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A Grottaminarda assemblea Fiom sulla Menarini di valle Ufita: “Le nostre proposte per il futuro di questa azienda”

Il futuro quando arriva non bisogna fermarlo. Anzi bisogna lavorare perché, al più presto, possa migliorare le condizioni di vita di tutti. “Quello di oggi – dice Giuseppe Morsa, segretario generale della Fiom di Avellino -è un momento importante di confronto e proposta sul futuro del trasporto pubblico locale e sul ruolo strategico della Menarini di valle Ufita”. Il sindacato ha, infatti, organizzato un incontro, nella sala”Thomas Menino” di Grottaminarda, a palazzo Portoghesi, proprio per accendere i riflettori su “lavoro, industria e mobilità sostenibile – continua Morsa – che sono i temi centrali per questo territorio e per l’intero Paese”. E per dare una spinta decisiva allo sviluppo di questo settore. “Insieme per muoversi meglio e collettivamente. Analisi della crisi della Menarini e prospettive per il rilancio”: questo il tema della discussione, alla quale sono intervenuti molti addetti ai lavori. A cominciare dalla delegata Silvia Curcio, che tutti ricordano come “la pasionaria” durante i giorni della crisi degli anni scorsi dello stabilimento flumerese quando era ancora IIA, delegata Fiom, Davide Bubbico, del dipartimento studi politici e sociali dell’Unisa, Alessandro Carrara, Fiom Bologna, Italia D’Acierno, segretaria generale Cgil Avellino; quindi Luigi Famiglietti, ex deputato, il sindaco di Flumeri, Angelo Lanza e l’assessora del Comune di Grottaminarda, Marilisa Grillo, Ciro D’Alessandro e Antonio Di Gisi, rispettivamente coordinatore nazionale automotive Fiom Cgil e presidente Legambiente di Avellino. A moderare l’incontro il giornalista Michele De Leo. Non solo quello di valle Ufita ma anche lo stabilimento gemello di Bologna, perché “difendere e rilanciare il Tpl significa investire su qualità dei servizi, occupazione stabile e sviluppo industriale”. E proprio la sfida della Menarini, una vertenza che non finisce mai, che per un momento sembrava essere in qualche modo risolta con l’arrivo dei “Civitillo boys” riguarda tutti: lavoratori, istituzioni e, non ultime, le comunità. Bisogna costruire “soluzioni concrete – sottolineano i vertici Fiom -, tutti insieme, per il futuro”. Durante l’incontro, per quanto riguarda il sindacato, è stato presentato un breve report sulla situazione dello stabilimento di valle Ufita è sulla produzione di autobus in Italia corredate appunto dalle proposte della Fiom Cgil. “Difendere e rilanciare – ribadisce il segretario della Fiom di Avellino – significa investire su qualità, servizi, occupazione stabile e sviluppo industriale”. Silvia Curcio non si meraviglia del fatto di essere “ancora qui, dopo quindici anni, e ci ritroviamo ancora. Tutto è srato già raccontato, siamo alle solite”. Stamattina i suoi colleghi arrivati dallo stabilimento di Bologna sono stati a visitare quello di valle Ufita. “Sono rimasti esterrefatti per le dimensioni della fabbrica e per le capacità che può avere una realtà di questo tipo – dice Silvia, che tra qualche mese andrà in pensione -“. Ma che rimane sempre una “pasionaria”. “Dobbiamo fare in modo che, qui, rimanga la produzione di autobus, che è la priorità che ci siamo prefissati dal primo giorno di questa vertenza infinita. Anche per chi viene dooo, perché quelli di allora rimasti siamo ormai minoranza rispetto alle nuove generazioni. Abbiamo permesso ad altri giovani di rientrare in fabbrica e costruirsi un futuro qui”. Si gira verso il pubblico e con tenerezza ricorda che “sono nati tanti bambini in questi anni, significa che dobbiamo dare un futuro a questi ragazzi che vogliono rimanere sul territorio. Altrimenti parliamo di spopolamento e poi c’è poca attenzione quando si riaprono queste ferite”. Davide Bubbico, si sofferma soprattutto sul fatto che ” probabilmente la produzione di autobus è stata considerata, in anni recenti, meno importante rispetto ad altri settori, come ad esempio l’aereonautica”. Si riferisce a quando, prima di oggi, c’era Leonardo e l’azienda era “pubblica ma con tutte le mancanze e debolezze già citate. Questa fase è stata superata con Seri Industrial, un nuovo capitolo con nuove criticità”. Quindi l’attenzione si sposta sul Pnrr, le cui risorse “sono andate a beneficio di realtà industriali estere”. Dei dieci più grandi produttori, il mercato lo ha coperto l’Iveco per il cinquanta per cento, con gli autobus che fa costruire fuori Italia. Poi ci sono le aziende europee, come Mercedes, e quindi la Menarini. Un dato Anfia, dice che lo scorso anno sono stati prodotti tremila mezzi, dei quali solo il dieci per cento a Flumeri e Bologna. “Il grosso è appannaggio di Iveco – dice Bubbico”. Alessandro Carrara, della Fiom di Bologna, aggiunge che i valori del sindacato debbono unire il Paese “da Aosta a Lampedusa, perché le offerte e il diritto al lavoro dignitoso siano uguali per tutti”. A Bologna, il prossimo otto aprile, incontreranno la regione Emilia- Romagna, in cui “chiederemo conto – fa sapere il sindacalista – all’azienda delle mancanze del piano industriale presentato, che è costato sacrifici e sofferenze anche ai lavoratori di Bologna”. Che, anche loro, vivono una situazione di incertezza: gli spazi produttivi aziendali ridotti, rispetto al passato, il momentaneo spostamento di alcuni reparti proprio nello stabilimento di valle Ufita, è non si sa fino a quando, le assunzioni. “Sarà importante perché se ricerca e sviluppo stanno lavorando significa che lo fanno per il futuro e per garantirlo. “Se vediamo la crisi energetica, il rialzo dei prezzi causati da una guerra che non è la nostra, comporta che il modello basato sulla mobilità privata è in affanno. E non ci si basa più su una idea di crescita del Paese, almeno negli ultimi venti anni”. Luigi Famiglietti, già deputato dem, sostiene che “la vertenza dovrà essere affrontata ancora in Parlamento come nella 17esima legislatura”. Quando,cioè, fu sottoscritta una risoluzione tra parlamentari irpini ed emiliani, promossa per la costituzione del polo IIA, oggi Menarini. “Bisogna rilanciare Flumeri – ribadisce Famiglietti – e favorire anche lo sviluppo dell’indotto di quell’area Asi”. E poi ricorda il Masterplan di valle Ufita:”Anche in quella sede va affrontato il tema del rilancio industriale dell’area connesso con la piattaforma logistica. Serve la massima coesione sociale tra imprese, sindacati ed amministrazioni locali. Un modello può essere il protocollo siglato in Confindustria, nel 2021, per ottenere la piattaforma logistica. Quindi va replicato per tutte le questioni importanti legate allo sviluppo della nostra Provincia”

 

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Giancarlo Vitale

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