Antonio Polidoro
Domenica 1 novembre, alle 9,30, il Comune di Montefredane, ricorda il carabiniere Ciro Alvino vittima della furia nazifascista della strage di Teverola. Dopo i saluti del sindaco Ciro Aquino prenderà la parola il vice sindaco ing. Romualdo Meola, promotore della iniziativa. Presenti, col comandante provinciale di Avellino, colonnello Angelo Zito, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e il senatore Gianluca Cantalamessa, componente della commissione antimafia.
Montefredane, da sempre “terra di carabinieri “, è sede di un’ attivissima Stazione affidata alle intelligenti cure del Luogotente Giancarlo Guarino. La furia fascista il 13 settembre del 1943 si scatenò con ferocia inaudita contro 14 carabinieri che avevano difeso il palazzo dei Telefoni di via Marchese Campodisola. Sorpresi dai tedeschi del generale Scholl , furono trasportati in un campo di concentramento improvvisato a Teverola e trucidati a colpi di mitragliatrice automatica. Affrontarono con ammirevole dignità la morte.
Cinque gli irpini di quelle vittime innocenti, provenienti dalla stazione Porto di Napoli. I cittadini di Teverola furono costretti a scavare una fossa mentre i tedeschi, frugando senza alcun ritegno nelle tasche di quei morti,
sottrassero orologi e denaro e si divisero sul posto la somma raccolta: ottanta lire a testa. Gli abitanti di Teverola vollero che quei martiri restassero nel loro cimitero dove ancora oggi riposano.
L’episodio, segno e sostanza di un momento terribile e da non dimenticare della storia italiana , andrebbe portato all’attenzione della Scuola in un’ azione complessiva di formazione alla democrazia e alla non violenza .
Il Notiziario Storico dell’Arma a più riprese ha pubblicato pregevoli e accurati saggi su quella feroce strage .
In questa luce l’iniziativa del Comune di affiggere una lapide in memoria di Ciro Alvino, al quale da qualche decennio è stata già intitolata una Piazza, diventa segno e sostanza di una volontà di concorrere ad una formazione alla non violenza. Che passa anche attraverso la valorizzazione del monumento al giudice Livatino nell’omonima piazza della frazione Alimata.

