Un quintale di zucche per la mensa dei poveri di via Morelli e Silvati. È il bilancio della sesta edizione della Zucca Solidale, l’iniziativa nata per coniugare creatività, partecipazione e solidarietà, che ha animato la Piazzetta dell’Arte e della Solidarietà con il patrocinio del Comune di Avellino.
Una giornata all’insegna della condivisione, che ha visto la partecipazione di cittadini, famiglie e bambini. A promuovere l’appuntamento l’artista Dorotea Virtuoso, ideatrice del progetto, affiancata dal vicesindaco Anna D’Aliasi, dal presidente della VI Commissione Pasquale Luca Nacca e da don Vitaliano Della Sala.
Sei anni fa l’idea di trasformare la zucca, simbolo della festa di Halloween, in uno strumento di solidarietà. Un’intuizione che nel tempo è diventata un appuntamento atteso e partecipato. «Quest’anno ho prodotto un quintale di zucche, che andranno alla mensa dei poveri, e spero che il numero cresca ogni anno», ha spiegato Dorotea Virtuoso, sottolineando il valore dell’iniziativa: «Sale in zucca, solidarietà in zucca. La cultura è un dono prezioso, prendiamocene cura. Amiamo questa città nel bene e nel male: se si amano le piccole cose, se ne possono fare di grandi».
L’artista ha rivolto un ringraziamento ai commercianti di viale Italia e a quanti hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, auspicando nuove occasioni di partecipazione anche in vista delle festività natalizie. Il raccolto, allestito nella piazza curata da Tina Sprintoso, sarà interamente destinato alla mensa cittadina.
Don Vitaliano della Sala, anima della Mensa dei Poveri, ha invitato a guardare alla ricorrenza senza pregiudizi, valorizzando soprattutto il messaggio che può trasmettere. «L’importante è che queste zucche finiscano alla mensa dei poveri e che una festa laica diventi un gesto di solidarietà per chi ha meno», ha affermato.
Un pensiero che si lega anche alla storia delle comunità irpine e meridionali, abituate a confrontarsi con emergenze e difficoltà. «Noi irpini, noi meridionali, abbiamo sofferto molto e sappiamo cosa significhi vivere un’emergenza economica e sociale. Avellino e l’Irpinia tirano fuori il meglio in questi momenti», ha ricordato, richiamando le esperienze del terremoto, della pandemia e delle calamità naturali.
«Anziché diventare teschi, le zucche diventeranno risotti per i poveri. È un modo bello per vivere Halloween», ha aggiunto, sintetizzando con efficacia il senso della manifestazione.
Nel suo intervento don Vitaliano ha affrontato anche il tema del caro vita e dell’aumento dei costi energetici e dei carburanti, evidenziando le ricadute della crisi internazionale sulle famiglie e sulle categorie produttive. «E’ impensabile che l’establishment americano non avesse previsto cosa sarebbe successo». Una situazione che rende ancora più prezioso il contributo di chi, ogni giorno, sostiene le realtà impegnate nell’assistenza alle persone fragili.
«Come diceva Madre Teresa di Calcutta, l’oceano è fatto di tante gocce. Questa è una delle gocce di solidarietà, insieme a quelle quotidiane che nessuno pubblicizza», ha sottolineato il sacerdote, ricordando la generosità di quanti si recano spontaneamente alla mensa portando anche soltanto una o due buste della spesa.
«È l’aiuto giornaliero degli irpini che ci permette di mandare avanti la mensa e il dormitorio».


