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Zia Lidia, si proietta “Duse”. Ospite in sala il regista Marcello

“Duse mi ha colpito per le contraddizioni che ne hanno caratterizzato l’esistenza. Dietro i grandi successi della “Divina” si nascondevano fallimenti altrettanto sensazionali, che sono a mio avviso una delle chiavi di lettura più interessanti. La scelta di concentrarsi sugli ultimi anni della sua vita è venuta naturalmente”. Scrive così il regista Pietro Marcello nello spiegare come nasca il film “Duse” dedicato alla grande attrice. La pellicola sarà proiettata sabato 21 febbraio, alle 20.30, al Partenio. La pellicola è inserita nell’ambito della rassegna promossa dallo Zia Lidia.Il regista sceglie di rivolgere il suo sguardo al momento in cui Eleonora Duse sceglie di tornare in scena dopo un lungo silenzio durato quasi dieci anni. Le difficoltà economiche e il desiderio di rimettere alla prova sé stessa la conducono a formare una compagnia, ma l’Italia che la circonda non è più quella che aveva lasciato tempo prima: il Paese porta ancora addosso le cicatrici della guerra e i primi segni del fascismo avanzano nelle piazze. La Duse tenta di rinnovarsi, accogliendo l’azzardo di un giovane autore inesperto, Giacomino. Il progetto, però, si rivela tanto fragile quanto sconclusionato e il fallimento dello spettacolo mette in discussione la sua figura di diva, costringendola a interrogarsi sul proprio ruolo e sul futuro.

La dimensione pubblica si intreccia con quella privata: il rapporto difficile con la figlia Enrichetta, che soffre l’ombra ingombrante di una madre assorbita dal palcoscenico, e la relazione mai del tutto chiusa con Gabriele D’Annunzio. Sullo sfondo, un’Italia che cambia, un mondo artistico che fatica a riconoscerla e la necessità di confrontarsi con il tempo che passa.

E’ Marcello a spiegare come “Duse affronta il suo bilancio finale: con il suo talento, con il proprio corpo, con la maternità, con D’Annunzio, con la storia d’Italia. Non volevo realizzare un biopic, ma raccontare l’anima di una donna, un’artista, in un’epoca di grandi sconvolgimenti storici, con la possibilità di indagare temi a me cari: da una parte il ruolo dell’artista di fronte a tragedie come la guerra, la povertà e il dolore; dall’altra, le possibili declinazioni del rapporto tra arte e potere.”

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