Undici anni di reclusione per omicidio preterintenzionale: questa la condanna definitiva inflitta dai giudici della I Sezione Penale della Corte di Cassazione per F. e S. C., padre e figlio accusati dell’omicidio di Felice Lippiello. I giudici hanno dichiarato inammissibili tutti i ricorsi presentati in riforma della sentenza della V Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli che aveva riformato la sentenza di condanna a sedici anni emessa il 10 dicembre 2024 dal Gup di Avellino. Dichiarato inammissibile il ricorso della Procura Generale contro l’omicidio preterintenzionale e l’impugnazione proposta dai difensori dei due imputati, gli avvocati Antonio Falconieri e Rolando Iorio. In secondo grado le difese avevano ottenuto la riqualificazione proposta dal Tribunale del Riesame, insistendo sull’omicidio preterintenzionale.
La parte civile invece, rappresentata dagli avvocati Nicola D’Archi e Maria Stella Saveriano e la Procura Generale avevano invocato la conferma della condanna. Quella dell’omicidio volontario era stata la condanna in primo grado per i Crisci, riqualificata in Appello.
Nella pagine delle motivazioni è stato ricostruito quanto avvenuto la sera del delitto e anche il movente della “spedizione punitiva”. “Appare evidente come la sera del 9 febbraio 2024 padre e figlio abbiano raggiunto il Lippiello presso la sua abitazione per un regolamento di conti sulla gestione delle piazze di spaccio. Difatti, gli imputati condannati in via definitiva hanno contattato telefonicamente la vittima al fine di raggiungerla nei pressi della sua abitazione e tendergli un’imboscata.
Secondo il Gup, il movente dell’omicidio è riconducibile a contrasti per il controllo dello spaccio di droga nella zona. La sera del 9 febbraio, Salvatore e Sabato Francesco Crisci si sarebbero recati presso l’abitazione di Lippiello con l’intento di regolare i conti. Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano il loro arrivo nel cortile della vittima a bordo di una Fiat Panda, guidata dal complice rimasto ignoto.
Dalle immagini emerge che Salvatore Crisci è stato il primo a scendere dall’auto. Subito dopo avrebbe contattato al telefono la vittima. Lo si vede nascondersi nel cortile con il cellulare illuminato, pronto a cogliere Lippiello di sorpresa. Quando Felice Lippiello è arrivato, Crisci lo ha colpito con un bastone, mentre poco dopo è intervenuto un secondo aggressore. Quest’ultimo, identificato come Sabato Francesco Crisci, ha sferrato un colpo mortale alla gamba sinistra della vittima, causandone la morte.Quest’ultimo allungò repentinamente il braccio destro verso la gamba sinistra del Lippiello, colpendolo provocandogli la ferita mortale.


