In una calda mattinata di agosto, in uno di quei giorni che appaiono tutti uguali, tutti festivi perché il paese si popola di tante frigentini che hanno lasciato il comune natio per questioni lavorative, può accadere qualcosa di originale, di quelli che rompono gli schemi.
Così il Sindaco di Frigento, Carmine Ciullo, ha ricevuto presso la Casa della Cultura “Palazzo De Leo” l’artista Emiliano Bonfanti, il quale ha donato alla comunità ufitana una propria opera. Il pittore ha donato un quadro senza titolo, un olio su tela delformato di sessanta per cinquanta centimetri.
Bonfanti nasce a Cassano d’Adda (Milano) nel 1944. Comincia la sua attività a Milano nel 1962, pervenendo – l’anno successivo – all’astrazione geometrica. Nel 1966 con altri artisti fonda la rivista “Il Parametro Artecontemporanea” e l’anno successivo la gallerialaboratorio “il Parametro”. La sua ricerca artistica lo porta verso un orientamento di “Texture”. Nel 1986 si trasferisce a Parigi, dove soggiorna per circa dieci anni. Le sue ultime indagini pittoriche lo guidano verso soluzioni materiche, allontanandosidefinitivamente dall’astrazione geometrica.
Nei giorni scorsi, Bonfanti, ospite presso conoscenti frigentini, aveva visitato alcune emergenze storico-culturali locali ed era rimasto piacevolmente sorpreso nel trovare uno scrigno d’arte come il FriMACT. Da qui è nato il desiderio di donare una propriatela.
Il Museo Civico Archeologico della Frigentina, della Materia e della Cultura del Territorio infatti ospita due sezioni, quella archeologica al piano terra e al primo piano quella d’arte contemporanea. Proprio in quest’ultima sarà esposta la sua opera, nuovaperla acquisita alla mostra permanente dedicata a Pina Famiglietti. La mostra permanente “Raccolta d’Arte Pina Famiglietti” è una collezione privata di stampe e grafiche d’autore realizzate con varie tecniche, appartenenti a Pina Famiglietti e Angelo Gabbanini.Gabbanini era uno stampatore d’arte che esercitava a Roma, dove lavorava insieme alla moglie Pina, frigentina d’origine.
Afferma Carmine Ciullo: «Sono d’avvero contento che un verbo poco in uso in questi periodi, come “donare”, nella nostra comunità sia ancora praticato. Il compianto Angelo Gabbanini ha donato al Comune di sua moglie parte del proprio archivio lavorativo e hainnescato un processo positivo fino a portare Emiliano Bonfanti a vivere il desiderio di poter contribuire con una propria opera all’ampliamento di contenuti della nostra mostra. Infine un ringraziamento va anche agli operatori del progetto GOL, che tengonoaperto il museo e donano parte del loro impegno alla comunità».



