Sarà presentato sabato 31 ottobre, alle ore 10, presso l’Auditorium Domenico Antonio Vaccaro Palazzo Abbaziale di Loreto, il progetto “Turismo delle radici- Cammino di Guglielmo per Montevergine”.
La mattinata inizierà con i saluti istituzionali dell’Abate Ordinario di Montevergine S.E. Riccardo Luca Guariglia, il Presidente della Provincia Fausto Picone, il Sindaco di Mercogliano Vittorio D’Alessio, il Consigliere Giuridico di Palazzo Chigi Carmine De Angelis e il Vicepresidente dell’Associazione Cammino di Guglielmo APS Arch. Angelo Verderosa. A seguire interverranno l’Ingegnere Nicola Sampietro e l’Architetto Federico Grieco, della Costructura Consulting Soc. Coop. Il tutto sarà moderato dal giornalista Annibale Discepolo.
Il “turismo delle radici” è una forma di viaggio – promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – dedicata agli italiani all’estero e agli italo‑discendenti (circa 80 milioni nel mondo) che desiderano riscoprire i luoghi, le storie e le tradizioni delle proprie origini, sostenuta in Italia dal progetto Italea e da iniziative istituzionali come la misura PNRR dedicata.
Su questo percorso si inserisce il Cammino di Guglielmo che rappresenta per l’Irpinia (e non solo) una grande opportunità di crescita per la comunità, sia dal punto di vista spirituale sia da quello sociale, con possibili ricadute positive sulla promozione del territorio e sullo sviluppo della microeconomia.
Si tratta di un’opportunità concreta, insita nelle potenzialità del Cammino, che potrà essere ulteriormente valorizzata e accelerata dalla realizzazione proprio del progetto Turismo delle Radici, il cui sviluppo segue idealmente il tracciato del Cammino di Guglielmo che rappresenta una reale e straordinaria esperienza alla scoperta delle proprie radici e della storia familiare.
L’obiettivo è realizzare o facilitare la realizzazione di luoghi di accoglienza e di strutture adeguate alle esigenze dei pellegrini, dove possano dormire, lavarsi e riposare in corrispondenza delle specifiche tappe individuate in luoghi dove è testimoniata la presenza o il passaggio di Guglielmo durante il suo pellegrinare nell’Italia meridionale.
Occorre, inoltre, rendere percorribili e sicuri alcuni tratti di sentieri, provvedendo alla loro manutenzione, come hanno già fatto i Comuni di Ospedaletto e Chiusano, svolgendo un ottimo lavoro con l’utilizzo dei fondi del PNRR.
Il Cammino predilige i sentieri in terra battuta e non le strade asfaltate, fatta eccezione per i tratti in cui il percorso è obbligato.
Un progetto che vuole essere un’opportunità per consolidare e confermare, una volta tanto, lo spirito unitario e la capacità di aggregazione dei territori che il Cammino di Guglielmo ha saputo promuovere.
Nella consapevolezza, si legge nella nota di presentazione del progetto, che il Cammino è un percorso dell’anima, come recita il suo slogan, e ha bisogno di una visione condivisa e comunitaria, capace di superare i campanilismi per raggiungere un obiettivo comune.


