Nel Partito Democratico le scelte politiche non si determinano per via informale, né attraverso interpretazioni arbitrarie o forzature di singoli passaggi. Le linee politiche si costruiscono nei luoghi deputati al confronto, attraverso discussione e voto. In assenza di questi elementi, non esiste alcuna linea condivisa. È bene chiarire, a questo proposito, che nell’ultima Direzione Provinciale non è stata assunta alcuna decisione formale, né si è proceduto ad alcuna votazione su linee politiche relative alle prossime elezioni amministrative. Ridurre un singolo passaggio, contenuto in una relazione, a una presunta linea politica rappresenta una forzatura priva di fondamento: un rigo non è una decisione, e non può esserlo. Per questo motivo, risultano inaccettabili quei comportamenti che tendono a trasformare valutazioni parziali o posizioni individuali in indirizzi politici generali.
Si tratta di atteggiamenti che alterano il funzionamento democratico del partito e rischiano di compromettere il rapporto con i territori. Il Partito Democratico è una comunità radicata nei circoli e nelle realtà locali.
Sono i territori a decidere, nel confronto tra iscritti e militanti, soprattutto in occasione delle elezioni amministrative. Ogni tentativo di indirizzo calato dall’alto, ogni pressione esercitata in favore di singole candidature, soprattutto quando interne allo stesso partito, è politicamente scorretto e produce divisioni. È importante chiarire un principio: non è fuori dalla linea del partito chi esprime dissenso rispetto a presunte indicazioni provenienti da figure istituzionali del partito, ma chi si pone contro i livelli territoriali, contro le decisioni dei circoli e contro le scelte degli iscritti di quel territorio. Non è accettabile una deriva che trasformi il partito in un comitato elettorale permanente o nel cosiddetto “partito dei sindaci”. Il PD non è uno strumento nelle mani di pochi, ma una comunità plurale che si fonda sulla partecipazione e sul rispetto delle regole. Va inoltre ribadito che non esistono intrusi tra gli iscritti, né livelli che possano sostituirsi alle comunità locali nelle scelte che le riguardano. Il ruolo degli organismi sovracomunali deve essere quello di favorire il confronto e garantire equilibrio, non quello di imporre soluzioni. Difendere questi principi non è una presa di posizione contingente, ma una necessità politica.
Senza rispetto delle regole democratiche e senza centralità dei territori, il partito perde credibilità e funzione.
Radici e Futuro, gruppo Pd che fa riferimento a Pellegrino Palmieri


