Diventa l’occasione per ripercorrere la storia del Museo Irpino e valorizzare il patrimonio archeologico sul territorio la mostra dedicata dall’Archivio di Stato di Avellino a Lo sviluppo dell’archeologia irpina attraverso le carte dell’Archivio Pescatori, omaggio alla figura di Salvatore Pescatori, realizzata in collaborazione con il Museo Irpino e la Biblioteca Provinciale. E’ il direttore dell’Archivio di Stato Lorenzo Terzi a sottolineare come “Abbiamo colto l’occasione delle Giornate dell’Archeologia per esporre i documenti provenienti dall’Archivio di Salvatore Pescatori, bibliotecario e archivista, donati al nostro istituto dalla nipote Gabriella. Pescatori ha rappresentato una figura di primo piano della cultura irpina, alla guida dell’Archivio di Stato, tra i fondatori dell’archeologia irpina. Attraverso il suo archivio è possibile ricostruire le vicende legate alla fondazione del Museo Irpino, istituito il 28 ottobre del 1934, grazie all’impegno del prefetto Nicola Errico Trotta con l’appoggio della Provincia e di Pescatori, Ispettore alle antichità e con il parere del Sovrintendente Amedeo Maiuri. Dal primo nucleo Zigarelli, così chiamato dal collezionista privato che pose le basi della collezionale museale fino agli anni ’60, quando dopo una serie di vicende, il Museo trovò una sua collocazione stabile. Solo nel 1957 ì, infatti, sarà inaugurata la sezione archeologica”. Dalla lettera di Oscar Onorato, Ispettore della Soprintendenza alle Antichità con cui annunciava i risultati eccezionali dello scavo delle tombe eneolotiche a Mirabella alla richiesta di Pescatori all’amministrazione provinciale di una degna sede che potesse accogliere il materiale custodito dal Museo, tra foto, articoli di giornali e documenti.
Terzi sottolinea come la mostra si inserisca nell’ambito di una progettualità più ampia “Fin dal mio insediamento, ho voluto che l’Archivio di Stato non fosse un corpo estraneo, isolato dal contesto cittadino ma un centro culturale, capace di dialogare con le altre realtà, dalle scuola a istituti culturali. Abbiamo voluto fortemente che questa mostra raccontasse una figura poliedrica come quella di Pescatori, già direttore dell’Archivio di Stato e del Museo Irpino, per ricordare il contributo da lui offerto alla storia d’Irpinia. Di partecipare suggestione la documentazione fotografica che racconta, ad esempio, una visita del principe di Piemonte al Museo ma ad essere ripercorsa è anche la storia dei ritrovamenti archeologici effettuati sul territorio, a partire da Aeclanum. A prendere forma è una vera geografia del territorio”. Una progettualità che va avanti con il Giovedì della lettura “un ciclo di appuntamenti e presentazioni di libri legati alla memoria del territorio e alle fonti custodite in archivio. Abbiamo ormai un pubblico di appassionati che ci segue ed è la vittoria più bella”.
L’iniziativa è coordinata dall’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva (INRAP – lnstitut national de recherches archéologiques préventives) sotto l’egida del Ministero della Cultura transalpino e con il patrocinio del Consiglio d’Europa.




