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“Da Montanile atteggiamento incomprensibile, solo trasformismo ed opportunismo”

«Pur sforzandoci, ci appare davvero incomprensibile la traiettoria del pensiero espresso ieri da Carmine Montanile. Non siamo noi a dirlo, è la sua storia politica a rivelarlo. Montanile, da Alleanza Nazionale, è stato un fiero oppositore del Sindaco Galasso per poi paradossalmente candidarsi proprio al suo fianco, in una lista civica ispirata da colui che aveva aspramente e ripetutamente criticato.

E via via sempre così: prima contro Foti e poi con Foti. Prima contro Festa e poi con Festa. Tutto sommato coerente, nella sua incoerenza…

Apprendiamo dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’amico Montanile che da ieri nell’ordinamento istituzionale italiano esiste quindi una nuova figura: il consigliere comunale di maggioranza e di opposizione, allo stesso tempo.

Da buon medico quale è, Montanile sa bene che tutto ciò non ha niente a che fare con la politica…

Noi aggiungiamo che tutto ciò non solo non ha niente a che fare con la politica, ma che si corre il rischio di sfociare maldestramente nell’avanspettacolo.

E si alimentano sospetti di mero opportunismo.

Insomma, nulla di serio nella posizione che ha provato goffamente ad esprimere.

E’ inaccettabile, però, che un campione del trasformismo di questo peso venga a farci la lezione politica e pure la morale. Certo, potevamo aspettarcelo. Ma la forza e la determinazione con cui l’anno scorso disse di volersi affrancare da certa politica ci ha evidentemente tratto in inganno. Ci eravamo illusi che non sarebbe caduto nuovamente in tentazione. I fatti ci hanno dato torto.

La sua è una versione riveduta e corretta della sindrome di Stoccolma e proprio come un ostaggio si è presentato in conferenza stampa con coloro da cui era scappato, dai suoi oppressori.

Se avessimo registrato le opinioni che Montanile ha espresso ai tempi della campagna elettorale dello scorso anno sugli autorevoli esponenti della maggioranza che oggi guidano la città, a partire dal Sindaco, ci sarebbero stati spunti sufficienti per decine e decine di inchieste giudiziarie. Ma la memoria è spesso corta negli uomini dalla coerenza a scadenza.

E’ evidente che Montanile all’Opposizione si annoia.

Egli appartiene alla folta schiera di chi pratica assiduamente il salto sul carro del vincitore. Gli piace stare al fianco del manovratore, nella stanza dei bottoni.

Niente di nuovo sotto il sole. La politica spesso è palcoscenico di miserie. E questa è una di quelle.

Dal primo giorno della sua elezione, si è mosso nella più totale autonomia, senza mai socializzare alcuna posizione e sinceramente senza mai prodursi in iniziative degne di nota, per arrivare proprio a questo risultato, tramando nelle tenebre e scappando da ogni confronto a viso aperto, finendo finanche per strumentalizzare una questione drammaticamente seria come è stata, nei mesi scorsi, l’emergenza Covid-19.

Chi lucra addirittura sulla salute e sulle paure dei cittadini per ricostruirsi una verginità politica, non può essere interlocutore.

Per quanto ci riguarda non siamo particolarmente meravigliati dell’accaduto, ma vorremmo davvero capire quale geometria assurda pensa Montanile di tenere in piedi sentendosi in maggioranza ma sedendo ancora all’opposizione e come ritenga di ricostruire il Pd andandosi a ricacciare in quell’indistinto che è l’attuale maggioranza, dimenticando che in consiglio comunale l’unico Partito Democratico che esiste è fieramente all’opposizione di quel guazzabuglio che regge la città.

Altro non c’è. Ed altri farebbero bene a smetterla con tanta, inaccettabile, ambiguità, a partire dall’unico parlamentare eletto in un collegio irpino, onorevole De Caro, che in queste ore gongola perché, nelle svendite di fine stagione, acquista un consigliere, di fatto sottraendolo al campo in cui si muove il Pd in consiglio comunale, quello dell’opposizione. Perché, è bene ricordarlo ai finti smemorati, il simbolo del Pd in aula è collocato all’opposizione e non certo con il sindaco Festa.

Avremmo apprezzato chiarezza e linearità, una dichiarazione limpida di adesione alla maggioranza, l’ennesimo cambio di casacca di chi è rimasto folgorato sulla festosa via del Sindaco Festa.

Sappiamo bene però che, per un uomo dalle traiettorie incomprensibili, chiarezza ed onestà intellettuale sono virtù sconosciute».

 

I capigruppo:

Luca Cipriano – Mai più                                        Nicola Giordano – Laboratorio Avellino

Ettore Iacovacci – Partito Democratico      Francesco Iandolo – APP Avellino Prende Parte

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