Accade spesso che le pagine nobili che narrano la conclusione di una storia finita in bellezza dimentichino tuttavia i percorsi fatti per giungere a risultati positivi. E se i testimoni di quel percorso non storicizzano la storia vera che ha accompagnato la conclusione della vicenda, non solo le omissioni si fanno complici di un’imperdonabile irriconoscenza, ma diventano finanche improprie attribuzioni.
Parlo del Centro dell’autismo che ieri ufficialmente è stato inaugurato dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico. Lanciando lo sguardo tra le sedie occupate nella sala conferenze, sono state notate alcune assenze ingombranti e rilevati vuoti di memoria insopportabili.
In quattro righe. Stupisce l’assenza della dott.ssa Elvira Lenzi, già consigliere comunale di Avellino, protagonista della volontà di far sorgere il Centro di Valle e delle iniziali battaglie contro la burocrazia, complice a volte all’insegna del “Questo centro non s’ha da fare”.
Non una sola parola è stata spesa per ricordare che, dopo un insopportabile ritardo nei lavori fermi, fu il sen. Enzo De Luca, allora assessore regionale nel governo Bassolino, ieri presente senza invito, a sbloccare la situazione con un decreto regionale di finanziamento del Centro.
Non una parola per ricordare le associazioni che hanno, con impegno e volontà, esercitato il controllo denunciando gli scandali che accompagnavano un ente mai nato. Qualche nome: Scipione Pagliara, i volontari riuniti in associazione con i genitori dei disabili, Michelangelo Varrecchia con il suo controllo quotidiano nel raccontare ritardi e disimpegni, Rocco Urciuoli, appassionato e strenuo difensore perché il Centro nascesse, e tanti altri protagonisti che non hanno lasciato le sedie vuote, se non occupate solo perché tenuti lontani.
C’è chi poi non c’era perché responsabile di un ventennio di latitanze, come i governatori Losco, Don Vincenzo da Salerno, ecc. Per non dimenticare, ora che la festa è cominciata con un impegno straordinario, con parole e promesse di un promettente ex presidente della Camera dei deputati, oggi seduto sul più alto scranno della Regione.



