Sabato, 11 Luglio 2026
01.48 (Roma)

Ultimi articoli

Adalbert Stifter in libreria con il “Vecchio scapolo”

Per il diciottenne Victor, cresciuto in un villaggio della Boemia circondato dall’affetto della madre e della sorella adottive, è ora di partire per la città e prestare servizio presso l’amministrazione dello Stato; il ragazzo deve lasciare il rassicurante guscio familiare e aprirsi all’ignoto, con un’unica certezza: non si sposerà mai.

Accompagnato dal suo fedele volpino, senza che all’inizio se ne accorga, Victor percorre sentieri montani immergendosi in una natura che lo accoglie in tutto il suo fulgore: gli vanno incontro abeti, alberi da frutto, distese di grano; lo ristorano le acque di un fiume, di laghi e ruscelli; lo frastornano gli uccelli che volano in ogni direzione; lo incantano i cambiamenti dei colori del cielo – azzurro, giallo dorato, argento opaco. Così, quando nel tragitto spunta qualche figura umana – viandanti, carrettieri, mercanti di bestiame –, Victor sembra venire colto di sorpresa.

Il cammino del ragazzo prevede una sosta obbligata: la visita al fratello del suo compianto padre.

Raggiunta rocambolescamente l’isola dove si è ritirato l’anziano e finora sconosciuto parente, Victor attraversa prati e giardini, incrocia nani di pietra e fontane, sale imponenti gradinate trovandosi infine di fronte a un alto e lugubre cancello di ferro, l’ingresso di una sorta di fortilizio avvolto dalla boscaglia. È lì che vive il vecchio zio scapolo.

Burbero e diffidente, l’uomo si affretta a spiegare al nipote le regole della quotidianità sua e dei domestici e lo informa che non potrà congedarsi subito. La visita di cortesia comincia ad assomigliare a una prigionia per Victor, che non vede l’ora di fuggire da quel luogo remoto e da quel parente tanto cupo. Con il passare dei giorni, però, la coabitazione tra i due prenderà una piega inaspettata mutando completamente il destino del giovane.

Monumento della letteratura di lingua tedesca dell’Ottocento (diversi sono i luoghi commemorativi a lui dedicati, come la Casa-Museo della natìa Horní Planá, l’Istituto-Casa Museo di Linz, la città della maturità, il Museo Stifter di Lackenhäuser in Baviera), con Il vecchio scapolo, Stifter offre forse il più bel racconto sull’incontro tra giovinezza e vecchiaia, qui incarnate da un nipote – candido e gentile, persuaso che per godere della magnificenza del mondo non debba esservi alcuna distrazione, quindi, fermo nel proposito di non sposarsi – e uno zio – brusco, scostante, scapolo suo malgrado.

La ruvidezza del vecchio zio è probabilmente dipesa dal fardello di antiche sconfitte e dal rimpianto per le occasioni perdute che si ridestano con la comparsa del nipote. Ciò però non lo frena dal dimostrargli il suo tenace e disperato idealismo. Nella requisitoria chiarificatrice che segna potentemente le ultime pagine del libro, il vecchio smonta ogni convinzione del ragazzo. Dolenti segreti e vicende familiari lo hanno portato a stargli lontano non per sua scelta. «Avrei fatto di te un’aquila che tiene il mondo nei suoi artigli e, quando è necessario, lo lascia cadere tranquillamente nell’abis­so», dice al nipote. Lo esorta dunque a essere libero di gioire di ogni aspetto della vita, a non ripiegarsi nella solitudine, ad abbandonarsi all’amore di una donna e dunque a sposarsi, magari non subito, magari dopo aver viaggiato «per due o tre anni», ma poi non indugiare oltre. L’amore di una donna scalda il cuore, lui lo sa bene avendovi rinunciato.

Il veemente discorso del vecchio zio contiene la grazia sconvolgente di un sentimento sincero e Victor non trova motivi per resistervi.

La connessione intima con la natura, l’esigenza di una calma pacificatrice e di rapporti umani autentici costituiscono l’ideale di calorosa armonia spirituale – quasi un’utopia sovversiva – che plasmò la sensibilità artistica di Stifter caratterizzandone la poetica.

La tensione morale che soffiava sulla sua scrittura non impedì all’autore austriaco di muoversi nel solco del gotico più grandioso con esiti particolarmente felici proprio nel Vecchio scapolo.

A quarantuno anni dall’ultima traduzione, Carbonio ripropone per la nuova e radiosa cura di Margherita Carbonaro, una gemma letteraria dalla struttura impeccabile, il linguaggio limpido, le immagini smaglianti; un’iniziazione all’età adulta dalla resa superba, un viaggio dell’anima che infiamma ed emoziona.

Condividi

Picture of Vincenzo Fiore

Vincenzo Fiore

Cronaca

Arriverà probabilmente il 18 settembre 2026 la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio firmata dalla Procura di Avellino nei…

Convalida dell’arresto e obbligo di dimora e di presentazione alla Polizia giudiziaria. Questa la misura disposta dal Gip del Tribunale…

Nascondevano all’interno di un puff una pistola clandestina e un caricatore con 17 cartucce calibro 6.35: una coppia residente a…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Sturno – Piazza Aufiero piena come nelle grandi occasioni. E quella del consiglio comunale straordinario, convocato per questa sera, è proprio una di queste. Nella piazza centrale del paese, infatti, c’è stata la riunione aperta ai cittadini per discutere della richiesta di installazione dell’antenna G5 per la telefonia mobile. Questione,...

“Parte da Nola un percorso itinerante di informazione sui fondi europei, nato per creare un collegamento diretto tra istituzioni europee, imprese, professionisti e amministratori locali del Mezzogiorno, affinché le risorse disponibili possano tradursi in opportunità concrete di sviluppo”, dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Campania Gennaro Saiello. “Troppo...

Gli scandali, le verità omesse, le idee per ripartire. In una parola “Il libro nero del calcio italiano”, un’opera realizzata dall’irpino Michele Criscitiello – proprietario di Sportitalia e fresco di promozione in Serie C con la sua Folgore Caratese – ed edita da Piemme (parte del gruppo Mondadori). Ad Avellino...

Un viaggio tra politica, femminismo, amicizia e impegno civile. È questo il cuore del volume di Pasquale Gallicchio, “Tu sei per me lo specchio e il porto”, edito da Liguori che racconta la storia dell’amicizia tra Luisa Cavaliere e Rosetta D’Amelio, protagoniste della vita politica e culturale campana. Il libro...

Ultimi articoli

Attualità

Sturno – Piazza Aufiero piena come nelle grandi occasioni. E quella del consiglio comunale straordinario, convocato per questa sera, è…

Un confronto con le organizzazioni sindacali sulle procedure di immissione in ruolo per l’anno scolastico 2026/2027. A rappresentare l’USR Campania…

La sanità non rappresenta soltanto un diritto costituzionale, ma può diventare il principale investimento per il rilancio delle aree interne….

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy