di don Gerardo Capaldo
……. Salgono a 675 su 7.894 i comuni virtuosi che, secondo la 33^ edizione dell’annuale rapporto di Legambiente, mantengono la produzione del secco indifferenziato sotto i 75 Kg all’anno per abitante. Il Nord guida la classifica con 60,3 per cento, mentre il Sud raggiunge il 32,8 per cento. I migliori capoluoghi “rifiuti free” sono Pordenone, Belluno, Nuoro, Trento e Treviso.
E’ uno dei tanti esempi della spreco delle risorse con i relativi danni che ne derivano per l’ambiente. Prodotti che spesso potrebbero servire a coloro che ne hanno molto bisogno. Una ulteriore conferma del divario che dopo duemila anni persiste tra ricchi e poveri.
Le celebrazioni dell’ottavo centenario di Francesco di Assisi ci ricordano la scelta della povertà evangelica che ha segnato la conversione di innumerevoli credenti che lungo i secoli sono diventati santi. Scelte radicali compiute da persone anche molto ricche, come pure da persone, famiglie e popoli interi per i quali tale scelta è stata imposta dalle tante circostanze.
O forse dalle tante diseguaglianze, ingiustizie, sopraffazioni dell’ ”homo homini lupus”. L’uomo, si dice, quanto più ha più vuole, anche a costo di qualsiasi aggressione o violenza. Come emerge dalle continue atrocità e guerre che insanguinano il pianeta senza alcuna pietà. E’ questo il nostro orribile destino?
Il cuore ha fame e sete di amore, di pace, di gioia infinita. Ha sere di Dio. Il peccato invece stravolge questa origine divina inducendo l’uomo all’idolatria della ricchezza, all’ostentazione della propria superiorità attraverso la violenza e il dominio anche sull’altro sesso. Le comunità cristiane, in questa festa di tutti i Santi, venerano come tali tutte le vittime di questa disumanità: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli…Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati” (Mt 5, 1-12).

