È deceduto Peppino Gargani, storico esponente della Democrazia Cristiana.
Laureato in giurisprudenza, si era iscritto alla DC nel 1956, entrando successivamente a far parte del consiglio e della direzione nazionale del partito. È stato segretario regionale della Campania e deputato alla Camera per più legislature, dal 1972 al 1994, oltre che sottosegretario al Ministero della Giustizia tra il 1979 e il 1984. Apparteneva alla corrente “Base”, guidata da Ciriaco De Mita.
Con lo scioglimento della Democrazia Cristiana nel 1994 aderisce al Partito Popolare Italiano. Ricandidato alle elezioni politiche dello stesso anno nel collegio di Atripalda, non viene eletto pur ottenendo il 25,5% dei consensi. Nel 1995, nello scontro interno tra Rocco Buttiglione e Gerardo Bianco, si schiera con l’area del centrosinistra guidata da Bianco, sostenendo Romano Prodi e la nascita della coalizione dell’Ulivo. Durante i governi dell’Ulivo viene nominato commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nel 1998.
Successivamente lascia il PPI e il centrosinistra per aderire a Forza Italia, candidandosi alle elezioni europee del 1999, dove viene eletto europarlamentare e si iscrive al gruppo del Partito Popolare Europeo.
Alle politiche del 2001 si candida alla Camera nel collegio di Avellino, sostenuto dalla Casa delle Libertà e dalla Lista Bonino: ottiene il 40,2% dei voti ma viene sconfitto dal candidato dell’Ulivo Antonio Maccanico.
Viene rieletto al Parlamento europeo nel 2004 nelle liste di Forza Italia nella circoscrizione Sud, con circa 80mila preferenze. Nel 2009 vota contro la norma sulla trasparenza e la pubblicazione online delle presenze degli eurodeputati.
Nel marzo 2010 lascia il Popolo della Libertà e dà vita al movimento politico “EuropaSud”, partecipando alle regionali in Campania nella lista Caldoro Presidente. Nel maggio dello stesso anno aderisce all’Unione di Centro.
Dopo una nuova candidatura non eletta alle europee del 2009, nel luglio 2011 subentra a Giovanni Collino al Parlamento europeo, rimanendo in carica fino al termine della legislatura nel 2014.
Nel 2016 è presidente del comitato nazionale per il “No” al referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi.
Alla famiglia vanno le condoglianze della redazione del Corriere dell’Irpinia e del direttore Gianni Festa.


