La Cassazione, sesta sezione penale, in accoglimento delle questioni giuridiche, formulate dagli avvocati Dario Vannetiello e Marcello Severino, nonostante il Procuratore Generale aveva chiesto il rigetto del ricorso, ha annullato la sentenza di condanna ad anni 15 e mesi 3 di reclusione inflitta dalla Corte di Appello di Napoli il 24 novembre del 2025. Secondo l’accusa, fondata su una serie di intercettazioni, Paolo Pagnozzi , avrebbe ricoperto sia il ruolo di finanziatore di una associazione dedita al narcotraffico, operante tra la regione Lazio e la regione Campania, sia il ruolo di garante, cioè quello di assicurare alla organizzazione le condizioni per operare in assoluta tranquillità nel territorio beneventano. Dovrà procedersi ad un nuovo giudizio innanzi ad altra sezione della Corte partenopea anche per L Vincenzo Lomastro e Andrea Salsiccia . Inoltre dovrà essere rideterminata la pena nei confronti di De Paola Aniello, Magliocca Francesco, Magliocca Giuseppe (classe 1987). Sono stati rigettati tutti gli altri ricorsi.
Un raid in un cantiere e ben 41 capi di imputazione relativi ad un vero e proprio “fiume” di droga che dal litorale laziale, da Aprilia, giungeva a Tufara Valle e da li alle piazze della Valle Caudina. Sono i numeri del blitz che la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli aveva eseguito nel dicembre del 2023 con l’operazione denominata Caudium.
Nella stessa giornata dell’esecuzione delle misure l’Antimafia aveva contestualmente notificato anche l’avviso di chiusura delle indagini preliminari nei confronti dei ventitré indagati finiti coinvolti nel blitz scattato nei territori di Avellino e Benevento. L’avviso firmato dai pm antimafia Simona Belluccio e Francesco Raffaele, riguardava la tentata estorsione compiuta nel luglio del 2021 ai danni di un’impresa che stava realizzando un collegamento stradale a Castelpoto, quella di associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti nei confronti di quindici dei ventitré indagati e ben quarantuno capi di imputazione relativi alla detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti. Le investigazioni dei Carabinieri avevano consentito di individuare i gestori delle “piazze di spaccio” a San Martino Valle Caudina e in località Tufara Valle di Benevento, nonché di identificare una fitta rete di “corrieri” e “pusher” e individuare uno dei luoghi di stoccaggio della sostanza stupefacente sito ad Aprilia, presso l’abitazione di uno degli arrestati.

