Un confronto per giungere a un’intesa sul futuro dei lavoratori dell’Acs. E’ quello che ha visto protagonisti il Comune di Avellino e le organizzazioni sindacali, a partire dal possibile accompagnamento alla pensione, su base volontaria, di una parte dei dipendenti della partecipata, attualmente in liquidazione. Presenti al tavolo FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UIL TUCS, UGL e CISAL. Il passaggio decisivo sarà ora quello del 15 ottobre, termine entro il quale i lavoratori dovranno manifestare l’eventuale adesione all’esodo incentivato.
L’obiettivo dell’amministrazione è infatti raccogliere le adesioni necessarie per definire un piano industriale sostenibile, che dovrà poi affrontare il vaglio della Corte dei Conti.
«Saranno tra le 10 e le 12 le unità che potranno essere accompagnate al pensionamento – ha spiegato l’assessore Ettore Iacovacci –. Abbiamo richiesto un piano di adesione entro il 15 ottobre, in modo tale da poter costruire un piano industriale che possa essere sostenibile e approvato dalla Corte dei Conti».
Resta da affrontare anche il nodo delle risorse economiche necessarie per rimettere in equilibrio la società. La stima fornita dall’assessore Iacovacci parla di una ricapitalizzazione nell’ordine dei 600mila euro.
«Tra le perdite che c’erano del 2025 e il costo mensile dei dipendenti, la quota di ricapitalizzazione si aggira intorno ai 600mila euro», ha spiegato.
La riduzione del personale rappresenta dunque uno degli elementi sui quali costruire il futuro piano industriale dell’Acs, con l’ipotesi di un dimezzamento dell’organico nell’arco di 24 mesi.
Da parte sindacale prevale la cautela, ma anche la consapevolezza di aver raggiunto un punto di equilibrio dopo una trattativa complessa.
«Ci siamo quasi – ha dichiarato Luigi Ambrosone –. Abbiamo trovato un’intesa con l’amministrazione rispetto alla possibile presentazione di un piano industriale che è legato all’uscita dei lavoratori su base volontaria. Il tutto è legato alle intenzioni di lasciare in vita l’Acs».
Paolo Sarno ha precisato i termini dell’operazione: «L’uscita incentivata è prevista per un massimo di dieci persone con forme di incentivi economici da accompagnare alla pensione. Entro 24 mesi l’Acs dimezzerà il suo personale».
Un passaggio che, nelle intenzioni delle parti, dovrebbe consentire di ridurre il costo del personale e creare le condizioni per la prosecuzione dell’attività della partecipata.
Per Costantino Vassiliadis il risultato raggiunto non era affatto scontato. «Abbiamo raggiunto questa pre-intesa, non facile. Abbiamo visto i lavoratori commossi, cercando di strappare quanto di più possibile», ha spiegato. Tra i punti evidenziati dal sindacato anche le garanzie economiche per chi sceglierà di lasciare il lavoro attraverso il percorso di accompagnamento alla pensione.
«Le rassicurazioni sono arrivate e chi andrà in pensione avrà garantito lo stesso salario – ha aggiunto Vassiliadis –. Attendiamo il 15 ottobre e i lavoratori dovranno aderire o meno all’esodo incentivato. Si passa da una proroga tecnica della procedura di liquidazione, in attesa della scelta».
Annalisa Famoso ha ricostruito il percorso che ha portato alla pre-intesa, sottolineando come la trattativa sia partita già con la precedente commissaria straordinaria e sia proseguita fino all’attuale amministrazione guidata dalla giunta Pizza.
«Si tratta di un percorso un po’ obbligato, ma sono state vagliate tutte le situazioni. Questo discorso è cominciato con la commissaria straordinaria e siamo arrivati a oggi con la giunta Pizza. Abbiamo cercato di strappare ogni accordo possibile affinché i lavoratori non subissero danni da questa situazione».
La situazione, però, resta ancora aperta. «Ovviamente è ancora in itinere, non è completamente definita – ha precisato Famoso – ma già si sono gettate le basi affinché loro possano perdere il meno possibile rispetto a questa operazione. Poi, ovviamente, tutto si vedrà il 15 ottobre, con le reali adesioni, perché ognuno farà le proprie valutazioni personali. Noi facciamo tutti gli accompagnamenti possibili, ma la scelta è sempre individuale».
Il prossimo appuntamento sarà dunque il 15 ottobre. Saranno le adesioni dei lavoratori a stabilire quanti dipendenti lasceranno effettivamente l’Acs e, di conseguenza, a definire uno dei passaggi fondamentali per il futuro della partecipata.

