Sono dati che destano non poche preoccupazioni quelli che arrivano dall’Ufficio della Consigliera di Parità regionale della Campania, Domenica Marianna Lomazzo, relativi alla presenza delle donne negli organi fondamentali di governo degli enti locali della Campania, a partire da un’analisi aggiornata al 22 luglio 2026, relativa alla composizione della rappresentanza di donne e di uomini all’interno delle cariche istituzionali dei Comuni, della Città Metropolitana/Province e della Regione.
Dati che raccontano come la partecipazione attiva delle donne alla vita politica ed istituzionale sia in crescita ma resti ancora troppo basa. “Si rifletta, ad esempio, – sottolinea la Consigliera Regionale di parità Domenica Lomazzo – sul fatto che in tutto il territorio campano vi sono solo 40 donne nel ruolo di Sindaca (il 7,4% del totale) e nessuna donna è Presidente di Provincia. Anche i Consigli della Città Metropolitana di Napoli e delle quattro Province Campane (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno) risultano caratterizzati da una forte presenza maschile e da una presenza femminile nettamente inferiore. In nessuno dei sopracitati organi la presenza femminile supera il 23% (percentuale del Consiglio della Provincia di Avellino) e raggiunge appena il 5% nel Consiglio della Città Metropolitana di Napoli .
Confrontando questi dati con la presenza femminile negli organi di governo in Campania al 31/12/2020, ricavati da una precedente analisi svolta dall’Ufficio della Consigliera regionale di Parità, si può subito notare che l’asimmetria tra donne e uomini circa la presenza complessiva negli organi fondamentali di governo degli Enti Locali in Campania (sindaci/che, consiglieri/e, assessori/e nei Comuni/Città Metropolitane/Province/Regione) continua ad essere evidente e preoccupante: il 70% di uomini contro appena il 30% di donne, un dato, quest’ultimo, al di sotto della media nazionale. In oltre cinque anni, nella nostra Regione, dal 2021 al 2026, rispetto alla precedente rilevazione, c’è stato un aumento di 2,4 punti percentuali per le sindache, di 0,8 punti percentuali per le assessore e di 1,3 punti percentuali per le consigliere. Ovvero, le sindache dal 5,02% sono passate al 7,4%, le assessore dal 42,45% al 43,3% ed, infine, le consigliere comunali dal 27,43% al 28,8%. Al 22/07/2026, il numero complessivo dei sindaci e delle sindache in Campania (al netto dei comuni commissariati) è di 537 unità: 497 (92,6%) uomini e 40 donne (7,4%). La somma degli assessori e delle assessore è di 1.811 unità: 1.027 uomini e 784 donne, ovvero il 56,7% di assessori contro il 43,3% di assessore (la percentuale di presenza femminile resta al 35,1% includendo anche i sindaci e le sindache nella composizione delle giunte comunali). Un lieve miglioramento si è avuto negli organi di governo della Regione Campania, rispetto ai dati rilevati al 31/12/2020: la presenza femminile è aumentata di 9 punti percentuali nella Giunta regionale (4 donne assessore sul totale) e di 4 punti percentuali nel Consiglio regionale (40 consiglieri e 10 consigliere)”.
Donne e politica in Irpinia
Nè convincono i dati relativi alla presenza delle donne nelle istituzioni locali irpine, aumenta il numero delle donne impegnate in politica ma resta ancora lontana da una piena rappresentanza di genere.
Il dato più netto riguarda i sindaci. Nei Comuni irpini censiti sono 110 gli uomini alla guida delle amministrazioni, pari al 93,2%, mentre le sindache sono appena 8, il 6,8%. Una presenza femminile dunque ancora molto ridotta proprio nella carica di vertice delle amministrazioni comunali.
Situazione più rosea negli esecutivi comunali. Tra gli assessori, le donne sono 143, pari al 43,5%, contro 186 uomini, il 56,5%. Considerando insieme sindaci e assessori, la componente femminile nelle giunte scende però al 33,8%, con 151 donne contro 296 uomini.
Ancora più marcato è il divario nei Consigli comunali. In provincia di Avellino siedono 358 consigliere, pari al 27,7%, mentre i consiglieri uomini sono 936, il 72,3%. Complessivamente, quindi, meno di tre consiglieri comunali su dieci sono donne.
Il dato irpino è leggermente inferiore alla media regionale, che vede la presenza femminile nei Consigli comunali della Campania attestarsi al 28,8%.
Il report dedica inoltre un approfondimento alla composizione delle giunte in relazione alla dimensione demografica dei Comuni. La provincia di Avellino conta 41 Comuni con più di 3.000 abitanti e 77 Comuni con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti.
Nei Comuni sopra i 3.000 abitanti, 31 giunte su 41, pari al 76%, presentano una presenza femminile pari o superiore al 40%, mentre in 10 Comuni la percentuale rilevata è inferiore. Nei centri fino a 3.000 abitanti, invece, sono 65 le giunte nelle quali sono presenti entrambi i generi, pari all’84%, mentre 12 risultano composte esclusivamente da uomini.
Il divario emerge anche a Palazzo Caracciolo. Il Consiglio provinciale di Avellino è composto dal presidente della Provincia, da 9 consiglieri uomini e 3 consigliere donne. La componente femminile rappresenta quindi il 23% del Consiglio, contro il 77% maschile.
Rispetto alla precedente rilevazione del 2020, tuttavia, si registra un incremento: la presenza delle donne è passata dal 15% al 23%.
“Da qui la consapevolezza – spiega Lomazzo – della necessità di una chiara e precipua spinta affinché il tema della parità e delle pari opportunità venga incluso in un dibattito serio, volto a promuovere la partecipazione delle donne nelle istituzioni e nei ruoli di leadership. I dati sulla rappresentanza femminile nel governo degli enti locali ci presentano una fotografia che non è affatto rappresentativa del ruolo che, oggi, le donne svolgono concretamente nella nostra società e, comunque, nella società campana. Ciò richiede necessariamente una più incisiva promozione della presenza delle donne nei luoghi della decisione politica. Necessaria, quindi, ancora, l’azione positiva prevista nel nostro ordinamento con la normativa in materia di equa rappresentanza di genere per quanto riguarda sia la composizione delle liste elettorali, sia la composizione degli Organismi fondamentali di governo dei Comuni. Il balzo in avanti, rispetto al passato, della presenza delle donne nelle giunte degli EE. LL. è la dimostrazione della utilità e dell’efficacia delle azioni positive “quote” che, per il momento, non debbono essere, assolutamente, messe in discussione. Abbiamo, ovviamente, bisogno di avvicinare con maggiore convinzione e determinazione le donne alla politica, di rafforzare la loro libertà di autodeterminazione, la loro capacità di libertà e di autonomia, dobbiamo renderle competitive nell’agone politico. I partiti ed i movimenti politici debbono acquisire la consapevolezza che candidare le donne e, soprattutto, farle eleggere, significa contribuire a sbloccare una democrazia deficitaria in termini di pari rappresentanza politica e nella gestione del governo del territorio. Le donne debbono essere in campo da protagoniste, pienamente”

