E’ nella sua capacità di unire, abbattendo steccati, il senso profondo della processione di Santa Rita, che attraversa la città, salutata da fuochi, coriandoli e dalla banda musicale. Una festa in cui la fede abbraccia la tradizione, un rito trasmesso di generazione in generazione, che ci fa sentire più vicini a chi non c’è più o è capace di restituirci speranza “Santa Rita – spiega don Antonio Dente, anima della chiesa di San Francesco Saverio – ha scelto sempre la strada della mediazione, mai quella della vendetta, anche dopo la morte del marito e dei figli. La fede in Santa Rita si nutre di impegno quotidiano, della capacità di seguire l’esempio dei santi. La fede per Santa Rita non può limitarsi a una richiesta di grazia”. Si parte prima delle 18.30 previste con ritmo un po’ più sostenuto, non senza qualche piccola protesta per la “santa che corre”, per consentire i comizi finali in piazza alla vigilia del voto, così la processione diventa anche occasione per affidare alla santa il futuro del capoluogo “Preghiamo Santa Rita perchè chi vota abbia piena consapevolezza delle sue scelte, mai come in questo momento la città ha bisogno di una guida capace di restituire un’identità alla comunità, al di là dell’effimero, facendosi carico di tutti i settori della società, guardando al bene comune. Nella solennità della Pentecoste, chiediamo che ci sia piena partecipazione e che la propria scelta non sia dettata solo da interessi particolari, che il sindaco eletto possa avere uno sguardo lungimirante, dando spazio a tutti, adulti anziani, cittadini del mondo”. A seguire il corteo il questore Pasquale Picone, il vicecommissario De Stefano e qualche candidato, come da copione.
Ma è nella fede dei cittadini comuni il senso profondo della processione, accompagnata dal simbolo delle rose a lei care e preceduta dal passo di donne a piedi scalzi che richiamano nell’abbigliamento la scelta monacale di Santa Rita.
Una processione che conserva intatta la sua forza, partendo dalla chiesa di San Francesco Saverio, per poi attraversare via Del Gaizo, percorrere via Circumvallazione, piazza D’Armi, via de Concili, corso Vittorio Emanuele, piazza Libertà fino al rientro in chiesa. Lo sguardo della santa non fa distinzione di età, classe sociale, nazionalità o colore della pelle, richiama ciascuno di noi all’impegno quotidiano. Ed è bellissimo come in tanti la aspettino ai bordi della strada, come le famiglie siano lì con i loro bambini, insieme a coppie, anziane, perchè Santa Rita sa abbracciare tutti con il suo manto.
Protettrice delle donne maritate infelicemente e delle cause impossibili, Santa Rita scelse la vita monastica per trovare conforto dalle tragedie familiari che avevano colpito la sua vita. Giovanissima, fu data in sposa ad un uomo violento. Il marito fu assassinato, proprio come i figli. Malgrado ciò Santa Rita scelse di interrompere la spirale di odio che si era creata. Entrò in convento e lì visse gli ultimi 40 anni di vita. Poco prima di morire, immobilizzata a letto, santa Rita chiese ad una sua cugina di portarle una rosa e due fichi dalla casa paterna. Era inverno, ma i frutti c’erano e la cugina glieli portò. Da allora le rose sono il fiore a lei dedicato.








