L’ondata di mobilitazioni contro il rincaro dei carburanti continua a paralizzare il Mezzogiorno. Ad Avellino nei pressi del casello di Avellino Est, gli autotrasportatori mantengono il loro presidio, trasformando lo snodo irpino in uno dei punti simbolo della protesta in Campania. Un’azione che sta raccogliendo una solidarietà trasversale: gli studenti di diversi istituti scolastici sono scesi in campo per sostenere le ragioni dei camionisti e delle famiglie.
Con la logistica a scartamento ridotto, nei negozi e nei supermercati della città si vedono sempre più scaffali vuoti, soprattutto nei reparti dei generi alimentari di prima necessità. Anche per bar e ristoranti rifornirsi è diventato un problema, mentre lungo le strade urbane si formano lunghe attese davanti ai pochi distributori di carburante che non hanno esaurito la scorta.
Tra la serata di ieri e la notte si è assistito a una parziale riduzione dei Tir in strada, complice la vasta operazione della Polizia di Stato che ha identificato oltre mille trasportatori. Se a Napoli e nel Casertano si sono registrati i primi sblocchi — come al Porto di Napoli e al casello di Caianello, dopo momenti di forte tensione sventati in extremis —, le ripercussioni sulla viabilità regionale restano pesanti, con l’uscita di Nocera-Pagani ancora chiusa sulla A30 e rallentamenti diffusi lungo l’Asse Mediano e la Domiziana. Anche in Calabria la protesta non accenna a spegnersi, spinta dal settore agricolo che invita a presidiare i principali svincoli.
Per l’Irpinia, come per il resto del Sud, le prossime ore saranno decisive in attesa delle decisioni del Consiglio dei Ministri presieduto da Giorgia Meloni.




