Due dossier che hanno bisogno di una soluzione subito. O perlomeno di idee chiare: la questione dello stadio Partenio-Lombardi e il futuro dell’Acs.
Per il primo dossier l’attenzione è rivolta soprattutto all’incontro in programma venerdì 3 luglio tra Pizza e il presidente dell’Us Avellino, Angelo Antonio D’Agostino.
L’obiettivo condiviso è quello di restituire alla città un impianto moderno e funzionale. Ma bisogna trovare le risorse: sul tavolo potrebbero essere valutati il ricorso a fondi regionali ed europei, il project financing oppure altre forme di partenariato pubblico-privato.
In attesa di definire un progetto complessivo, amministrazione comunale e società intendono affrontare anche alcune esigenze più immediate. Tra queste figura la riapertura della Curva Nord, che consentirebbe di incrementare la capienza dell’impianto e di mettere a disposizione nuovi posti dopo l’esaurimento degli abbonamenti nel settore Curva Sud. La possibilità di riaprire il settore sarà oggetto di verifiche tecniche e di sicurezza nelle prossime settimane.
Un primo contatto tra Pizza e D’Agostino c’è stato corridoi di Palazzo Caracciolo, prima dell’assemblea dei sindaci della Provincia. Un incontro informale, ma significativo, durante il quale i due amministratori hanno avuto modo di confrontarsi brevemente in vista del vertice.
Intanto l’Agenzia delle Entrate ha stimato il valore dello stadio in circa 10,7 milioni di euro, quasi il doppio rispetto ai 5,5 milioni inseriti dal Comune nel Piano delle alienazioni.
La nuova perizia è stata elaborata dopo l’aggiornamento della documentazione catastale relativa ad alcuni spazi dell’impianto, in particolare l’area hospitality situata sotto la Tribuna Montevergine. I tecnici hanno applicato il criterio del costo di ricostruzione deprezzato, considerando quanto costerebbe realizzare oggi una struttura analoga e detraendo il valore legato all’età dell’impianto, al deterioramento e all’obsolescenza.
Lo stesso sindaco Pizza ha riconosciuto che una simile quotazione rende più complesso il confronto con l’Us Avellino. A incidere vi è anche un ulteriore elemento: i circa due milioni di euro investiti dalla Regione Campania per gli interventi di adeguamento realizzati la scorsa estate potrebbero dover essere restituiti qualora l’impianto fosse ceduto a un soggetto privato.
Il vertice con D’Agostino servirà quindi a comprendere se esistano margini per proseguire la trattativa. Sul tavolo non ci sarà soltanto il prezzo dello stadio, che l’Avellino potrebbe voler acquistare, ma anche il project financing da circa 60 milioni di euro elaborato dall’architetto Sergio Zavanella, che prevede una completa riqualificazione dell’impianto con nuovi servizi e spazi commerciali.
Nel dibattito è intervenuto anche il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, proponendo una soluzione alternativa rispetto all’ipotesi di realizzare il nuovo impianto nel capoluogo.
Secondo Aquino, le moderne politiche urbanistiche suggeriscono di collocare i grandi impianti sportivi fuori dai centri abitati, in aree facilmente raggiungibili e collegate alle principali infrastrutture. Per questo individua nell’area dell’ex Novolegno di Arcella, a ridosso del casello autostradale di Avellino Est, la sede ideale per un nuovo stadio.
La proposta va oltre il semplice impianto sportivo. Il sindaco immagina infatti un “Parco dello Sport, dell’Enoturismo e dell’Innovazione dell’Irpinia”, capace di integrare la riqualificazione dell’area industriale dismessa con la valorizzazione della filiera vitivinicola, il recupero della storica distilleria, la realizzazione di strutture ricettive, spazi dedicati all’innovazione e nuove attività imprenditoriali.
Secondo Aquino, il progetto potrebbe rappresentare una leva di sviluppo non soltanto per Avellino ma per l’intera provincia, trasformando un’area oggi inutilizzata in un moderno polo multifunzionale collegato anche alla linea ferroviaria Salerno-Avellino-Benevento, qualora questa venisse riattivata ed elettrificata.
La nuova amministrazione guarda al futuro della società partecipata che gestisce i parcheggi pubblici e il controllo della sosta.
Con uno dei primi provvedimenti adottati dopo l’insediamento, il sindaco Pizza ha revocato la delibera del commissario prefettizio Giuliana Perrotta, che disponeva la messa in liquidazione della società, mettendo fine a un periodo di incertezza durato quasi dieci mesi e salvaguardando i posti di lavoro dei ventidue dipendenti.
La decisione è stata preceduta dall’approvazione dei bilanci arretrati della municipalizzata, ma ora c’è da capire quale sarà il futuro dell’azienda che oggi si occupa della estione del servizio di parcheggio, delle aree verdi e servizi ambientali, della estione edifici pubblici, del controllo impianti e servizi di riscaldamento e di supporto e servizi per gli uffici comunali.



