UNIVERSITÀ. Il DiSPaC, il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno, sarà tra i protagonisti della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Paestum, dal 29 ottobre al 1° novembre 2026.
La struttura dipartimentale sarà presente, durante tutta la durata del Salone espositivo della BMTA con un proprio stand, per illustrare la propria offerta formativa, ma anche per presentare le recenti scoperte archeologiche e i progetti realizzati in connessione con il territorio nell’ambito delle attività di Terza Missione e di trasferimento tecnologico di Ateneo.
In particolare, giovedì 29 e venerdì 30 ottobre 2026, dalle ore 9:30 alle 13, presso la sala pubblica del Museo Archeologico, i docenti del DiSPaC Fausto Longo, Mauro Menichetti, Chiara Lambert e Alfredo Santoro presenteranno i corsi di laurea triennali e magistrali, e i percorsi post lauream in “Metodi e Metodologia della Ricerca archeologica e storico-artistica”, in “Ricerche e Studi sull’Antichità, il Medioevo e l’Umanesimo” e la “Scuola di Specializzazione interateneo Or.Sa. in Beni Archeologici”. Alle scuole prenotate, inoltre, l’opportunità di orientamento sul campo con una speciale visita guidata agli scavi.
Il DiSPaC ha tra le sue mission principali la promozione della ricerca, la didattica e la Terza Missione orientate alla conoscenza, conservazione, valorizzazione e interpretazione del patrimonio culturale (materiale e immateriale) e storico-letterario/artistico, attraverso lo sviluppo di studi avanzati nei settori archeologico, storico-artistico, filosofico, musicale, dello spettacolo e delle discipline multimediali. A caratterizzare il dipartimento una didattica innovativa, che coniuga solide basi teoriche a competenze pratiche attraverso laboratori, esperienze dirette di scavo archeologico e percorsi di eccellenza per gli studenti.
I CONVEGNI. Nel corso della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, sono in programma, inoltre, tre eventi e focus specialistici curati direttamente dal DiSPaC, sui progetti di ricerca in corso, dalle collaborazioni attive in Calabria sui Bronzi di Riace, ai recenti rinvenimenti di Caselle in Pittari e dell’antica Nuceria.
Il primo incontro dal titolo “Nuceria: Archeologia di una città, futuro di un territorio” è previsto per giovedì 29 ottobre alle ore 13:30 al Museo Archeologico di Paestum. Il convegno accademico e culturale è dedicato alla valorizzazione del patrimonio archeologico dell’antica Nuceria (Nocera Superiore e Nocera Inferiore) e alle prospettive di sviluppo turistico e territoriale. Rilevanti gli approfondimenti sui siti storici locali, come la Domus del Decumano, il Teatro di Pareti e l’area del parco urbano Fresa, oltre ai progetti di promozione che utilizzano la realtà aumentata inserita nei percorsi turistici.
Venerdì 30 ottobre al Museo Archeologico di Paestum, alle ore 13:30, il secondo momento di confronto scientifico, sul tema “Oltre la materia. I Bronzi di Riace e le nuove frontiere del patrimonio digitale”. Un appuntamento culturale e scientifico dedicato all’uso delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale per la tutela, l’analisi e la valorizzazione delle celebri statue. Il progetto si inserisce nel più ampio piano strategico del MaRC per la creazione di un archivio digitale dedicato ai Bronzi di Riace, impiegando l’intelligenza artificiale per la salvaguardia e lo studio scientifico delle opere e le nuove forme di fruizione, per esplorare il confine tra analogico e digitale, trasformando l’esperienza museale. Presenti all’incontro il Rettore Virgilio D’Antonio, l’Assessore al Turismo e alla Transizione Digitale Regione Campania Vincenzo Maraio e il
Direttore Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Fabrizio Sudano. Interverranno i professori Mauro Menichetti, Michele Scafuro e Francesco Colace.
Venerdì pomeriggio, alle ore 15,30, terzo evento dal titolo “Archeologia delle Dee. Nuovi scavi da Caselle in Pittari”. Si tratta di una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni in Campania, che rivoluziona la ricostruzione storica e la geografia dei culti religiosi delle popolazioni italiche in epoca preromana. Gli scavi hanno restituito strutture rituali e iscrizioni che documentano un complesso sacro e culti datati tra la fine del IV secolo e i primi anni del III secolo a.C.

