“Un campione di umanità per tutte le specie viventi, un paladino di coraggio, di fierezza, di gentilezza, di attenzione al prossimo, uno spirito libero che ha donato a tutti la sua vita, ci ha lasciati”. A ricordare Giuseppe Marotti, veterinario amatissimo, spentosi nella giornata di oggi, all’età di 64 anni, in seguito ad un malore che lo aveva colpito nelle scorse settimane, è il professore Franco Festa “Piangono insieme a noi gli amici e i compagni che hanno goduto del suo affetto, e i nostri cari animali che hanno goduto della sua grazia”. E sono stanti gli attestai di stima che si rincorrono sul web alla notizia della sua scomparsa: “Ho appena saputo una notizia terribile. É venuto a mancare Giuseppe Marotti, non un, ma IL VETERINARIO. Animo nobile, gentile, colto, paziente, una Grande Persona con una interiorità fuori dal comune. Ha curato amorevolmente tanti degli animali accuditi da me, uno addirittura lo tenne con sè fino alla fine, a casa sua. Un riferimento per la mia famiglia e per i trovatelli che abbiamo accolto. È un immensa perdita per Avellino, per la sua amatissima famiglia. Quelli come Giuseppe Marotti mancano, ma non muoiono mai”. Beppe Sarno sottolinea come “ammiravo il suo amore per la libertà. Sempre fedele ad uno stile di vita che non conosceva compromessi”. Commosso il ricordo della farmacista Antonella Novellino “Caro Giuseppe, ci sono addii che arrivano troppo presto e lasciano un silenzio difficile da colmare. La tua assenza pesa, ma il tuo ricordo è più forte del tempo che ci è stato tolto. Continuerai a vivere nei sorrisi che ci hai regalato, nelle parole condivise, nei momenti semplici che ora sappiamo essere stati preziosi. Grazie per ciò che sei stato e per ciò che ci hai lasciato: un segno profondo, sincero, che nessuna distanza potrà cancellare. Camminerai con noi, ogni giorno, nel ricordo e nell’affetto. Non è un addio, ma un arrivederci nel cuore”. Giuseppe Vetrano ricorda come “La parrocchia di Don Michele era il luogo in cui si riunivano tutti gli adolescenti del quartiere. Nel ’68 Bobby Charthon aveva vinto per la 3a volta il pallone d’oro ed aveva una lunga fila di capelli lisci e biondi. Il suo mito sopravvisse per molti anni e per noi della Polisportiva San Ciro, con le magliette rosse come il Manchester United, Giuseppe divento’ subito Bobby (Bob) Marotti. Per me è sempre stato Bob e, come Charlthon, Giuseppe è rimasto per sempre un grande professionista ma anche una persona timida e resiliente che non amava i “primi piani”, preferendo la sostanza all’apparenza. Di recente cenammo insieme a casa di Michele che lasciava Avellino. Fu come riavvolgere il nastro della vita. Una serata autentica tra vecchi amici con solidi legami che il tempo non distrugge. Nulla lasciava pensare che quella cena si potesse trasformare nell’ultima testimonianza di una semplicità che, di lì a poco, sarebbe diventata una mancanza difficile da accettare”. Bellissimo il ricordo di Livio Borriello “eri l’amico di sempre, un perno della mia vita. Gli uomini buoni sono quelli che compiono il mondo. e tu eri un uomo buono. e perciò eri invincibile, e la morte non potrà cancellare ciò che sei stato, ciò che ci hai dato, e che resterà per sempre nel ricordo.(la tua vita è accaduta, ed è ancora là, anche se non è più visibile, come la luna quando non si vede più)”.A stringersi al dolore della famiglia l’associazione Con Fido nel Cuore “Punto di riferimento per la nostra associazione, il Dott. Marotti ha saputo coniugare una profonda competenza medica a una straordinaria umanità. Il suo impegno costante per la tutela del benessere animale resterà per noi un esempio indelebile.
Ci uniamo al dolore dei suoi cari, certi che il suo ricordo vivrà in ogni battito di coda dei tanti amici che ha curato con amore”.
“Di questi tempi – scrive l’amico Antonello Matarazzo- diventa sempre più difficile farsi carico dei patimenti altrui, i vasi sono troppo colmi, ma per Giuseppe era una specie di vocazione laica, non un dovere, ma una serena responsabilità che sentiva nei riguardi del prossimo e, quanto più il fardello si faceva pesante tanto più accogliente era il suo abbraccio. Grazie a lui tanti amici meno fortunati hanno trovato sollievo e incoraggiamento nei momenti più bui, è stato grazie a lui e a Patrizia che, ad esempio, suo figlio Dimitri, dal bambino difficile e riottoso che era, si è trasformato nel ragazzo adorabile e pieno di speranze che è..
Sembra inverosimile, ora, non poter rivedere il suo volto da Zanardi gentile, né risentire la sua delicata erre blesa e il calore che ne emanava, eppure sono sicuro di avvertirne come un’eco.. è la traccia profonda che ha lasciato in chiunque abbia avuto la fortuna e l’onore di conoscerlo”
Giuseppe Marotti è stato per anni un riferimento per il mondo veterinario, espressione di una medicina profondamente umana, consapevole e rispettoso del valore degli animali come di ogni creatura della Terra. Un abbraccio giunga alla moglie Patrizia Prestinenzi, al figlio Dimitri Federico, la suocera Filomena Freda, le sorelle Angelica e Luciana e parenti tutti. Le esequie si terranno martedì 13 gennaio, alle ore 10:00 presso la Chiesa di San Ciro Martire in viale Italia.


