Giovedì, 24 Settembre 2026
02.57 (Roma)

Ultimi articoli

Il 5 settembre 2010, circa dieci anni fa, il sindaco pescatore di Pollica, Angelo Vassallo, veniva trucidato con diversi colpi d’arma da fuoco da un anonimo quanto maldestro pistolero. L’arma del delitto non è di quelle in uso da killer di professione ed esperti di armi. Di piccolo calibro ma sufficiente per uccidere. Una circostanza che pone una serie di interrogativi a forti tinte gialle. L’assassino è ancora senza nome. Eppure, in tutti questi anni, sembrava che le indagini fossero ad una svolta. Si sono susseguite dichiarazioni in tal senso anche da esponenti della magistratura inquirente. La realtà, invece, è che le indagini continuano in un groviglio di dichiarazioni che illusoriamente ipotizzano la tanto invocata soluzione nel misterioso agguato lungo la strada collinare di Pollica. Attualmente, siamo ancora all’anno zero del 2010. I familiari e l’opinione pubblica hanno il diritto di chiedere che il mistero sulla morte di Angelo Vassallo venga il più presto possibile chiarito con prove certe, univoche. La probabilità della soluzione non può trovare credito. Finora, c’è stato un susseguirsi di annunci sull’esito positivo delle indagini che, poi, hanno conosciuto il passo indietro. Sull’assassinio di Angelo Vassallo si è detto e si è scritto troppo e non sempre a proposito. Dopo nove anni e passa si ripropone l’inquietante interrogativo: chi ha ucciso e perchè Vassallo. Quali i fatti certi? La sera del 5 settembre Angelo Vassallo era alla guida della propria auto. Avrebbe mai aperto lo sportello di guida ad uno sconosciuto? Chi era a conoscenza del percorso dell’auto? Quale la traiettoria dei colpi di arma da fuoco? Perchè l’arma del delitto non è normalmente in uso nei delitti? Per sviare le indagini? Sono dubbi che tuttora pesano come un macigno sulla morte violenta di Angelo Vassallo. Inizialmente si è fatto generico riferimento anche alla ndrangheta presente lungo la costa tirrenica. Pista rivelatasi poi non percorribile. C’è chi sa e non parla, non collabora con la giustizia. Può anche avere dignità di convinzione un siffatto giudizio. Ma dire o affermare che la popolazione di Pollica sia omertosa è qualcosa che non trova conferma nella logica. Se è vero, come è vero, che periodicamente i pollesi sfilano in corteo per chiedere che giustizia sia fatta sull’assassinio di Angelo Vassallo. I familiari sono nel giusto quando chiedono che le ombre che avvolgono l’assassino del loro congiunto vengano diradate con l’identificazione dello spraratore, eventualmente del mandante e chiarito il movente. Nessuno osa pensare che il cold case venga archiviato senza una risposta.

di Enzo Todaro

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Antonio Graziano, ritenuto l’esponente di primo piano dell’omonimo clan quindicese e il killer della strage delle donne di Via Cassese…

Scomparsa di Mimì Manzo: fissata la seconda udienza preliminare con il nuovo capo d’imputazione che contesta l’omicidio dell’ex muratore. Il…

Due casi da codice rosso ad Avellino. Due donne perseguitate e maltrattate dai rispettivi ex compagni. Una delle due è…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Dopo la pausa estiva riprende all’Archivio di Stato di Avellino la rassegna libraria “I giovedì della lettura”, con un appuntamento dedicato alla figura di Gaetano Arfè, storico, giornalista e politico, protagonista della cultura socialista e dell’antifascismo italiano. Il prossimo incontro è in programma giovedì 24 settembre, alle ore 16.30, nella...

Antonio Graziano, ritenuto l’esponente di primo piano dell’omonimo clan quindicese e il killer della strage delle donne di Via Cassese del 26 maggio 2002 resta al 41 bis. I giudici della I Sezione Penale della Corte di Cassazione hanno deciso che il 63enne deve rimanere al carcere duro per altri...

L’associazione Italiana Coltivatori e l’associazione Not Ordinary Innovations ETS con la partnership di ASviS Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, l’associazione EnterprisinGirls e A scuola per Abitare, insieme a Roma, il 25 settembre, per una conversazione a più voci nell’ambito della manifestazione nazionale Rome Future Week. Presso la sede dell’AIC...

L’A.I.D.O. (Associazione Italiana Donazione Organi, tessuti e cellule) promuove, nello spirito di solidarietà sociale, la sensibilizzazione, la corretta informazione e la cultura della donazione di organi, tessuti e cellule; inoltre promuove la conoscenza di stili di vita atti a prevenire l’insorgere di patologie che possano richiedere come terapia il trapianto...

Ultimi articoli

Attualità

L’associazione Italiana Coltivatori e l’associazione Not Ordinary Innovations ETS con la partnership di ASviS Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile,…

“Costi che sono andati dai 1.000 ai 1.500 euro, con tanto di proposta commerciale e con tanto di contratto da…

Nel corso dell’audizione della Commissione Affari Generali del Consiglio regionale della Campania, dedicata alla “Disciplina della candidatura dei Sindaci alle…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy