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Lioni, Sakil non ce l’ha fatta: la Procura sequestra la giostra e indaga il titolare

Non ce l’ha fatta Sakil, l’operaio 26enne del Bangladesh rimasto gravemente mentre effettuava lavori di manutenzione ad una giostra nell’area 7 di Lioni. Dolore nel Comune irpino, dove il parroco aveva organizzato per lui una veglia di preghiera. L’incidente si era verificato domenica scorsa a Lioni nel corso della festa patronale. Il giovane era in coma dal giorno dell’incidente. Era ricoverato nella Rianimazione all’ospedale Moscati. DTra qualche giorno sarebbe diventato papà: avrebbe avuto una bambina. Il 26enne era impegnato in un’attività di verifica di una giostra, installata in occasione dei festeggiamenti di San Bernardino. L’operaio, dipendente della ditta incaricata del montaggio e della manutenzione delle attrazioni del luna park, era stato colpito violentemente alla testa da un elemento meccanico della struttura – parte dell’altalena gigante- nel corso del controllo prima dell’apertura al pubblico. Il 26enne si era accasciato al suolo, a causa di un grave trauma cranico. Quindi era stato trasportato in ospedale in eliambulanza. Le sue condizioni sono state sempre molto gravi fino al tragico epilogo di ieri.

La Procura di Avellino ha notificato la convalida del sequestro e un avviso di garanzia al proprietario della giostra denominata “Altalena a barche giganti”, D.S.A. cinquantaduenne difeso dal penalista Fabio Tulimiero, collocata presso l’area 7 del Comune di Lioni, quello firmato dal pm Chiara Guerriero e convalidato dal Gip Pasquale Cerrone.

Il capo di imputazione provvisoriamente contestato era quello di lesioni personali colpose. Secondo le indagini del Commissariato di Sant’Angelo dei Lombardi, l’indagato avrebbe violato la normativa antinfortunistica di settore più specificamente avrebbe compiuto una serie di omissioni: verificare l’idoneità tecnica dei collaboratori addetti alla gestione della giostra; di verificare la sicurezza delle vie di accesso e uscita alla predetta giostra; di dotare l’area in questione ed il collaboratore addetto delle attrezzature idonee alla sicurezza e dei dispositivi di protezione individuale; di vigilare sul regolare funzionamento e manutenzione della giostra.

Motivi per cui avrebbe determinato l’infortunio che aveva causato un grave trauma cranici con conseguente trasporto presso Ospedale Moscati di Avellino del ventiseienne bangladese, dove era ricoverato in prognosi riservata fino al pomeriggio di oggi, quando è deceduto. Per questo motivo le accuse contro il titolare della giostra potrebbero aggravarsi.

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