche con le accuse piovutegli addosso, dopo la tragica conclusione della spedizione del dirigibile Italia. Gli si obiettava di non aver abbandonato la tenda rossa per ultimo, tanto da diventare oggetto delle indagini di una commissione d’inchiesta che, nel 1929, lo dichiarerà colpevole dell’accaduto La sua esperienza come parlamentare si concluderà con il 1948 ma sarà comunque intensa, come testimoniano gli oltre 143 interventi all’Assemblea. Nobile sceglierà di non ricandidarsi, avendo compreso di non essere tagliato per la politica”.
Proprio la Russia svolgerà un ruolo cruciale nel salvataggio di Nobile, con l’intervento del rompighiaccio militare “Krassin” appartenente all’armata sovietica.
Ma l’autore si sofferma anche sulla sua collaborazione con il governo sovietico “Nel 1932 presenta il suo piano quinquennale per la realizzazione di una flotta di dirigibili che, non necessitando di areoporti attrezzati, apparivano il mezzo di trasporto migliore per trasportare carichi enormi in tutto lo Stato. A colpirlo l’atmosfera di speranza e slancio produttivo che animava la società russa. Ciò che aveva contribuito a fargli apparire le storture del sistema sovietico come una sorta di necessità storica. Nobile diede dimostrazione di saper esprimere con proposte concrete e operative la sua peculiare logica pragmatica, mai ispirati a fattori ideologici”. E’ Speranza a ricordare come il suo “fu un impegno concreto in Parlamento, con grande autonomia di proposte anche difformi da quelle del Pc. Fu il primo esponente di Sinistra a partecipare ai lavori di un’assemblea costituente che riuniva personaggi di rilievo come Sullo e Rubilli. Il mondo della scuola dovrebbe riscoprire figure come quella di Nobile, a patto che siano studiate con rigore e al di là delle strumentalizzazioni politiche che pure caratterizzarono la vicenda Italoa.” E lancia un’idea “la storia del dirigibile Italia potrebbe essere raccontata a teatro”


