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L’Ufita non è sola: tutti uniti nel chiedere chiarezza al Governo

Valle Ufita. Pochi chilometri di speranza. Per una giornata di festa.  E di protesta. Come tante volte è accaduto per difendere questa valle. Per cambiare il suo destino, il futuro che non arriva mai, da queste parti, hanno la testa  dura e tirano dritto.

Come il corteo di sindacati, operai, sindaci della valle che doveva partire dall’hotel Incontro, di Ariano Irpino,  per arrivare attraverso la La Manna- Tre Torri, dalla Strada Statale 90 alla Stazione Hirpinia. Una comunità che non molla, anche se nessuno l’ ascolta. Il primo maggio, oggi, festa del Lavoro. Quello che non c’è. Che i  giovani, quei pochi che sono rimasti, si sono stancati di aspettare. E per questo finiscono le scuole e se ne vanno. E, per questi, che bisogna cambiare le cose. L’Irpinia, la valle dell’Ufita, sono una perenne questione aperta di” vertenze”. Di tutti i tipi.

Allora stamattina neanche il tempo è stato clemente. Infatti la marcia è stata deviata. Nuovo punto di arrivo è il Palazzetto dello Sport di Cardito.   Bandiere della triplice, Cgil, Cisl e Uil. Anche gli operai della Industria Italiana Autobus.Tutti in valle Ufita,  Irpinia, mentre si celebra, questa giornata,  al Sud anche a Napoli e Potenza. Una terra di scippi, la provincia di Avellino: quello, probabile, del polo logistico che appoggia la stazione Hirpinia dell’alta Capacità Napoli-Bari, è solo l’ultimo. E il” corteo pacifico” di stamattina, seguito all’assemblea pubblica di Grottaminarda,  lo sottolinea. Due chilometri.

I segretari provinciali di Cgil,  Cisl e Uil, Franco Fiordellisi,  Federico Vecchione e Luigi Simeone, insieme agli operai, con i primi cittadini della valle, le associazioni: insomma c’erano tutti. Percorso breve ma intenso. I sindaci del comprensorio, con Enrico Franza,  primo cittadino del Tricolle in testa, rispondono alle domande dei giornalisti. Davanti all’hotel, mentre si decideva il cambio di marcia, cominciavano ad arrivare primi cittadini,  c’era anche l’onorevole Piero De Luca, del Pd, e la deputazione regionale e provinciale irpini. Il presidente della Provincia di Avellino,  Rizieri Buonopane.

L’ente di piazza Libertà ha fatto parte, recentemente, “soltanto di un paio di tavoli tecnici- dice Buonopane-“. Incontri in cui si cercava di trovare” più che altro soluzioni tecniche”. La Provincia “non immaginava che ci potessero essere problemi rispetto al finanziamento dell’opera”.

Adesso Rizieri Buonopane conta di “fare massa critica, un corpo unico, per sbloccare questa situazione”. Mentre ci si incamminava verso Cardito, con le forze dell’ordine che deviavano il traffico delle automobili, Piero De Luca, parlava con i giornalisti. Quello di oggi è un Primo maggio in cui si ricorda anche il 75esimo anniversario della Liberazione. E che rilancia la questione del lavoro.”

Siamo adesso qui, tutti insieme, istituzioni e sindacati, a difendere la necessità di realizzare, e non tornare indietro, un’opera che rappresenta una infrastruttura strategica per questo territorio e l’intero Mezzogiorno”.

Il terminal di valle Ufita, però,  desta ancora qualche perplessità da parte del governo.” Ci sono delle preoccupazioni rispetto alla volontà del governo di mantenere,  la piattaforma logistica, all’interno delle opere del Pnrr”. E si dice pronto “a fare una grande mobilitazione qualora l’esecutivo dovesse tornare indietro- chiarisce De Luca- su quella che per noi è una infrastruttura decisiva che va realizzata”. In modo di “consentire  3 o 4 mila posti di lavoro, diretti e indiretti, nei prossimi anni. E dare, quindi, una speranza di futuro ai nostri giovani”.

La manifestazione di questa mattina è,  perciò,  una cosa giusta, peraltro cinque un giorno simbolico come la festa del Lavoro, che bisogna difendere, tutelare ma anche creare. Con forza, soprattutto nel Mezzogiorno “. Alla testa del corteo, che con molta fatica si avvia verso il Palazzetto dello Sport, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Franco Fiordellisi, Fernando Vecchione e Luigi Simeone. Dice Fiordellisi:” C’è lo ha insegnato Carlo Levi:” Cristo si è fermato a Eboli”.

Ma non deve scoraggiare il fatto che siamo sempre davanti all’ultima occasione.” Sono ottanta anni- infatti, dice il segretario Cgil- che perdiamo occasioni, anche perché una parte della politica è delle istituzioni, che non hanno dato risposte degne a tutto il territorio, hanno pensato spesso e solo ai propri interessi di sopravvivenza politica”. Un atto di accusa forte, quello di Fiordellisi. :” Ecco perché riteniamo che, oggi, sia un altro punto importante sopratutto, non solo per i servizi materiali (sanità,  scuola) o sociali, mantenere nel Pnrrle strutture materiali come, appunto, la piattaforma logistica che è complementare alla stazione Hirpinia. Ecco perché siamo qui. È un’altra occasione da sfruttare, come le risorse del piano nazionale di ripresa e resilienza rivolte alle aree sottosviluppate”. Certamente,  per i sindacati, la stazione senza il polo logistico ” è poca roba- continua Fiordellisi-. Perché abbiamo la necessità di creare, praticamente,  le condizioni, rispetto all’orografia del territorio che ha delle difficoltà infrastrutturali e viarie, per avere un’area epicentrica,  su cui le persone, ma soprattutto le merci, le materie prime, possano entrare nei mercati internazionali riducendo i costi per le imprese”.

Maurizio Petracca,  consigliere regionale dem, sottolinea come da queste parti” sia necessario creare lavoroed infrastrutture. Oggi lo vogliamo ribadire. Ma dobbiamo dire, con grande sincerità,  che a Roma non si è fatto nulla. Il governo dovrà aggiungere soldi al finanziamento per la Piattaforma logistica. Ma non ritengo che sia il costo dell’opera la cosa più difficile da superare.  È, infatti, un problema di volontà politica. E poi Rete Ferroviaria Italiana deve essere chiara. Altrimenti la progettazione di questa infrastruttura sia affidata a qualcun altro”. I lavori dovrebbero iniziare per la fine di quest’anno e terminare entro il 2026. La manifestazione di questa mattina, per il sindaco di Ariano Irpino,  Enrico Franza, ” è indicativa della forza e della nostra compattezza. Perché stiamo lottando per una causa comune”. Anche per il primo cittadino del Tricolle, ” la questione del polo logistico di valle Ufita è un tema piuttosto politico. Bisogna insistere, con il governo, sul finanziamento di questa necessaria infrastruttura per il futuro e lo sviluppo delle nostre aree. E chiedere che, se Rfi, è inadempiente,  si trovi immediatamente un altro soggetto attuatore. Se Rfi latita- sottolinea Franza- non si perda ulteriormente tempo. Se c’è la volontà politica i tempi possono essere ampiamente rispettati”. Luigi Simeone,  segretario provinciale Uil Irpinia-Sannio, nel suo intervento al Palazzetto dello Sport parla del momento che sta vivendo il Sud, questa provincia.” Un presidente del Consiglio che va in giro a raccontare frottole. Con l’autonomia differenziata che è una legge voluta dalla Lega. E non ha capito che, qui, non abbiamo un problema di immigrazione. Ma di emigrazione. I nostri giovani vanno via- aggiunge Simeone- perché qui non c’è nulla. E nulla ci vogliono mettere. Questo è l’appello che facciamo”. Il segretario Uil si spinge oltre e invita” anche le altre parti a prendere, se è il caso, a modello quello che insieme abbiamo costruito da queste parti”. Un tavolo di concertazione, da cui è scaturito il documento di oggi.” Insieme a sindaci, industriali, consorzi di sviluppo. Un modello- dice Simeone- su cui si ritrova la gente di oggi”. Quindi, oltre Fernando Vecchione,  segretario provinciale della Cisl Irpinia Sannio, che ha evidenziato l’unità che in questa occasione accomuna i sindacati, sono intervenuti altri esponenti sindacali di categoria. In sala l’onorevole Michele Gubitosa ed il consigliere regionale Vincenzo Ciampi, entrambi del Movimento 5 Stelle. E tutti i sindaci della valle oltreché una delegazione della Fiom con gli operai di Industria Italiana Autobus.

Giancarlo Vitale

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