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Molti italiani sognano l’uomo nuovo e forte, che possa mettere ordine nella politica dei partiti. E, nell’immagina – rio collettivo, Salvini incarna questa figura. Se la sua narrazione continuerà ad avere successo presto lo vedremo a Palazzo Chigi da solo…
Se la sua narrazione continuerà ad avere successo – come i sondaggi rilevano- presto lo vedremo a Palazzo Chigi da solo, come lui spera, o con la Meloni e quel che resta dell’armata Berlusconi. Ma davvero Salvini è l’uomo nuovo di cui ha bisogno l’Italia? La domanda non è peregrina e, soprattutto, con Salvini a Capo del governo continueremo ad avere una democrazia liberaldemocratica fondata sui valori della Costituzione e sul ruolo centrale del Parlamento? I suoi comportamenti, le norme fatte approvare con un M5S troppo accondiscendete, l’attacco ai giudici, la poca considerazione che ha del Parlamento e delle Istituzioni democratiche, ingenerano dubbi e perplessità da non sottovalutare perché il personaggio è un neo fascista spregiudicato e cinico e sa usare bene i social con slogan semplici che parlano alla pancia più che al cervello; infonde l’odio sociale, per i diversi, i migranti e indica, di volta in volta, il nemico da combattere. In più fa trasparire di perseguire fini autoritari con norme e comportamenti spesso fuori dalle regole e in contrasto con i valori fondanti della Costituzione. La denigrazione del 25 aprile (festa della conquista delle libertà di tutti) vista come una discriminante tra fascisti e comunisti, la chiusura dei porti e il sequestro di 147 disperati sulla nave Diciotti, il decreto sicurezza, che toglie diritti, e l’attacco ai giudici che lo ridimensionano (Bologna), la illegittima difesa (con le note critiche di Mattarella), il piglio autoritario e lo sdoganamento del fascismo (Casa Pound), fanno dire a suor Eugenia Bonetti (80 anni, che ha scritto le meditazioni di Papa Francesco sulla via Crucis) che “Non ha futuro un Paese che vive di chiusure. E così un Paese che non valorizza chi si spende volontariamente per gli altri”. E don Ciotti di Libera:” Le masse sono abbagliate dall’ego dell’uomo forte”. Gli fa eco Massimo Giannini: “Diffonde la paura come veleno sociale”. I giornalisti più accreditati, gli uomini di cultura più famosi, gli economisti più avveduti (con eccezione dei soliti Belpietro e Giordano) mettono in risalto i limiti del politico e i suoi disegni autoritari che si pongono al di fuori del contesto europeo e si allea con le peggiori destre, e che si muove in uno scenario di isolamento e di chiusura di confini e che non fa mistero di aumentare il deficit pubblico. Quanto al resto, altro che uomo nuovo! Salvini è uno dei più vecchi politici in circolazione. E’ sulla scena da 27 anni ed ha ricoperto numerosi incarichi politici: da consigliere comunale di Milano per decenni, a parlamentare italiano (Camera e ora Senato) ed europeo. E’ segretario nazionale della Lega (che è il più vecchio partito in italiano). In passato è stato di tutto, da frequentatore del Centro sociale del Leoncavallo (cui oggi rivolge strali) a euro scettico. Ha proposto l’uscita dell’Italia dall’euro e addirittura dall’Europa, (che oggi identifica con l’Europa delle patrie); insegue – nei fatti- al separazione delle ricche regioni del Nord da quelle povere del Sud. E’a favore del federalismo fiscale (le tasse devono restare dove sono prodotte, scavando un fosso incolmabile con le regioni più povere). E’ antimeridionalista nei fatti, al contrario delle parole, e non si capisce come tanti meridionali lo votino se non per atavica accondiscendenza verso i governanti, per opportunismo o per poter continuare a fare clientelismo. E’ per la flat tax (tassa uguale per i ricchi e per i poveri) ed è protezionista in economia. Disprezza le leggi, non osservando quelle vigenti. E’ filo Putin, ma anche filo Trump. Sfugge ai giudici facendo guasconate quando riceve un avviso di garanzia, ma, poi, si fa negare l’autorizzazione a procedere. E’ tuttora indagato per vilipendio alle Istituzioni costituzionali (Boldrini- Presidente della Camera -bambola gonfiabile e vilipendio alla Magistratura. Il suo partito ha truffato 49 milioni di euro (sentenza passata in giudicato) che vuol restituire in ottanta anni. Ha rifiutato di stringere la mano a Ciampi – Capo dello Stato in visita a Milano- dicendogli che non lo rappresentava. Dicono che non è fascista ma sta sdoganando il fascismo; che non è razzista ma incita, all’odio razziale (gli episodi di insofferenza e di aggressioni sono notevolmente aumentati). Propone la castrazione chimica per gli stupratori. In più fa il ministro della propaganda più che quello dell’interno ed agisce come se il governo fosse guidato da lui. Non molla il sottosegretario Siri indagato per corruzione; si comporta come come il vero Presidente del Consiglio e come se Conte e Di Maio non esistessero inaugurando la stagione delle comiche finali Questo è il personaggio verso il quale molti italiani, sono frettolosamente e colpevolmente indulgenti (soprattutto al Sud – oggi viene ad Avellino a supportare un candidato Sindaco della Lega) e a cui vogliono affidare le sorti dell’Italia, uno dei paesi fondatori dell’Europa, che ha avuto politici della tempra di De Gasperi, Togliatti, Moro, Berlinguer, Nenni, La Malfa. Al suo cospetto Almirante era un angioletto e un grande statista!

di Nino Lanzetta

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