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Mazza scrive a Priolo: “Cattivi odori STIR Irpiniambiente di Avellino. Necessità di urgente intervento”

Egregio Commissario Dott. Priolo,

Le indirizzo questa lettera per un appello sincero, determinato eppure consapevole dell’autentica disperazione di molti cittadini di Avellino. Le scrivo nella consapevolezza di trovare in Lei una persona concretamente attenta alla risoluzione, nella città che si trova ad amministrare, delle problematiche ambientali e di salute pubblica spesso gravi quanto a lungo trascurate o poste in secondo piano. Posso affermare ciò alla luce del Suo impegno dimostrato nella continuazione della bonifica dell’ex Isochimica così come negli sforzi – ben meno scontati – per evitare l’installazione di un nuovo impianto inquinante ad Avellino a febbraio 2019 e per giungere finalmente ad una prima intesa con i Comuni dell’hinterland in materia di limitazioni delle polveri sottili al tavolo convocato in Prefettura. Le scrivo questa volta con riferimento al ciclo dei rifiuti e in particolare alle attività dell’impianto STIR gestito da Irpiniambiente e situato nel Comune di Avellino. Al riguardo, mi auguro che Lei possa concedermi una premessa più “diretta”. Immagini per un attimo di tornare la sera a casa dalla sua famiglia, dopo il lavoro. Immagini di uscire dall’auto, di camminare verso la porta della sua abitazione e di essere colpito al primo respiro da una puzza insopportabile. Non è un cattivo odore, non vi sono eufemismi. È una vera e propria puzza di spazzatura che la accompagna ad ogni passo e che giunge fin dentro l’abitazione, costringendola anche a chiudere porte e finestre nei giorni più caldi. Immagini ad esempio di non poter invitare amici e parenti a casa per la vergogna, né di poter vendere l’abitazione perché il suo valore è ormai crollato. Per quanto l’impianto di trattamento di rifiuti sia a distanza di diverse centinaia di metri, il ristagno d’aria e le condizioni orografiche della valle chiusa in cui si è scelto di collocare il sito generano una forma di costante “assedio” al benessere della Sua famiglia. Ho fatto ricorso ad una premessa in questa forma inedita per esprimere – mi auguro efficacemente – un punto fondamentale: la problematica dei cattivi odori dello STIR non è circoscritta alle poche decine di metri intorno allo stabilimento. Ci sono centinaia di famiglie che vivono, lavorano, operano nei pressi della stazione ferroviaria, della chiesa e di un intero quartiere cui è chiesto di convivere con una situazione di puzza insopportabile. Può chiedere riscontro a chi ogni giorno lavora, abita o si trova anche solo a passare per le strade vicine al citato quartiere di Avellino, cui vanno aggiunti gli abitanti dei Comuni limitrofi. Ed è fonte di preoccupazione che la problematica – ci è stato segnalato – sia aumentata per intensità e per estensione dell’area coinvolta dopo i recenti interventi di ampliamento del sito, con l’autorizzazione del sito di trasferenza del rifiuto organico. Cosa Le chiedo? Semplicemente di controllare e di esigere il rispetto della legge. Superiamo solo per un attimo le riserve ambientali e di salute pubblica circa l’opportunità di collocare un tale impianto in una posizione non adatta come espresso dalle comunità locali, dalle associazioni e anche all’unanimità dal Consiglio comunale di Avellino1 . Ciò che riportiamo alla Sua attenzione in questa sede è il rispetto della legge ovvero delle diverse condizioni e disposizioni in termini di filtraggio delle emissioni odorose, di contenimento in ambienti pressurizzati e di dispositivi tecnici necessari che sono state definite nei regolamenti tecnici e nelle autorizzazioni concesse alle attività. Lei sa meglio di me che, in quanto autorità sanitaria locale, può intervenire facendo appello agli articoli 216 e 217 del T.U. n. 1265/1934. Si tratta di rispettare una serie di accorgimenti sotto il profilo dell’impatto ambientale, gli stessi già indicati in AIA (depressurizzazione dell’impianto, porte e lucernai a tenuta, conferimento in cassoni a tenuta stagna della frazione organica, ecc.) Se si percepisce la puzza di spazzatura a distanza di centinaia di metri dal sito in questione, è legittimo chiedersi se c’è qualcosa che non funziona? È possibile richiedere una verifica agli organi preposti, ad esempio con una verifica a sorpresa da parte di ARPAC, Comando dei Carabinieri ambientali, NOE? È possibile attendersi che ciò accada ad esempio nei giorni di conferimento della frazione umida dei rifiuti piuttosto che in giorni “asettici” all’olfatto in cui si gestiscono solo cartoni o plastiche? Lei ha l’onere di gestire il Comune nel cui territorio si trova questo impianto. Lei ha la responsabilità di prendersi cura dei cittadini avellinesi e di proteggere la loro salute da miasmi e da altre emissioni nell’aria. È dunque a Lei che mi rivolgo pregandoLa di intervenire perché siano assicurate le condizioni di giustizia, di legalità, di salute garantite dalla nostra cara Costituzione per tutti i cittadini italiani, anche per gli abitanti di Avellino. Aggiungo che la condizione di forte disagio, generata dalla insopportabile qualità dell’aria, è aggravata anche dal sommarsi di altri cattivi odori provenienti da altre attività, in particolare da un’industria conserviera situata proprio in prossimità dello stabilimento STIR, sempre in area ASI del comune di Avellino. Mi auguro sinceramente di avere presto un Suo riscontro in merito a questa mia richiesta. Nel restare disponibile per ogni approfondimento e anche per un incontro in loco per “mostrarle” dal vivo le difficoltà a cui faccio riferimento nella lettera,

Le invio i miei sinceri auguri di buon lavoro e i miei cordiali saluti,

Avellino, venerdì 26 aprile 2019. Dott. Franco Mazza

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