Il gup del Tribunale di Avellino, Pasquale Cerrone, ha assolto questa mattina con la formula “perché il fatto non sussiste” un quarantenne della provincia accusato di riciclaggio, dopo che i Carabinieri gli avevano trovato in auto 100mila euro in contanti il 14 gennaio 2022 ad Atripalda: nel corso del procedimento non è stato possibile individuare il reato da cui quel denaro avrebbe avuto origine.
L’uomo, difeso dagli avvocati Stefano Vozella e Loredana De Risi, aveva chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. Anche il pubblico ministero, Sodano, ha chiesto l’assoluzione. Secondo l’accusa, l’imputato deteneva e trasportava in modo occulto 2.000 banconote da 50 euro, divise in dieci mazzette confezionate sottovuoto in bustine di cellophane termosaldate e raccolte in una busta di carta chiusa con nastro adesivo. Per la Procura il denaro era di provenienza delittuosa e quelle modalità servivano a ostacolarne l’identificazione. Concluse le indagini preliminari, il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio.
I Carabinieri avevano controllato l’auto mentre l’uomo percorreva il territorio di Atripalda e avevano sequestrato il contante. Il provvedimento era stato convalidato dal gip. Il tribunale del riesame reale di Avellino lo aveva poi annullato. La Procura aveva presentato ricorso in Cassazione e la Suprema Corte aveva annullato con rinvio la decisione del Riesame. Nel giudizio di rinvio il tribunale del Riesame aveva annullato di nuovo il decreto di sequestro preventivo. Il pubblico ministero era tornato in Cassazione, che questa volta ha dichiarato il ricorso inammissibile.
Nel suo provvedimento la Suprema Corte aveva rilevato l’impossibilità di individuare il reato presupposto da cui sarebbe derivato il profitto trovato nella disponibilità dell’imputato, escludendo così che si potesse configurare il riciclaggio. È la stessa ragione che ha portato il gup a pronunciare l’assoluzione al termine del giudizio abbreviato.

