La svolta societaria dell’azienda idrica partenopea accende lo scontro istituzionale tra Napoli e i territori sorgentivi dell’Irpinia. Con una delibera della Giunta guidata dal Sindaco Gaetano Manfredi approvata lo scorso 24 luglio 2026, l’azienda speciale ABC Napoli cambia veste giuridica trasformandosi in “Acqua Bene Comune Napoli S.p.A. Società Benefit”: una società per azioni interamente in mano pubblica, con affidamento in house fino al 2080, un capitale sociale di circa 53 milioni di euro e riserve per altri 200 milioni.
Un passaggio storico che ha provocato l’immediata e fermissima reazione dell’Amministrazione Comunale di Santo Stefano del Sole. Il borgo irpino, i cui bacini idrici insieme ad altri paesi della Valle del Sabato rappresentano da decenni l’ossatura portante dell’approvvigionamento idropotabile dell’area metropolitana di Napoli, dichiara senza mezzi termini la propria posizione: nessun nuovo assetto potra essere definitivamente ratificato senza prima aver garantito un’equa compensazione ai territori d’origine.
“Benefit non sia una scatola vuota”
Al centro del contendere c’è il concetto stesso di “Società Benefit” assunto dalla nuova S.p.A. Per il Comune irpino, il perseguimento di scopi di beneficio comune non può e non deve rimanere uno slogan o un’operazione di maquillage d’immagine.
«La vera sostenibilità etica, sociale ed ecologica comincia dal rispetto economico ed ambientale verso i territori da cui la risorsa risorge», fa sapere l’Amministrazione Comunale. «Essere una Società Benefit impone di farsi carico in concreto dell’impatto e dei costi storici generati sulle comunità locali che custodiscono le sorgenti».
Le richieste: Royalty, difesa del suolo e ristori
L’Amministrazione di Santo Stefano del Sole punta i piedi e chiede la sottoscrizione urgente di un Accordo Quadro vincolante, articolato su tre punti non negoziabili:
L’attribuzione di royalty e canoni sulle derivazioni d’acqua a beneficio diretto della comunità locale.
Lo stanziamento di risorse vincolate alla tutela del rischio idrogeologico e alla manutenzione straordinaria delle reti.
Il giusto ristoro economico per i rigidi vincoli ambientali, idrogeologici e urbanistici che per decenni hanno congelato lo sviluppo infrastrutturale ed economico del territorio per tutelare la qualità dell’acqua destinata al capoluogo campano.
Chiesto un Tavolo urgente
L’Amministrazione irpina invita le istituzioni coinvolte a bloccare la ratifica finale dello Statuto e dei provvedimenti in itinere nei rispettivi Consigli Comunali in assenza di un confronto.
A questo scopo, il Comune di Santo Stefano del Sole ha inviato formale richiesta per la convocazione subitanea ed urgente di un Tavolo Politico e Istituzionale che veda attorno allo stesso tavolo il Comune di Napoli (Socio Unico di ABC), la Presidenza della Regione Campania, l’Ente Idrico Campano (EIC), i vertici aziendali di ABC S.p.A. e la rappresentanza dei Comuni Sorgentivi.
I nodi sono sul tavolo: prima di brindare al nuovo corso milionario di ABC S.p.A., è giusto tutelare chi l’acqua, da sempre, la custodisce.



