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J’accuse. Lettera aperta sull’arresto del ragazzo nigeriano

Le immagini dell’arresto del giovane nigeriano, assurte ieri agli onori delle cronache, sono un pugno dritto nello stomaco.
Questo ragazzo è noto a chiunque frequenti o abiti al centro di Avellino. È un ventenne nigeriano affetto da problemi psichici gravi, già noto alle forze dell’ordine, a causa delle frequenti crisi di nervi da cui è colpito.
Da circa un anno, passeggia per le strade principali del capoluogo irpino parlando da solo e gesticolando in maniera molto animata, specialmente di notte.
Talvolta, cerca rifugio nella Chiesa del Rosario. Vaga, da mesi, come un’anima in pena, nell’indifferenza di tutti.
Nei suoi occhi e nella sua voce si avverte la disperazione di un essere umano che reclama aiuto. Il mio non è buonismo, credo possa definirsi umanità. Il mio giudizio prescinde dal colore della sua pelle. Mi è capitato, talvolta, di vederlo in preda alle crisi durante lo “struscio” domenicale ed ho avuto paura. Non nego di essermi allontanata. Nondimeno, però, l’ho visto dormire in Chiesa o prendere l’ostia, quasi timoroso delle persone che gli si avvicinavano. Ho visto nei suoi occhi la paura e la disperazione. È un ragazzo malato. Spesso mi sono chiesta cosa abbia vissuto. Io non so cosa sia accaduto stamattina nella Villa comunale, toccherà ad altri ricostruire la vicenda. Dispiace, però, constatare dalle immagini che all’encomiabile e solerte intervento della Polizia di Stato siano corrisposti i calci ed i colpi (prontamente redarguiti dai poliziotti) inferti da un agente della polizia municipale ad un malato psichiatrico che urlava disperato, già immobilizzato (legittimamente) e reso inerme a terra. Nei colpi di questo vigile e nelle urla dei cittadini che incitavano alle manganellate vi è la deriva della nostra società. Non vi è un barlume di pietà nella loro rabbia indifferente.
Posso comprendere la paura, è umana, non tollero, però, l’odio ed il razzismo.
I servizi sociali dove sono? Il Sindaco, così avvezzo a socializzare con i giovani – facinorosi ed impuniti- dellamovida, ed assiduo frequentatore delle principali arterie del centro, non ha mai incontrato, durante le sue lunghe passeggiate sul Corso, questo figlio di un dio minore? Personalmente, ne dubito. Già il nove giugno scorso questo ragazzo fu fermato e rilasciato dalle forze dell’ordine. Ha bisogno di cure psichiatriche. Ragionevolmente, purtroppo, necessita di un TSO.
Quando qualcuno deciderà di occuparsene? Stiamo aspettando che faccia del male a se stesso oppure ad altri malcapitati?
Sarà, poi, troppo facile, di qui a qualche tempo, quando le sue condizioni psichiche plausibilmente continueranno a peggiorare – acuite dal vagabondaggio- aizzare la caccia contro il “nero”.
“I Giusti – ci ricorda la senatrice a vita Liliana Segre- facevano la scelta, uscivano dalla massa degli indifferenti”.
Dimostriamoci all’altezza dello Stato di diritto, abbandonando la cultura del rancore e dell’indifferenza.
Apparteniamo tutti- bianchi o neri, sani o malati- ad un unico genere, quello umano.
Non dimentichiamolo mai.

 

ANTONIA MARIA ACIERNO

 

Sottoscritto da:

CLAUDIO PETROZZELLI (di cui allego il seguente commento: Mi preme far notare le voci fuori campo che istigano alla violenza. Voci piene di intolleranza nei confronti di una persona che ha dei problemi di natura psichica evidenti (chi frequenta la città lo sa).
Encomiabile il comportamento degli agenti della Polizia di Stato che hanno gestito l’arresto con professionalità, a differenza dei vigili della Polizia Municipale che, anche in questa occasione, si sono dimostrati poco adatti a svolgere un servizio di pubblica sicurezza (fanno parte dello stesso corpo che quel famoso venerdì sera restava in presidio davanti ai locali di Viale Italia voltandosi dall’altro lato mentre il Sindaco Festa faceva lo show).
Uno di loro prima usa un ramo (?), poi, fomentato da quattro istigatori, tira un calcio al ragazzo che già era immobilizzato a terra.
La differenza tra chi svolge bene il proprio mestiere e chi invece lo svolge come hobby (magari scelto da chissà chi) sta proprio nella frase rivolta dal poliziotto al collega della municipale: “Ho detto basta”.
Vorrei che ci si soffermasse su questo, senza dover fare il tifo su chi già scrive “Acab” e chi va contro il ragazzo di colore)
.

MARIA LIBERA (MARA) LO RUSSO;

STEFANO CARLUCCIO;

CARMELA CARRATURO;

MARGHERITA DI BENEDETTO;

MADDALENA POERIO;

CARLO ACIERNO;

STEFANO GIOVANNI ACIERNO;

AMELIA ALDERISI;

GIUSEPPE PESCATORE;

ADELE GIORDANO;

GRAZIA FORMISANO;

AMATO SERRA;

STEFANIA DI BELLO;

PATRIZIA FALCO;

AQUILINA IANNONE;

LUCIA BARDESIATO;

FILOMENA SARNELLI;

ARIANNA AUSANIA;

GILDA COPPOLA;

ANGELA BOCCHINI;

IVANA SORRENTINO.

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