E’ un invito a fermarsi e fare memoria quello che lancia il vescovo di Avellino Arturo Aiello nel corso della celebrazione della lavanda dei piedi nella cattedrale di Avellino. Sono dieci i detenuti della Casa Circondariale di Bellizzi a indossare i panni degli apostoli, a loro il vescovo ricorda che si può sempre cambiare e dare un senso nuovo alla propria vita “Ce lo ricorda Gesù – spiega – durante l’ultima cena, nel lavare i piedi agli apostoli, nello spezzare il pane e nel bere il vino, corpo e sangue di Cristo, chiedendo a noi di rinnovare quel gesto. Qualsiasi sia il crimine commesso, ci ripete che c’è speranza di ricominciare e che anche il gesto della lavanda dei piedi in questo catino d’argento serve a restituirvi dignità”. Parole che richiamano quelle pronunciate in occasione del precetto pasquale tenuto nei giorni scorsi nella Casa Circondariale di Bellizzi, a conferma della grande attenzione rivolta dalla guida della diocesi di Avellino al mondo delle carceri. Aiello ricorda come questa celebrazione si carichi di un valore più forte per due dei detenuti che riceveranno per la prima volta l’ostia consacrata e spiega come “se oggi ci sono tante guerre è perchè il mondo sta diventando sempre più smemorato, è proprio la storia ad essere maestra di vita, ad aiutarci a non ricadere negli stessi errori. La memoria è archivio di vita e di futuro, è il fondamento dell’eucarestia, quella che viviamo questa sera è la memoria di quello stesso gesto compiuto duemila anni fa, che può orientare tutti i nostri giorni e trasformare le nostre vite”. E ribadisce come “E’ fondamentale fare memoria di eventi e persone, poichè è proprio nel cuore che trova la sua dimora la memoria”. Quindi è il vescovo a lavare i piedi ai detenuti, ricordando come quel rito si carichi di un valore forte, richiamando il gesto di Gesù ma anche il gesto delle nostre madri, quando eravamo bambini.



