Si conferma scrigno prezioso Villa Amendola, scelta quest’anno per ospitare Irpinia Mood, festival dedicato all’enogastronomia, di scena fino al 30 agosto, promosso da Visit Irpinia con il patrocinio del Comune di Avellino che festeggia quest’anno i suoi dieci anni. Nella prima serata della rassegna la curiosità è doppia, riscoprire gli spazi della dimora settecentesca, delle sue grotte, del suo orto botanico e le creazioni degli chef. E sono in tantissimi a rispondere all’appello, a conferma di una rassegna ormai consolidata capace di far dialogare il cibo con linguaggi differenti, spazio di degustazioni, convivialità, riflessione, ma anche di bellezza. Sono oltre 90 gli chef che arrivano a Villa Amendola da tutta Italia, distribuiti tra lo spazio del fossato e quello dell’orto botanico, chiamati a raccolta dalla direzione gastronomica di Mirko Balzano e distribuiti lungo le quattro serate. Con una sfida nuova, creare un piatto che rinunci ad almeno uno dei cinque principali allergeni: glutine, lattosio, uova, arachidi e frutta a guscio. Nella prima serata protagonisti dell’itinerario del gusto sono Daniele Usai, Alessandro Sgrosso e Danila Andreotti, Federico Della Cerra, Francesco Agnese, Carmine Aschettino, Riccardo Bacciottini, Francesco Giugliano, Michele De Martino, Francesco Fusco, Francesco Esposito, Dario Finocchiaro, Giuseppe e Pasquale Bevilacqua, Vincenzo Vazza, Claudio Colombo, Manuel Scarpa, Redi Doci, Gianfranco Palmisano, Carmine Pecchia, Salvatore Avallone, Noemi Teti, Riccardo Faggiano, Carmen Vecchione, Pasqualino Salvatore Antoniello. Tra primi piatti, dessert, specialità di carne e pesce, un autentico trionfo del gusto.
Si va dalle ricette vegane come l’insalata di cocciata fresca, con aceto di menta, olio di lavanda, bbc di datterini e croccante di riso di Dario Finocchiaro o il lingotto di sedano rapa laccato alla soia e miele di castagno, insalatina estiva e semi di zucca tostati di Francesco Cerciello al Baccano Mediterraneo di Noemi Teti e alla tagliata di Alessandro Sgrosso e Danila Andreotti pensata per chi è intollerante al glutine, dall’insalata di meringata di Carmen Vecchione alla sbrisola d’Irpinia d’Irpinia di Claudio Colombo, dal pesce maturato barbecue alla genziana e carote di maccarese dello chef stellato Daniele Usai al fusillone con datterino rosso arrosto, peperoncini di fiume, mantecato di baccalà e nocciola avellana di Carmine Pecchia, dalla percoca e vino di Federico Della Cerra allo spiedino di picanha in salsa chimichurri di Francesco Agnese. Di ogni ricetta sono specificati accuratamente gli allergeni presenti. Dalla cetara Tokyo andata e ritorno di Francesco Esposito, al fusillo crema di melanzana affumicata, latte di mandorla, pomodoro confit, nocciola di avella e aglio orsino di Francesco Fusco, da Oltralpe di Francesco Giugliano alla orecchiette con genovese di maiale e friggitello di Francesco Palmisano, dal crostone di cipolla stufata, genovese, pecorino e maionese affumicata di Giulio Laperuta, dalla Sinfonia di Giuseppe e Pasquale Bevilacqua , cake al latte e burro con cioccolata bavarese e confit all’albicocca alla Summer Explosion di Manuel Scarpa, dalle cozze in Irpinia di Michele De Martino alla ciambotta reinventata di Pasqualino Salvatore Antoniello, dall’Albatros Armando di Redi Doci al mini bun Sangiovanni di Riccardo Faggiano, dall’uovo in carbonara di Salvatore Avallone fino alle patane e cicorie di Vincenzo Vazza. Colpiscono la qualità delle materie prime, la riconoscibilità del gusto ma anche la capacità di fondere tradizione e innovazione con ingredienti che si amalgamano perfettamente e restituiscono appieno il piacere del palato. Il piacere è proprio nello scegliere la ricetta lasciandosi conquistare dalla presentazione dei piatti e dalla creatività degli chef, a ricordarci quanto la cucina sia cultura a tutti gli effetti.
Una serata speciale, impreziosita dalla frescura degli alberi e della musica dei Bandaragia con le loro sonorità inconfondibili in uno spazio bellissimo quale quello dell’orto botanico di Villa Amendola. E poi alla scoperta della memoria della città con la visita delle sale del Museo Civico, dalla statua del re di Bronzo a quella muliebre della Fontana di Bellerofonte nella sala dedicata ai Caracciolo, autentico viaggio nella storia di Avellino. Spazio anche alla riflessione con gli interventi di Alessandro Graziano, anima di Irpinia Mood, che spiega come la rassegna sia cresciuta negli anni fino a diventare un momento di riflessione che guarda alle trasformazioni del gusto, di qui l’attenzione rivolta alle intolleranze alimentari e alla sicurezza del cibo e del direttore dell’Asl di Caserta Antonio Limone, che mette in guardia sulla necessità di far fronte ai cambiamenti climatici che finiscono per influenzare anche l’agricoltura, in un talk moderato da Paola Iandolo. Tanti anche gli spunti di riflessione emersi dal confronto di Giampiero Prozzo con Francesco Agnese, Executive Chef de La Brasa Beef Restaurant di Napoli.
Si prosegue questa sera con Angelo Borrelli, Vincenzo Ferro, Giovanni Mariconda e Gianni Romeo, Claudio Ruiz, Costantino Pezzuti, Dylan Bernardo, Gian Paolo Capaldo, Franco Franciosi, Gaetano Cerciello, Gabriele Piscitelli, Vito Fontanella, Domenico Iavarone, Marco Del Giudice, Luigi Vitiello, Roberto Maturo, Raffaele Di Benedetto, Luca Matarazzo, Antonio Guerriero, Marco Maltese, Mirko Esposito, William Gaetani, Tiziana Parlangeli. Di scena i ritmi di One Sound Live Music. Proseguono anche le trasmissioni di Radio Punto Zero in diretta da Villa Amendola dalle 19:00 alle 21:00, con musica, interviste e conversazioni con chef, ospiti e protagonisti del festival. Ai microfoni Stefania Sirignano, Rosa D’Auria e Francesca Niespolo, per raccontare in tempo reale persone, storie e temi della X edizione. Per i talk Giampiero Prozzo dialoga con Franco Franciosi, chef dell’Osteria Mammaròssa di Avezzano, intorno a una cucina profondamente legata all’Abruzzo e alla conoscenza del territorio. A seguire il regista di Fuori Carta, Dario Monaco, incontra Leonardo Ciccarelli, giornalista enogastronomico e autore per Food&Wine Italia, per raccontare il progetto e il lavoro che porta le storie della ristorazione fuori dai confini del piatto.





