La Rete del Grano riparte nel segno della continuità e della valorizzazione di un patrimonio culturale che attraversa le comunità dell’Irpinia e del Sannio. Una sfida ancora una volta vinta capace di riunire i Comuni di Fontanarosa, Flumeri, Frigento, Villanova del Battista, Mirabella Eclano, Foglianise, San Marco dei Cavoti e Jelsi.
La nuova fase della Rete è stata presentata questa mattina, martedì 29 settembre, nel corso di una conferenza stampa presso la Provincia di Avellino, accolta dal consigliere provinciale Marino Sarno.
A rappresentare il Comune capofila della Rete, Fontanarosa, il sindaco Giuseppe Pescatore. Presenti anche Raffaella Rita D’Ambrosio, assessore del Comune di Mirabella Eclano, Mario Ciccone, consigliere del Comune di Villanova del Battista, Giuseppe Silvestri, presidente provinciale Unpli presente insieme a Lello Labate e Pietro Rosato.
All’incontro hanno partecipato inoltre i volontari del Servizio civile dell’Unpli Avellino, della Pro Loco di Atripalda e della Pro Loco di Mercogliano, insieme all’ingegnere Gennaro Buonopane di Mirabella Eclano, Erminia Cerundolo, Giovanni Gambino e Carmelina D’Amore.
Nel corso della conferenza è stato letto anche il messaggio di saluto della professoressa Helga Sanità dell’Università Suor Orsola Benincasa, a conferma dell’interesse del mondo accademico verso un patrimonio fatto di ritualità, memoria collettiva e partecipazione popolare. Un messaggio che è anche un invito ad ampliare la Rete ed immaginare nuovi modi di interagire con il patrimonio.
La Rete del Grano nasce con l’obiettivo di mettere in relazione le diverse comunità che custodiscono riti legati al grano, alle processioni, alle macchine votive e alle celebrazioni che scandiscono il calendario delle feste popolari.
Un patrimonio che, pur mantenendo caratteristiche differenti da paese a paese, trova un elemento comune nella capacità delle comunità di trasformare la tradizione in un momento di aggregazione e di riconoscimento della propria identità.
La conferenza è stata anche l’occasione per tracciare un bilancio dei Riti del Grano che si sono svolti nel 2026, restituendo una fotografia di un fenomeno culturale che continua a coinvolgere migliaia di persone e a richiamare visitatori anche al di fuori dei confini regionali. Sarno ha posto l’accento sulla passione che accompagna questi riti, capaci di coinvolgere le comunità, azzerando polemiche. Pescatore ha ricordato come i riti del grano rappresentino un esempio di bellezza e coesione, simbolo dell’identità culturale di una comunità “Sono eventi che rievocano l’antica civiltà contadina ma sono anche la conferma che insieme possiamo raggiungere obiettivi importanti, superando incomprensioni per far prevalere l’unità. E’ la conferma di quanto le nostre radici siano profonde. L’obiettivo resta il riconoscimento Unesco”. Dall’assessore D’Ambrosio l’appello a superare personalismi per difendere il patrimonio culturale di questi territori “La sfida è far conoscere queste tradizioni da un pubblico sempre più vasto”.
La sfida della Rete è ora quella di proseguire il percorso avviato, rafforzando la collaborazione tra le diverse realtà e promuovendo una conoscenza sempre più ampia dei riti.
Fontanarosa, Flumeri, Frigento, Villanova del Battista e Mirabella Eclano, insieme alle realtà di Foglianise, San Marco dei Cavoti e Jelsi, rappresentano così tasselli di un mosaico più ampio, nel quale il grano diventa elemento simbolico di una cultura condivisa.
Tradizione, volontariato, associazionismo e istituzioni si incontrano dunque ancora una volta per trasformare i Riti del Grano da patrimonio delle singole comunità a rete culturale capace di raccontare territori, memoria e identità.

