“Lo spirito non s’era scordato” e si è espresso nell’Angelus Novus che vola libero ad inseguire sogni. La piazza del villaggio globale è in fermento, stipata da famiglie e categorie sociali unite dalla forza della protesta, da adolescenti e studenti di ogni età, da emarginati e senza volto toccati dallo spirito della ribellione; sono sul proscenio, attori di un’opera che racconta il distacco da un tempo che ingrigisce nel tramonto sovrastato da un altro lucente che irrompe ad illuminare l’alba del giorno dopo. Tutto si rinnova; il tempo del berlusconismo è agli ultimi sussulti, è ingrigito, avviato a sbiadire e sparire sotto le spinte di questo popolo nuovo, che rimodella la identità nazionale, se non quella europea, finalmente.
E’ la fine della esaltazione neoliberale del mercatismo, è urlo e inno alla Pace, è affermazione di valori e di diritti democratici, è affermazione della dignità della persona, è antirazzismo, è umanesimo. E’ l’antifascismo, il contrario del prodotto di questo Governo che volge al suo definitivo fine vita. Tagli alla Scuola, tagli alla Sanità pubblica, strizzando occhi a quella privata degli Angelucci e del San Raffaele di don Verzé buonanima, tagli alle rivalutazioni delle pensioni hanno avuto scopo di finanziare solo l’industria delle armi. Imperterriti nella narrazione falsa, anche comica, si fa ricorso ad armi di distrazioni di massa attraverso servili parolai mezzibusti che spargono sciocchezze, sapendo di mentire nell’ignorare che i costi della vita sono spaventosamente aumentati, che gli stipendi hanno perso potere di acquisto, e travisano una realtà che racconta che sei milioni di cittadini vivono in povertà assoluta, che altri 10 milioni circa rinunciano alle cure. Hanno tradito il Servizio Sanitario Nazionale nato da Tina Anselmi.
Ignorano o importa loro poco del tradimento fatto a don Milani sulla Scuola, con la imposizione di differenze razziste e di classe, con orientamenti di programmi da Minculpopo, come pure si mostrano incuranti del tradimento fatto al 70% dei cittadini italiani, se non di più, sul sostegno che offrono ai criminali autori di genocidi o sugli sperperi per perpetuare guerre che sono solo in danno per servizi da corrispondere ai cittadini italiani. Si sono distinti in questi quattro anni per aver anteposto i loro bisogni e vizi al bene pubblico, e si vantano pure della loro longevità, quasi fosse un indicatore di efficienza. Resteranno indelebili nelle menti dei più espressioni come “carico residuale” riferito a extracomunitari cui non fu consentito lo sbarco dalle navi ONG e decreti trascurabili come quello “antirave”.
E’ un manifesto di appartenenza a culture di altri tempi, come un grigiore che sfiorisce nel definitivo tramonto. L’alba è sorta, con le piazze affollate da un popolo unito da bisogni e dall’ansia di riproporre diritti sanciti nella nostra Carta Costituzionale. Per quanto biechi e strabici si siano dimostrati i tentativi di sottovalutazione, c’è un popolo che smuove coscienze intorpidite, che ha bloccato temerari tentativi di manomettere la Costituzione. La riforma della Legge elettorale, concepita come il loro utile che perpetua, avrà la stessa sorte delle precedenti. L’indignazione ci spingerà alle urne, alla cacciata dei farisei dal palazzo, all’Italia che sappia imporsi agli occhi del mondo nel perseguire propositi di pace e nell’affrancarsi da protettorati ormai datati, battuti. E dovrà farlo il popolo del referendum, quello che non ha timore a definirsi popolo di sinistra laico e cattolico, ben oltre il perimetro del “campo largo”. Del berlusconismo, l’ultima onta resterà la dedica dell’aeroporto di Malpensa.
Aldo D’Andrea
Unità Popolare

