Il centrosinistra (Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e civiche collegate) è in vantaggio con una percentuale centrale intorno al 51%, mentre il centrodestra si ferma al 44%. Un margine che, tuttavia, non consente certezze: l’area degli indecisi e dell’astensione resta ampia e tale da rendere il dato fluido e potenzialmente reversibile.
E’ quanto viene fuori dal sondaggio di Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research.
Il sondaggio è stato promosso dall’associazione culturale Lupus Doctus, e si inserisce in un più ampio dibattito sul futuro del capoluogo irpino, promosso tra gli altri dal sindaco di Montefredane, Ciro Aquino.
Il sondaggio è stato realizzato da Only Numbers l’11 e 12 dicembre 2025 su un campione rappresentativo di 800 cittadini.
La rilevazione segnala una previsione di affluenza compresa tra il 58 e il 62%. Uno degli aspetti più significativi del sondaggio riguarda il rapporto tra notorietà e fiducia dei principali protagonisti della scena politica locale. Gianluca Festa e Laura Nargi sono conosciuti da oltre il 90% degli intervistati, ma raccolgono livelli di fiducia complessiva inferiori al 30%.
Diverso il profilo di candidati come Francesco Pionati o Nicola Giordano, meno esposti mediaticamente ma capaci di raccogliere una fiducia più ampia e trasversale.
Emerge un dato netto: per oltre l’80% degli elettori, nella scelta del sindaco contano più le qualità personali del candidato che il sostegno dei partiti. Coerentemente, il 44% degli intervistati dichiara di preferire un sindaco indipendente dalle forze politiche tradizionali, contro il 32% che opta per una figura sostenuta dai partiti.
È il segnale di una domanda civica forte, che attraversa trasversalmente gli schieramenti e che potrebbe rivelarsi decisiva soprattutto in vista di un eventuale ballottaggio.
Proprio sugli scenari di secondo turno il sondaggio offre indicazioni rilevanti. Nicola Giordano risulterebbe favorito sia in un confronto con Laura Nargi sia in un’ipotesi di ballottaggio contro Gianluca Festa, con percentuali che oscillano tra il 58 e oltre il 60%. Un vantaggio che sembra derivare dalla minore polarizzazione del candidato e dalla sua capacità di intercettare voti di area civica e moderata.
Oltre il 55% degli intervistati ritiene che la situazione della città sia peggiorata negli ultimi cinque anni e più di due terzi parlano apertamente di una fase di declino. Solo una minoranza considera Avellino un capoluogo capace di distinguersi positivamente rispetto agli altri comuni della provincia.
Non sorprende, dunque, che quasi il 60% degli elettori chieda una netta discontinuità rispetto alle precedenti amministrazioni.
Quanto ai problemi più urgenti, emergono con chiarezza tre temi: sanità e servizi sanitari locali, degrado urbano e manutenzione delle strade, opportunità di lavoro.


