Legalità, gestione dei rifiuti, tutela dell’ambiente e partecipazione civile. Sono i temi al centro dell’incontro promosso dall’Osservatorio Regionale sulla gestione dei rifiuti, questa mattina a Mugnano del Cardinale, nella cornice del santuario di Santa Filomena. Un confronto rivolto in particolare alle nuove generazioni, con la partecipazione di studenti, amministratori e rappresentanti delle istituzioni civili, religiose e militari.
Ad aprire i lavori sono stati la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Alessandro Manzoni” di Mugnano del Cardinale, Luigia Conte, e la vicesindaca Carmelina Sanseverino. A moderare il dibattito il rettore del santuario di Santa Filomena, don Giuseppe Autorino.
A introdurre è stato Antonello Barretta, dirigente regionale e direttore generale del “Ciclo integrato dei rifiuti per la Campania”, che ha richiamato soprattutto il ruolo dei giovani nella costruzione di una maggiore consapevolezza nella gestione dei rifiuti: “È una opportunità che stiamo cercando di cogliere, come Regione Campania, andando nelle scuole. Voi ragazzi siete gli ambasciatori dei buoni comportamenti, delle buone prassi nell’ambito del ciclo ordinario dei rifiuti”.
Barretta ha richiamato l’iniziativa “One Health”, spiegando che la Regione sta portando avanti indagini e studi sugli effetti dell’ambiente sulla salute umana e animale e sulla tutela dei terreni. Il tema della gestione ordinaria dei rifiuti, ha aggiunto, è infatti collegato anche a quello delle bonifiche delle discariche: “Sono ferite aperte che stiamo chiudendo in questo ultimo decennio”.
Rifiuti che possono essere un costo o una risorsa: la valorizzazione energetica ha prodotto negli ultimi anni ritorni economici significativi, arrivando a circa 200 milioni di euro di ricavi. A patto che ci siano gli impianti adeguati.
“Mentre portare una tonnellata di rifiuti a Padova ha dei costi non solo economici ma anche ambientali notevolmente superiori rispetto a riportarli qui vicino casa”, ha osservato il dirigente regionale.
Sul rapporto tra ambiente, comportamenti individuali e attività di controllo è intervenuto il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Angelo Zito, che ha parlato agli studenti definendo la tutela ambientale “il tema del futuro”. E ha ricordato di aver sentito una trasmissione televisiva nella quale, alla domanda su come salvaguardare il pianeta e le specie esistenti, alcuni algoritmi hanno indicato proprio l’essere umano come elemento da eliminare. Un paradosso, ha spiegato, che richiama la responsabilità dell’uomo nei confronti dell’ambiente.
Il comandante ha sottolineato il ruolo delle istituzioni e delle forze dell’ordine, ricordando la presenza sul territorio di una vasta rete di strutture dedicate alla tutela ambientale. “L’Italia ha la polizia ambientale più grande d’Europa”, ha affermato, richiamando anche il lavoro dei Carabinieri nella conservazione delle specie vegetali, di cui sono stati raccolti tutti i semi esistenti, custoditi dall’Arma.
Un passaggio specifico è stato dedicato all’Irpinia, alla “Verde Irpinia”, ai parchi del Partenio e dei Monti Picentini e ai corsi d’acqua che, ha detto Zito, devono essere tutelati attraverso un’azione comune (presente all’incontro anche la manager dell’Alto Calore, Alfonsina De Felice).
Il comandante si è soffermato sul fenomeno dei reati ambientali, distinguendo tra comportamenti illeciti dei singoli e attività riconducibili alla criminalità organizzata. Nel primo caso, ha spiegato, ci sono cittadini che, per risparmiare sui costi di smaltimento, abbandonano illegalmente i rifiuti, provocando danni al suolo, alle falde e ai corsi d’acqua. Zito ha evidenziato il ruolo dello smaltimento illecito dei rifiuti come canale di guadagno, attraverso imprese riconducibili a prestanome che offrono prezzi vantaggiosi per lo smaltimento, salvo poi procedere illegalmente.
Da qui il richiamo alla responsabilità dei cittadini: “La criminalità organizzata si avvantaggia della complicità di molte persone”, ha detto Zito.
Mike Taurasi, presidente dell’Associazione Piccola Industria di Confindustria Avellino, ha approfondito la questione del rapporto tra legalità e sviluppo.
Il mancato rispetto delle regole, ha aggiunto Taurasi, può produrre effetti negativi anche sul piano economico, a partire dalla concorrenza sleale che penalizza le aziende che invece rispettano le norme. “La legalità è un principio cardine per lo sviluppo e la sostenibilità delle attività imprenditoriali”, ha concluso.
A chiudere il confronto è stato il senatore Enzo De Luca, presidente dell’Osservatorio.
Nel suo intervento ha ricordato anzitutto la figura di Aldo Moro – oggi ricorrono 110 anni dalla nascita – e la sua idea dell’Europa come “entità spirituale”, prima che politica. “Questo ancora non si è compreso. Da qui la debolezza dell’Unione, il caos a livello mondiale e le guerre che ci circondano e minacciano. Serve invece un’Europa forte perché fondata sulla solidarietà. Solidarietà che nasce se si mette l’umanità al centro del futuro, come scritto nelle encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti di Papa Francesco e Magnifica Humanitas di Leone XIV”.
Da qui l’appello alla responsabilità individuale e collettiva: “Non si può stare a guardare, trincerarsi dietro l’egoismo. Chi ha capacità di riflessione è chiamato a fare qualcosa”. Il messaggio è rivolto innanzitutto agli amministratori e ai sindaci: “Alcuni non sanno che loro sono la prima forma dello Stato”. E ancora: “I protagonisti del cambiamento sono cittadini e istituzioni territoriali insieme”.
De Luca ha ricordato poi il lavoro svolto dall’Osservatorio nelle scuole: “In questi ultimi anni abbiamo fatto circa 800 incontri nelle scuole di ogni ordine e grado e con il mondo universitario”. Perché proprio alla scuola De Luca affida una parte decisiva della costruzione della partecipazione.
“Partecipazione che nasce dal riconoscimento che, come dice Mauro Ceruti, l’umanità condivide ormai un unico destino ecologico, economico e sociale. Il futuro o sarà planetario o non sarà affatto. Dobbiamo rifiutare lo sfruttamento incondizionato dell’ambiente per costruire una ‘politica dell’umanità’ che metta al centro la qualità delle relazioni umane.
Per dirla come Edgar Morin – ha continuato De Luca – dobbiamo rimettere al centro l’essere umano, umanizzare l’umano nella consapevolezza di una condizione planetaria, riconoscendo che tutti gli esseri umani condividono una stessa comunità di destino sulla Terra.
Dobbiamo combattere l’egoismo attraverso la partecipazione. Che è il presupposto della democrazia. Partecipazione di cui hanno bisogno la politica e i partiti. E allora il problema – ha aggiunto – riguarda la capacità di costruire una vera comunità politica e una rappresentanza istituzionale realmente espressione dei cittadini e della Politica, quella con la P maiuscola, la politica fatta di impegno nella vita della comunità e per la comunità e non per tornaconto personale ma per il bene comune. Come ci insegna Moro”.


