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Maresca agli studenti del Convitto: non è più tempo di restare inerti

I ragazzi del Convitto Nazionale ” Pietro Colletta”  si  sono lasciati sedurre dal ” profumo della legalita’ dimostrandosi protagonisti sensibili agli esempi di quanti quotidianamente si confrontano e lottano con la criminalita’ organizzata. Il magistrato Catello Maresca, la giornalista Rosaria Capacchione  e Don Aniello Manganiello, parroco storico di Scampia sono i tre paladini della lotta alla criminalita, che il dottor Filomeno Caruso, referente di ” Ultimi- Associazione di legalita accoglie e presenta come ” fratelli” uniti da un comune spirito di servizio all’ umanita’.” L’  insegnamento  della legalità  e’ proposta importante  – chiarisce la Dirigente Prof.ssa Maria Teresa Brigliadoro, presente al Polo Giovani con i vicari Linda Ciampi e Cesare  Aldorasi  – alla base della cittadinanza  attiva che promuoviamo nelle nostre attivita’. La scuola deve essere in sinergia con le altre istituzioni.Ogni  norma deve essere  una bussola che ci orienta in un percorso  di responsabilita in cui occorre il coraggio della verita. Il microcosmo della scuola diventi macrocosmo.”  L’ inziativa,  riconosciuta in un video messaggio del  Dott.Ettore Acerra, Direttore dell’Ufficio scolastico Regionale come ” buona pratica”  da vivere a scuola giorno per giorno, vede i ragazzi solerti promotori attivi come chiarisce il rappresentante di istituto  Alfonso Capo: ” Ci sentiamo consapevoli di un cammino non facile in cui abbiamo bisogno di testimonianza.Siamo al primo scalino, quello più  alto  e difficile ma che ci consentirà  di avanzare nella scala della vita.” Gli fa eco Antonio  Dello Iaco il quale chiarisce  ” Nei nostri percorsi di studio abbiamo appresi di tante storie di criminalità , conoscendone testimoni e vittime per cui siamo particolarmente grati a chi ha il coraggio di andare alla ricerca  delle ” radici del male”, richiamate proprio  nell’ultimo libro di Catello Maresca, che Dello Iaco ha letto e sul quale chiede un autografo del magistrato che esordisce dicendo:” La mia formazione classica mi induce a valorizzare il  “rispetto”, parola dai mille contenuti, che dobbiamo imparare a metabolizzare..Anche se sembra un ossimoro e’ con il rispetto delle regole che  siamo liberi.” Maresca riesce subito a catturare l’ attenzione della giovane platea con una riuscita metafora calcistica.  ” Senza le regole del gioco – incalza Maresca-  non si scenderebbe in campo, non si giocherebbero partite.” Maresca sa di avere giocato partite importanti con esponenti della malavita importanti, che non ha avuto timore di affrontare a tu per tu nei loro bunker.” Chi e’ passivo – ammonisce il magistrato –  non può  essere un cittadino.Non possiamo assistere inerti a chi trasforma  boschi in  luoghi  di morte, tra assassini e commerci di droga. E’ inquietante che non si denuncino i fari abbaglianti dei camion che smaltiscono rifiuti illeciti.”Maresca tuttavia non si assolve: ” Anche noi  come generazione abbiamo sbagliato perche’ abbiamo lasciato incancrenire il male.Ora tocca a voi giovani  capire cosa volete e potete fare e state attenti alla faccia pulita del male  perche, avvertivano i Latini” pecunia  non olet.” Maresca fa riferimento ai tentacoli della malavita, che non operano solo nelle  ragioni  meridionali perche’ per esportare il male, come gli  suggerisce in sala  la  Capacchione, non servono passaporti!Il racconto di Maresca si fa avvincente:  ” Lo Stato vince  quando l’ impegno e’ convinto e comune, come dopo la strage degli extracomunitari  di Castel Volturno che porto’ nel  dicembre 2011 alla  fine di una storia criminale che segna pero’ anche l’ inizio della mia vita sotto scorta, una vita non facile ma  che non considero eroica perche’ faccio semplicemente il mio dovere.” Gli fa eco la  Capacchione che precisa: ” Non voglio apparire ma scrivere, perche’ considero questo il mio primo dovere, connaturale alla mia formazione.
Tante volte, pur presenti in aule pubbliche di tribunali, i  miei colleghi  non hanno riportato dato e notizie che io non ho mai nascosto “.La giornalista ripercorre cosi’ la sua carriera mettendo a confronto i ricordi delle sue esperienze giovanili con le abilita’ dei ragazzi  di oggi, che hanno sicuramente un accesso più  veloce alle informazioni.” Nel 2022 dobbiamo esser consapevoli che le parole di un libro che  si posa su uno  scaffale corrono il rischio di essere dimenticate mentre  le notizie in  rete  girano.” Il pensiero della giornalista va a quel suo  primo articolo sulla Terra dei fuochi, che per tante volte ha percorso da sola, senza ne’ cortei ne’ testimoni.” Ho buttato decine di paia di scarpe nel fango e nell’ inventario di aziende non ho mai trovato indicazione sugli scarti.Ricordo la storia di un ragazzo rumeno che per dieci euro  aveva scaricato un’ Ape in  campagna ma il problema per me non e’ nella piccola manovalanza ma  dei grandi imprenditori e falsari.” Ridiamo dignita’ al lavoro di tutti – conclude con passione la Capacchione ed ai ragazzi presenti in sala ricorda: ” Lavorate con metodo senza paura di restare soli a fare  il vostro dovere.” A chiudere la mattinata di interventi , curata dalle Proff. Cinzia Favorito, Ursula Guerriero, Annariita Alois, con la collaborazione di Angela  Nardiello, e’  stato Don  Aniello Manganiello che il dott. Filomeno Caruso presenta come  ottavo figlio di una madre vedova, uomo che ha cambiato la storia di Scampia da cui e’ stato allontanato per poi tornarvi e su cui ha le idee chiare: ” Cambiamo il  mondo – chiarisce Manganiello- solo  se partecipiamo.Tornato dopo anni a  Scampia non vi ho più  ritrovato familiarità ed ho constatato come la realizzazione di serie come  Gomorra sia  stata una iattura. La paranza dei  bambini e’ celebrazione delle  baby gang. Non risolviamo i problemi solo abbattendo le Vele, perche’ l’impegno delle istituzioni  e’ ferno.Ormai Napoli e’ segnata dal familismo amorale in cui ci si preoccupa solo di se stessi. La lunga mattinata di riflessione, vivacizzata dagli interventi dei ragazzi vede la convinta partecipazione anche delle istituzioni, come dimostra l’ attenzione srl  Comandante Provinciale dei Carabinieri di Avellino Luigi Bramati che invita i ragazzi  a scegliere sempre percorsi di legalita’.
Pellegrino Caruso

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