Pasquale Giuditta, Noi di Centro non ha partecipato al primo incontro tra le forze del centrosinistra di Avellino. Avete spiegato il perché in una nota: “Mancanza di chiarimenti richiesti al Pd per garantire un percorso chiaro e condiviso che porti alla realizzazione del campo largo in tutta la Campania”. Però Maurizio Petracca ed Enzo Alaia, capigruppo in Regione rispettivamente di Pd e Casa Riformista, a margine dell’incontro hanno assicurato che il centrosinistra sarà unito. Era questo che chiedeva NdC?
Il campo largo non è una semplice sigla, ma un progetto politico che deve realmente tenere insieme tutte le sensibilità del centrosinistra, dando a ogni partito lo stesso peso. Questa è la vera ricchezza del campo largo. Ho letto dalla stampa che, secondo i partecipanti, l’incontro di ieri è stato positivo, ma non so di cosa si sia realmente discusso. Forse è stato positivo proprio perché non si è parlato quasi di nulla.
Di nulla?
A nostro avviso, prima di costruire il campo largo di Avellino c’è bisogno di stabilire delle regole chiare valide per tutti gli alleati: serve un metodo. Altrimenti rischiamo di mettere in crisi un progetto politico che, nella pubblica opinione, rappresenta una risorsa per tutto il centrosinistra. Si vince uniti, ad Avellino come a Benevento, passando per Ariano. Se il Pd rivendica, anche in modo arrogante, l’egemonia della coalizione non aiuta il confronto e la formazione dell’alleanza.
Parla del Pd?
Se Petracca vuole decidere se si fa il campo largo e chi vi partecipa, allora sbaglia metodo, parte con il piede sbagliato. A causa di questa impostazione sbagliata il centrosinistra ha perso le scorse amministrative ad Avellino. Quando non c’è coinvolgimento e qualcuno pensa di essere autosufficiente, i risultati non arrivano. Chiediamo un confronto vero. Non esistono titolari e riserve.
Qual è il metodo per scegliere il candidato sindaco?
Avellino ha bisogno di un progetto politico e di una classe dirigente capace di amministrare con serietà, competenza, lungimiranza e trasparenza. L’indicazione del candidato sindaco ci può essere solo dopo aver condiviso il programma. Così come un partito o un’associazione partecipa all’elaborazione di un progetto politico, così contribuisce anche alla scelta del candidato sindaco. Perché il candidato deve essere la persona che interpreta meglio il progetto. Un candidato sindaco non viene scelto perché “amico di”. Comunque, parlare oggi di candidato sindaco, senza aver costruito il campo largo e senza aver discusso il programma, è prematuro.
La scelta del candidato sindaco spetta in primis al Pd. È così?
Petracca commette un errore strategico se pensa che la scelta spetti in primo luogo al Pd. Certo, il Pd è il partito più rappresentativo del campo largo ed è legittimo che esprima dei candidati a sindaco. Ma pensare di imporre un nome perché “io decido il sindaco” è un errore. La città è stanca di queste dinamiche.
Al prossimo incontro del centrosinistra ci sarete?
Se il Pd cambierà atteggiamento, anche a livello regionale, noi ci saremo. Vogliamo dare il nostro contributo con grande chiarezza: la nostra area è determinante per la vittoria ad Avellino e in altri territori.



