Martedì, 20 Ottobre 2026
11.20 (Roma)

Ultimi articoli

La cura della persona tra presente e passato

Virgilio Iandiorio

Quando ho letto per la prima volta il romanzo “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi, scrittrice iraniana per necessità trapiantata negli U.S.A., sono stato molto interessato da questa sua considerazione:

“Il nostro era un paese (l’Iran) dove tutti i gesti, anche quelli più privati venivano interpretati in chiave politica. I colori del mio velo o la cravatta di mio padre erano un simbolo della decadenza occidentale e delle tendenze imperialiste Non portare la barba, stringere la mano a persone dell’altro sesso applaudire o fischiare agli incontri erano considerati atteggiamenti occidentali e quindi decadenti, parte del complotto imperialista per distruggere la nostra cultura” (A. Nafisi, Leggere Lolita a Teheran, 2003, tr. It. Adelphi 2004 pag.41).

Ho richiamato alla memoria gli autori della classicità, che oggi proprio in università statunitensi sono messi al bando, e che se vivessero oggi in un paese autoritario rischierebbero la pena di morte anche per un ricciolo della loro capigliatura. Non parliamo di quello che hanno scritto nelle loro opere.

Gli antichi romani avevano cura del loro aspetto e del loro abbigliamento. Tale era la diffusione della cura della persona ai tempi loro che sorsero delle vere e proprie TABERNAE (botteghe) specializzate. Come non ricordare: UNGUENTARIA TABERNAE, specializzate nella preparazione di unguenti. I farmacisti, se così possiamo chiamarli, quelli che preparavano pomate, venivano chiamati UNGUENTARII. Vi erano inoltre, gli AROMATARII, mercanti di profumi e preparatori di oli medicamentosi. E poi i PIGMENTARII, commercianti e preparatori di colori e profumi.

Nella letteratura latina i farmacisti erano detti PHARMACOPŌLAE, le farmacie PHARMACOPOLIUM e i medicamenti PHARMACEUTICI. Un altro termine utilizzato nell’antica Roma per indicare il farmacista, era SEPLASARIUS (il profumiere), e SEPLASARIUM per indicare la farmacia e SEPLASIUM per la crema. Tale nome prendeva origine da una delle principali piazze di Capua, piazza Seplasia, dove si svolgeva il mercato di droghe e spezie.

Uomini e donne nell’antica Roma facevano uso di creme, balsami, linimenti, e altri preparati. Il poeta Catullo prende in giro un tale Egnazio che per fare mostra della sua splendente dentatura apriva la bocca per sorridere in ogni occasione. Immaginate, per essere lui celtibero, come avrebbe spalancato la bocca per urlare la sua contentezza all’indirizzo della squadra spagnola vittoriosa ai mondiali di calcio. C’è un particolare, però. Per pulire i denti i celtiberi, dice Catullo, erano soliti usare la propria urina come dentifricio.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

“La scomparsa dell’ispettore della Digos della Questura di Avellino, Antonio Villani, mentre svolgeva il proprio lavoro, ci addolora profondamente. Dolore…

Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Grottaminarda hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli…

“Un uomo dal grande spessore umano e professionale”: Così si è espresso il Questore di Avellino, Pasquale Picone, nella sala…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Scelgono di raccontarsi attraverso alcuni dei brani che hanno segnato il proprio itinerario artistico gli Speedy Primates, trio alternative rock avellinese, capace di fare della musica strumento per interrogarsi sul nostro tempo. Un racconto affidato ad una sessione live pubblicata su Youtube. A comporre la band tre giovani musicisti, Renato...

Un argomento, sempre di attualità, che negli ultimi tempi ha fatto parlare di se’ per l’inchiesta in corso sugli appalti di questa infrastruttura: l’Alta Capacità Napoli-Bari costituisce un punto fermo per il futuro di queste zone e, sopratutto, delle aree interne. E che è diventata comunque importante per il collegamento...

di Rosa Bianco La bellezza non è un lusso da concedersi nei ritagli di tempo, né un ornamento destinato a rendere più gradevole la vita. È una forma di conoscenza, una possibilità di comprendere il mondo attraverso vie che la sola razionalità non sempre riesce a percorrere. Ieri sera, al...

di Rosa Bianco Quanto può resistere l’essere umano alle prove che la vita gli impone? E dove si nasconde quella forza interiore che permette di attraversare il dolore senza esserne definitivamente annientati? Sono interrogativi che appartengono alla storia di ogni individuo e che la letteratura, quando raggiunge le sue espressioni...

Ultimi articoli

Attualità

La maggioranza prova a blindare la questione dello stadio Partenio-Lombardi in vista del Consiglio comunale di mercoledì. All’ordine del giorno…

Fare chiarezza sulla situazione economico-finanziaria di Irpiniambiente e individuare soluzioni concrete per superare le criticità, tutelando i lavoratori e assicurando…

Arriva dal Collettivo Studentesco Irpino e dai Giovani Comunisti la richiesta di chiarimenti sulle modalità di giustifica dell’assenza per gli…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy