-di Egidio Leonardo Caruso–
Lo scorso 11 giugno hanno avuto inizio i Mondiali Fifa 2026, giunti alla 23 ª edizione in una versione itinerante, ospitati tra: Canada, Messico e Stati Uniti, sono stati preceduti dall’ennesima debacle, la terza consecutiva, della nostra Nazionale, consumatasi con la sconfitta ai rigori nei playoff contro la Bosnia, con le conseguenti dimissioni del CT Gennaro Gattuso, insieme a quelle del Presidente della FIGC Gabriele Gravina.
Le elezioni per eleggere la nuova guida del massimo organo di gestione del nostro calcio, sono fissate per il prossimo 22 giugno a Roma, in lizza ci sono due personalità tutt’altro che nuove nell’ambiente, parliamo rispettivamente di Giovanni Malagò, b67 anni imprenditore e dirigente sportivo di lungo corso, nonché Presidente del CONI per tre mandati consecutivi, dal 2013 al 2025, sostenuto dalla quasi totalità della Lega Serie A. L’altro contendente Giancarlo Abete, 75 anni, imprenditore, politico e dirigente sportivo, già Presidente FIGC dal 2007 al 2014, sostenuto dalla Lega Nazionale Dilettanti.
Entrambi hanno di fronte l’arduo compito di rifondare il sistema calcio italiano, a partire dai rapporti con le squadre di club che non hanno mai nascosto una sorta di insofferenza verso la Nazionale, soprattutto nei momenti clou della stagione agonistica, inoltre occorre creare un blocco-squadra attingendo in primis alle rose delle principali società del nostro campionato, ahinoi al momento zeppe di extracomunitari, prevedendo maggiori occasioni durante la stagione regolare, per conoscersi, assimilare i meccanismi di gioco e soprattutto fare gruppo. Chiunque assumerà la guida tecnica della panchina per eccellenza, dovrà essere in grado di riaccendere il desiderio di vestire la maglia azzurra, e entusiasmare il pubblico, fiaccato da anni di delusioni e traguardi mancati.
I nomi che circolano per il ruolo di CT della Nazionale al momento sono due: Antonio Conte e Roberto Mancini, che pure hanno già ricoperto questo incarico, la loro esperienza e professionalità non è in dubbio, la vera questione è un’altra, il sistema calcio nel suo insieme, riuscirà in breve tempo a ricompattarsi in nome dell’interesse nazionale, per riportare il Club Italia di nuovo ai vertici, dando più spazio ai talenti di casa nostra, che ci sono ma faticano ad emergere? Anche perché anzitutto i dirigenti e anche i tifosi vogliono vincere e subito, e quindi cercano profili ritenuti più pronti per reggere certi palcoscenici e pressioni? È necessario un cambio di prospettiva, di mentalità, la capacità di saper aspettare per costruire su basi solide, con tutto ciò che un percorso del genere comporta. Nessuno ha la ricetta perfetta, la bacchetta magica, non serve certo l’uomo solo al comando semmai, c’è bisogno di lucidità e progettualità.
L’appuntamento calcistico in corso che terminerà il prossimo 19 luglio presso l’iconico impianto del New Jersey Stadium di New York, con una capienza di 80.663 spettatori, è l’edizione con più squadre partecipanti di sempre, ben 48, insieme al più alto numero di partite 104.
Inoltre la finale non sarà infatti una semplice partita, ma un mega-evento in stile Super Bowl, la finalissima del torneo di football americano, con tanto di Half time Show. In via del tutto eccezionale, l’intervallo non durerà 15 minuti, ma 25 per permettere di allestire un palco dove si esibiranno star della musica del calibro di: Coldplay, Madonna e Shakira!
Le squadre che partecipano per la prima volta in assoluto alla competizione, sono quattro: il piccolo arcipelago africano di Capo Verde, l’isola caraibica di Curaçao, la Giordania e l’Uzbekistan di Fabio Cannavaro, tra le possibili sorprese attenzione ai padroni di casa degli Stati Uniti con il milanista Pulisic e il bianconero McKennie, la Turchia dello juventino Yildiz, del nerazzurro Çalhanoğlu e dell’aereoplanino, il mister Vincenzo Montella, partita per stupire, si ritrova clamorosamente fuori dai giochi, dopo sole due partite, c’è poi la Norvegia del bomber del City Haaland, che abbiamo imparato a conoscere a nostre spese durante il girone di qualificazione…
Oltre all’Italia ci sono altre esclusioni eccellenti: la Danimarca dell’ex interista Eriksen e del “napoletano” Højlund, la Polonia di Lewandowski e del neo Campione d’Italia con l’Inter, Zielinski, la Serbia dell’ex juventino Vlahovic, la Nigeria di due vecchie conoscenze del nostro calcio, come: Osimhen e Lookman.
Tra le favorite per la conquista del tetto del mondo: la Spagna delle giovanissime stelle Lamine Yamal e Pedri, la Francia di Kylian Mbappé e Marcus Thuram, la Germania di Musiala, Sane, Havertz, l’Inghilterra di Bellingham e Kane, senza dimenticare poi, gli argentini detentori del titolo, con l’eterno Lionel Messi che a 38 anni, al suo ultimo mondiale, ha aperto il cammino dell’Albiceleste, segnando una tripletta all’Algeria, insieme all’interista Lautaro e al cholchoneros, Julián Álvarez e il Brasile del “Carletto Nazionale”, alias Carlo Ancelotti, dei fuoriclasse: Casemiro, Neymar J, Vinícius Júnior, pronto ad un ruolo da protagonista. Oltre alla “pulce argentina”, a 41 anni sarà l’ultimo mondiale anche per l’asso portoghese ex Juventus, Cristiano Ronaldo.
Numerose le novità anche sul piano regolamentare, a cominciare dall’uso del Var che interviene maggiormente rispetto al passato, non solo per gol, rigori ed espulsioni dirette, ma anche per assegnare calci d’angolo, espulsioni per doppia ammonizione e scambi di giocatori, compresi falli in attacco prima della rimessa in gioco del pallone. A ciò si aggiungono: limiti di tempo per sostituzioni, rimesse laterali, rinvii dal fondo e cure mediche; Inoltre, qualora un giocatore dovesse coprirsi la bocca durante un confronto con un altro giocatore, potrà essere espulso, così come, un giocatore che lascia volontariamente il campo in segno di protesta.
Si registra poi un ritorno al passato, le otto migliori terze della fase a gironi accederanno alla fase ad eliminazione diretta, infatti non accade dal 1994, anno dell’ultimo Mondiale a 24 squadre, che alle 12 classificate nei primi due posti di ogni girone, si aggiungono altre quattro migliori terze, per completare il tabellone degli ottavi di finale. Per l’attuale edizione del 2026, su 12 gironi, otto terze classificate accederanno ai sedicesimi di finale, la graduatoria verrà stilata in base ai: punti ottenuti nella fase a gironi, alla differenza reti complessiva, ai gol segnati, alla condotta di squadra, alla posizione nell’ultimo ranking FIFA, nonché alla posizione nei ranking FIFA precedenti.
Infine per la prima volta nella storia l’Oceania, ha un posto garantito ai Mondiali di calcio, infatti la Nuova Zelanda si è assicurata la qualificazione, battendo nella finale playoff la Nuova Caledonia, un “handicap” per noi europei, è rappresentato dalle differenze date dal fuso orario, la maggior parte delle partite si disputa tra le 20:00 e le 03:00 ora italiana, la buona notizia, è che molte partite “clou si svolgono in prima serata, quella cattiva invece, è che il fischio d’inizio della finale del 19 luglio,, è previsto alle 3:00 ora italiana.
Per chi non vuole e non può dormire, non resta che godersi lo spettacolo, seppur con un pizzico di rammarico….



